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martedì 5 novembre 2019

“Racconti africani. L’Africa fra le pagine”. Un concorso





È in assoluto il primo concorso letterario dedicato esclusivamente a chi è nato o vive in Africa o è di origine africana.
Le storiche Edizioni La Zisa (www.edizionilazisa.blogspot.com), più di tren’anni di attività culturale e di battaglie civili, in collaborazione con l’associazione culturale La Tenda di Abramo – Culture e religioni in dialogo (www.latendadiabramo.blogspot.com), indicono la prima edizione del concorso letterario internazionale “Racconti africani. L’Africa fra le pagine”.

L’iniziativa, patrocinata da ForumSad e da Tulime onlus, è organizzata insieme alla “Casa Italiana” di Lomé (Togo), l’“Oasi italiana” di Bafoussam (Camerun), l’“Oasi italiana” di Douala” (Camerun), lo “Spazio Linguistico Michelangelo” di Libreville (Gabon), il “Clirap” di Lomé (Togo), il Clirap” di Abidjan (Costa d’Avorio), il Clirap” di Brazzaville (Congo), il Clirap” di Dschang (Camerun), il Clirap” di Yaoundé (Camerun), il Clirap” di Douala (Camerun) e, infine, il Clirap” di Buea (Camerun).

Si accettano racconti a tema libero che non superino le 5 (cinque) cartelle dattiloscritte (1 cartella = 30 righe di 60 battute). Sono ammesse eccezioni se gli elaborati superano di poco il limite prefisso. Ogni autore può inviare al massimo un racconto.

I testi devono essere in lingua italiana e rigorosamente inediti. Possono partecipare esclusivamente autori di ambo i sessi residenti in un qualunque Paese africano o altrove residenti ma di origine africana (afrodiscendenti).

I concorrenti devono inviare il racconto in formato word, con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e nome del Concorso, al seguente indirizzo mail: 

lazisaeditrice@gmail.com o all’indirizzo postale: Edizioni La Zisa, via Vann’Antò 16, 90144 Palermo (Italia)


La partecipazione è assolutamente gratuita e gli elaborati in lingua italiana andranno inviati entro e non oltre il 31 marzo 2020. Una commissione, che avrà fra i suoi componenti la nota scrittrice di origine nigeriana Sabrina Efionay (in arte “Sabrinex”), e formata da giudici indicati dalla casa editrice la Zisa, dall’associazione culturale La Tenda di Abramo e dagli altri enti organizzatori, selezionerà i migliori racconti che verranno pubblicati dalle Edizioni La Zisa in un libro che sarà in vendita nelle librerie italiane, e non solo,  e online anche in tutti gli altri Paesi. Inoltre, il libro sarà presentato in un evento di premiazione in Sicilia, in altre città italiane e, contemporaneamente, anche Togo, Camerun, Gabon, Costa d’Avorio e Congo Brazaville.

Per informazioni scrivere a: lazisaeditrice@gmail.com; o telefonare a: +39 091 5509295 

mercoledì 10 aprile 2019

Un libro per l’Africa, Le Edizioni La Zisa siglano accordo di partenariato con la onlus Inshuti Italia-Rwanda


Un libro per l’Africa per dare concretezza a uno slogan, vago quanto falso, che si sente spesso ripetere fin troppo frequentemente in questi tempi bui, anche da parte di alti ma non autorevoli esponenti delle istituzioni: “Aiutiamoli a casa loro!”.

Così le storiche Edizioni La Zisa di Palermo – trent’anni di battaglie in nome della legalità e contro ogni tipo di mafia, da quelle criminali a quelle burocratico-politiche – hanno deciso di siglare, in occasione del venticinquesimo anniversario del genocidio dei Tutsi in Ruanda, un milione di morti in appena tre mesi nel 1994, un accordo che prevede di destinare parte dei ricavi a una delle più attive e serie organizzazioni di volontariato che si prodigano in quell’angolo quasi dimenticato, dall’Occidente, di Mondo: la onlus Inshuti Italia-Rwanda.


Un privilegio e un onore – commentano dalla casa editrice – cercare di poter fare la propria parte per il sostegno dei progetti di sviluppo e di assistenza portati avanti da Inshuti. Apporremo su tutte le nostre pubblicazioni, pagina Facebook e blog, oltre che su tutto il nostro materiale promozionale, il logo e l’indirizzo web dell’associazione insieme all’informazione che parte del nostro fatturato va alla onlus. Ci auguriamo che molti altri editori facciano lo stesso perché, come amava ripetere don Pino Puglisi, ‘Se ognuno fa qualcosa si può fare molto'".

Inshuti Italia-Rwanda onlus è stata fondata nel 2007 da una donna coraggiosa, Grace Kantengwa, scappata dalla Guerra civile del Ruanda nel 1959. Dopo aver trascorso la sua gioventù in un campo profughi in Uganda, grazie all’aiuto di un missionario, è arrivata in Italia dove oggi vive con la sua famiglia e le sue due sorelle. Dalla sua esperienza è nata la volontà di aiutare il prossimo in difficoltà, in primis sostenere il suo poverissimo Paese dove non ha avuto il privilegio di crescere.

Inshuti è una organizzazione di volontariato costituita nel 2007 a Tradate, in provincia di Varese. L’Associazione INSHUTI Italia-Rwanda onlus è attiva in tre campi principali: il sostegno a distanza di bambini e bambine, ragazze e ragazzi; l’aiuto diretto delle persone senza occupazione e delle loro famiglie attraverso la promozione di corsi di formazione e di piccoli progetti di micro-credito; la realizzazione di progetti per rilanciare il sistema scolastico e l’istruzione.

L’associazione opera sul territorio italiano e ruandese, con la presenza costante di numerosi volontari e tutti i progetti sono realizzati e implementati da personale locale.

Inshuti Italia-Rwanda sostiene e promuove le popolazioni del EastAfrica:  Ruanda, Congo e Uganda.


www.inshuti.it – www.edizionilazisa.blogspot.com 

giovedì 7 marzo 2019

Palermo 6 aprile, Giornata in ricordo di Alfio Gennaro di Medici senza frontiere

Una giornata per ricordare la figura di Alfio Gennaro, medico scomparso da qualche anno e impegnato per tutta la sua vita in Africa.  Un’iniziativa per raccoglierne e rilanciarne la preziosa eredità di attenzione e d’impegno nel Continente nero.

Appuntamento sabato 6 aprile, alle ore 16 e 30, presso la sala proiezioni dell’Istituto salesiano don Bosco Ranchibile di via Libertà 199, a Palermo.

S’inizierà con la proiezione del documentario “La sua Africa” realizzato da Vittorio Brusca e Filippo Gennaro in memoria di Alfio Gennaro. A seguire, la presentazione della riedizione del suo libro, pubblicato dalle Edizioni La Zisa, “Le radici del baobab”. A condurre la giornata, insieme alle figlie, il giornalista Davide Romano.

I proventi della vendita del volume saranno destinati all’associazione World Friends onlus (www.world-friends.it/it) per il programma Safe Motherhood, un’iniziativa sviluppata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in collaborazione con molti partner, tra cui le Nazioni Unite (United Nations Populations Fund, UNFPA) e diverse ong, con lo scopo di promuovere la salute riproduttiva delle donne e di tutelare la maternità sicura e responsabile.

ll programma mira a garantire che tutte le adolescenti possano conoscere e avere accesso a informazioni, educazione, supporto, servizi e cure necessarie nell’ambito della salute riproduttiva.
L’obiettivo principale è quello di sviluppare strategie che rendano le adolescenti consapevoli del proprio corpo e di come averne il controllo, in modo da raggiungere un livello di salute ottimale. 

Il target del programma sono le ragazze delle scuole primarie che vivono negli slum di Nairobi. 


Il libro: Alfio Gennaro, “Alfio Gennaro, “La radice del baobab”, Prefazione di Sino Mazza, Edizioni La Zisa, pp. 128 con illustrazioni, euro 12,00

“Mi ha spinto a scrivere il bisogno di comunicare le emozioni che tante volte, nei giorni trascorsi in Africa, mi hanno scosso l’animo, nel bene e nel male. Sensazioni difficilmente esprimibili sulla carta, ma sicuramente scolpite nel cuore di chi, almeno una volta, si è trovato in quelle terre lontane. Ho sentito il bisogno di quei tanti uomini, neri o bianchi che siano, conosciuti nel mio vagabondare sulle piste africane, uomini e naturalmente anche donne, che hanno dedicato interamente la loro vita a questa terra che quasi sempre li ha ripagati offrendo loro il fascino dei suoi “ritmi d’amore”. Ricorderò proprio questi uomini e le situazioni in cui li ho conosciuti, ma principalmente cercherò di capire io stesso, mentre ve ne parlo, il segno che hanno lasciato nel mio animo. Cercherò di scoprirlo insieme a voi...”.

Alfio Gennaro, palermitano, medico specialista ginecologo, esperto di etnoantropologia africana e medicina tropicale, da oltre 28 anni viaggia in Africa nelle regioni più remote venendo a contatto con le tribù più primitive. Ha collaborato con il Touring Club Italiano e il Touring Club Suisse rispettivamente per l’aggiornamento di “Africa facile e no” e “Transafrique”. In occasione della Medivacanze 1984 ha allestito una mostra etnologica e presentato alcuni documentari cinematografici di suoi viaggi africani, sponsor la British Leyland. Presso il Laboratorio d’If in collaborazione con Lega Ambiente e Cooperazione Internazionale Sud Sud ha presentato i cortometraggi L’inquinamento del fiume Athi e L’Occidente inquina l’Africa (Kenia 1987). Da nove anni si occupa quasi esclusivamente delle tradizioni e dei popoli dell’Etiopia su cui sta realizzando dei cortometraggi. Ha concluso la sua esistenza lavorando in Africa negli ultimi anni per Medici senza frontiere.

mercoledì 23 gennaio 2019

In libreria: Alfio Gennaro, “La radice del baobab”, Prefazione di Sino Mazza, Edizioni La Zisa, pp. 128 con illustrazioni, euro 12,00





«Mi ha spinto a scrivere il bisogno di comunicare le emozioni che tante volte, nei giorni trascorsi in Africa, mi hanno scosso l’animo, nel bene e nel male. Sensazioni difficilmente esprimibili sulla carta, ma sicuramente scolpite nel cuore di chi, almeno una volta, si è trovato in quelle terre lontane. Ho sentito il bisogno di quei tanti uomini, neri o bianchi che siano, conosciuti nel mio vagabondare sulle piste africane, uomini e naturalmente anche donne, che hanno dedicato interamente la loro vita a questa terra che quasi sempre li ha ripagati offrendo loro il fascino dei suoi “ritmi d’amore”. Ricorderò proprio questi uomini e le situazioni in cui li ho conosciuti, ma principalmente cercherò di capire io stesso, mentre ve ne parlo, il segno che hanno lasciato nel mio animo. Cercherò di scoprirlo insieme a voi...».

Alfio Gennaro, palermitano, medico specialista ginecologo, esperto di etnoantropologia africana e medicina tropicale, da oltre 28 anni viaggia in Africa nelle regioni più remote venendo a contatto con le tribù più primitive. Ha collaborato con il Touring Club Italiano e il Touring Club Suisse rispettivamente per l’aggiornamento di “Africa facile e no” e “Transafrique”. In occasione della Medivacanze 1984 ha allestito una mostra etnologica e presentato alcuni documentari cinematografici di suoi viaggi africani, sponsor la British Leyland. Presso il Laboratorio d’If in collaborazione con Lega Ambiente e Cooperazione Internazionale Sud Sud ha presentato i cortometraggi L’inquinamento del fiume Athi e L’Occidente inquina l’Africa (Kenia 1987). Da nove anni si occupa quasi esclusivamente delle tradizioni e dei popoli dell’Etiopia su cui sta realizzando dei cortometraggi. Su una sua spedizione nella valle del fiume Omo Bottego (Etiopia meridionale – confine Sudan) è stato recentemente pubblicato un libro (Father, Abba, Padre, Gaefra Editore). Ha concluso la sua esistenza lavorando in Africa negli ultimi anni per Medici senza frontiere.

martedì 13 novembre 2018

Viene dall’Africa la prima «Dichiarazione» sui diritti umani. La prefazione di Cécile Kyenge a un libro che narra il dramma dell’allontanamento dalla propria terra (Riforma, 26 ottobre 2018)




Il testo che segue è la presentazione, a firma di Cécile Kashetu Kyenge, eurodeputata ed ex ministro, al libro I mocassini di ‘Īsā, di Valentina Vivona. Palermo, La Zisa, 2018, pp. 92, euro 9,90.

Il dolore di partire con il ritorno nel cuore. Il dolore che ci costringe a lasciare la nostra terra. Il dolore del viaggio. Un dramma che porta con sé, però, la speranza racchiusa nel significato della vita stessa che torna alla luce. Queste pagine ci accompagnano nel lungo percorso umano di chi migrando ha cercato la luce: storie di violenza e soprusi di chi è sfuggito ai propri carnefici. Una narrazione intima, attraverso gli occhi dell’autrice, in un cammino comune, personale, dalla decostruzione di certezze alla costruzione di una nuova consapevolezza e fede verso l’essere umano. I Diritti Umani sono il filo che riunisce il tutto. Nella dignità dell’individuo riscopriamo la nostra dimensione sociale, tornando a essere comunità, membri tutti della famiglia umana. Un concetto racchiuso nel senso profondo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che trova le ragioni della sua universalità nella tensione che ogni comunità e società ha avuto verso questi princìpi.

Fu l’Africa a darci la prima Dichiarazione dei Diritti Umani della storia. Per volere dell’imperatore del Mali, Soundiata KeÏta, già nel 1222 la Carta Manden si rivolgeva ai quattro angoli del mondo, abolendo la schiavitù e sancendo il rispetto della vita umana e della libertà, la giustizia, l’equità, la solidarietà. Nonostante, dunque, violenze, pregiudizi, discriminazioni, schiavitù e razzismo siano sopravvissuti, talvolta nascondendosi dietro la maschera deformante di culture, tradizioni o religioni, i diritti dell’Uomo rimangono inalienabili, tali e immutati. Parte essenziale del nostro essere. Ecco, perciò, che comprendere l’altro assume un diverso significato, diventando la ricerca di sé nel prossimo. L’interazione diventa somma e non sottrazione. In un’epoca di incertezze e smarrimenti valoriali, qual è quella che oggi stiamo vivendo, il viaggio, attraverso cui Valentina Vivona ci conduce, ci insegna la speranza, unico vero motore positivo dell’azione umana.

lunedì 14 maggio 2018

Palermo 17 maggio, Aperitivo e presentazione del volume di Valentina Vivona, “I mocassini di ‘Īsā”, Edizioni La Zisa



Freschette-Caffè Riso e la casa editrice La Zisa propongono un aperitivo interamente vegetariano e anche vegan nell’ambito della presentazione del volume di Valentina Vivona, “I mocassini di ‘Īsā”. L’appuntamento è per giovedì 17 maggio, alle ore 18 e 30, presso Freschette-Caffè Riso di corso Vittorio Emanuele 365, Palazzo Riso, a Palermo. Oltre all'autrice, interverranno Balla Moussa Koulibaly, richiedente asilo guineano; Monica Cirrito Minutella, poetessa e scrittrice; e Davide Romano, giornalista ed editore. Il costo complessivo (aperitivo+libro) è di soli 10 euro.



Il libro: Valentina Vivona, ”I mocassini di ‘Īsā”, presentazione di Cécile Kashetu Kyenge, prefazione di Balla Moussa Koulibaly, Edizioni La Zisa, pp. 92, euro 9,90

Queste pagine ci accompagnano nel lungo percorso umano di chi migrando ha cercato la luce: storie di violenza e soprusi di chi è sfuggito ai propri carnefici. Una narrazione intima, attraverso gli occhi dell’autrice, in un cammino comune, personale, dalla decostruzione di certezze alla costruzione di una nuova consapevolezza e fede verso l’essere umano.
“I Diritti Umani sono il filo che riunisce il tutto. Nella dignità dell’individuo riscopriamo la nostra dimensione sociale, tornando a essere comunità, membri tutti della famiglia umana.
“In un’epoca di incertezze e smarrimenti valoriali, qual è quella che oggi stiamo vivendo, il viaggio attraverso cui Valentina Vivona ci conduce, ci insegna la speranza, unico vero motore positivo dell’azione umana”.
(dalla Presentazione di  Cécile Kashetu Kyenge)

Valentina Vivona è nata a Belmonte Mezzagno (Pa) il 22 ottobre 1981. Psicologa, laureata in Psicologia Clinica dello Sviluppo presso l’Università degli Studi di Palermo, ha conseguito un Master in Psico-oncologia (Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) e ha operato presso l’Hospice dell’Ospedale Civico. Appassionata di linguistica e sordità, è diventata Assistente alla Comunicazione LIS (Lingua dei Segni Italiana) e ha insegnato linguistica italiana/LIS in diversi corsi di formazione.
Impegnata nel lavoro presso due centri SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) della città, ha un Master in Etnopsichiatria e Psicologia delle Migrazioni, conseguito all’Istituto Beck di Roma. Impegnata attivamente nel sociale, è volontaria di Croce Rossa Italiana e coordina le attività progettuali dell’Associazione Un.I.S. (Unione Ivoriani in Sicilia).
Appassionata dell’Africa, si definisce “Portatrice sana di Umanità” e continua a sperare “che il sole possa tornare a sorprenderci tra la negligenza e l’indifferenza. Un sogno reale per una realtà da sogno!”.

venerdì 6 giugno 2014

Palermo 10 giugno, Si presenta “La radice del baobab” di Alfio Gennaro



“La radice del baobab” è il titolo del volume di Alfio Gennaro, dell’associazione Medici senza Frontiere, e pubblicato dalle edizioni La Zisa, che verrà presentato martedì 10 gennaio, alle ore 17 e 30, presso la bottega "I Sapori ed i Saperi della Legalità" di piazza Castelnuovo 13, a Palermo. Interverranno, oltre all’autore, Sino Mazza e Davide Romano.

Il libro: Alfio Gennaro, “La radice del baobab”, Prefazione di Sino Mazza, Edizioni La Zisa, pp. 128 con illustrazioni, euro 12,00

«Mi ha spinto a scrivere il bisogno di comunicare le emozioni che tante volte, nei giorni trascorsi in Africa, mi hanno scosso l’animo, nel bene e nel male. Sensazioni difficilmente esprimibili sulla carta, ma sicuramente scolpite nel cuore di chi, almeno una volta, si è trovato in quelle terre lontane. Ho sentito il bisogno di quei tanti uomini, neri o bianchi che siano, conosciuti nel mio vagabondare sulle piste africane, uomini e naturalmente anche donne, che hanno dedicato interamente la loro vita a questa terra che quasi sempre li ha ripagati offrendo loro il fascino dei suoi “ritmi d’amore”. Ricorderò proprio questi uomini e le situazioni in cui li ho conosciuti, ma principalmente cercherò di capire io stesso, mentre ve ne parlo, il segno che hanno lasciato nel mio animo. Cercherò di scoprirlo insieme a voi...».

Alfio Gennaro, 1944, palermitano, medico specialista ginecologo, esperto di etnoantropologia africana e medicina tropicale, da oltre 28 anni viaggia in Africa nelle regioni più remote venendo a contatto con le tribù più primitive. Ha collaborato con il Touring Club Italiano e il Touring Club Suisse rispettivamente per l’aggiornamento di “Africa facile e no” e “Transafrique”. In occasione della Medivacanze 1984 ha allestito una mostra etnologica e presentato alcuni documentari cinematografici di suoi viaggi africani, sponsor la British Leyland. Presso il Laboratorio d’If in collaborazione con Lega Ambiente e Cooperazione Internazionale Sud Sud ha presentato i cortometraggi L’inquinamento del fiume Athi e L’Occidente inquina l’Africa (Kenia 1987). Da nove anni si occupa quasi esclusivamente delle tradizioni e dei popoli dell’Etiopia su cui sta realizzando dei cortometraggi. Su una sua spedizione nella valle del fiume Omo Bottego (Etiopia meridionale – confine Sudan) è stato recentemente pubblicato un libro (Father, Abba, Padre, Gaefra Editore). Dal 2006 lavora e vive stabilmente in Africa (Etiopia, Nigeria). Attualmente fa parte di Medici Senza Frontiere.