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venerdì 26 gennaio 2018

Palermo 2 febbraio, Alla libreria del Mare si presenta “L’ombra della morte e il diaspro sanguigno. Poesie” di Giulia Chines (Ed. La Zisa)


Appuntamento venerdì 2 febbraio, alle 17 e 30, alla Libreria del Mare di via Cala 50, a Palermo, per la presentazione della silloge di poesie di Giulia Chines “L’ombra della morte e il diaspro sanguigno”, pubblicato dalle Edizioni La Zisa. Dialogheranno con l’autrice Valeria La Barbera e Alfredo Sant’Angelo.

L e poesie di Giulia Chines incorniciano l’antico sforzo umano di avvicinare il senso ultimo di vita e morte, tempo e divenire. Le immagini di un’anima tormentata alla ricerca di un’Alterità da interrogare si susseguono senza risparmiare al lettore un clima di crescente tensione. Le idee del Limite e della Finitezza, come prerogative della condizione umana, solcano quindi le pagine di questa raccolta di esordio, in cui la – seppur giovane –autrice intreccia le fila di un dialogo serrato tra il desiderio di vita e l’ineluttabilità della morte.


Giulia Chines, 23 anni, è laureata in Studi Filosofici e Storici presso l’Università degli Studi di Palermo. Appassionata lettrice di narrativa e mitologia, si avvicina alla poesia ancora bambina, iniziando a coltivare un rapporto privilegiato con temi quali la perdita e la morte.

martedì 19 dicembre 2017

“Indagare la morte con la poesia” di FRANCESCA VITALE (Leggere:tutti, dicembre 2017)




È una poesia non intitolata, No Title, la suprema essenza del messaggio che Giulia Chines, autrice della sua prima raccolta poetica L’ombra della morte e il diaspro sanguigno (Edizioni La Zisa), vuole trasmettere. “Ho paura di non poter più ascoltare il mio cuore battere ogni sera, di non potermi stringere al petto e sentire il mio respiro”. La scrittrice, nella sua continua ode alla morte come divoratrice di anime sole ingannate da una luce che alla fine tutto toglie, sembra ritrovare nell’assenza della vita il vero esistere libero dal tormento che giace eterno nel mondo sopraffatto dal tempo che, come si evince nel componimento la clessidra del tempo, “è un infame aguzzino, un tremendo padrone”. E la morte sembra l’unica voglia ristoratrice del cuore, e ne ricerca avidamente e voracemente il convincimento. È, però, ancora un dubbio amletico, tanto da non riuscire a trovar la giusta risposta alle sue colpe travestite da domande: “dimmi se soffri di più vivendo senza poter volare o morendo senza poter gioire. È più nobile il coraggio di stare in catene o la forza di strapparle via?” Ma in questo continuo indagare la morte, la scrittrice ammette che il desiderio più intimo nel pensiero è quello di un bacio, “quasi che l’amore possa far svenire ogni paura, ogni dolore, solo con un tocco di labbra...” E allora in questo Campo di battaglia esiste ancora Verità in questo inferno e la speranza che tutto questo un giorno finisca. “Mentre urlo al cielo che mi prende bestemmio senza capirlo guardando l’inferno che lascio su questa landa in fiamme sperando che il mondo mi ricordi.”
Il libro: GIULIA CHINES, “L’ombra della morte e il diaspro sanguigno. Poesie”, La Zisa, 2017 pp. 72, euro 8,00

martedì 31 ottobre 2017

Arriva in libreria la struggente raccolta di poesie di Giulia Chines, “L’ombra della morte e il diaspro sanguigno”, prefazione di Annalisa Vetro, Edizioni la Zisa, pp. 72, euro 8,00




Le poesie di Giulia Chines incorniciano l’antico sforzo umano di avvicinare il senso ultimo di vita e morte, tempo e divenire.
Le immagini di un’anima tormentata alla ricerca di un’Alterità da interrogare si susseguono senza risparmiare al lettore un clima di crescente tensione.
Le idee del Limite e della Finitezza, come prerogative della condizione umana, solcano quindi le pagine di questa raccolta di esordio, in cui la – seppur giovane – autrice intreccia le fila di un dialogo serrato tra il desiderio di vita e l’ineluttabilità della morte.

Giulia Chines, 23 anni, è laureata in Studi Filosofici e Storici presso l’Università degli Studi di Palermo. Appassionata lettrice di narrativa e mitologia, si avvicina alla poesia ancora bambina, iniziando a coltivare un rapporto privilegiato con temi quali la perdita e la morte.