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mercoledì 11 luglio 2018

Su Leggere:tutti di giugno-luglio una recensione del romanzo di SALVATORE GIRGENTI, “Il caso Tancredi. Una storia siciliana”, La Zisa



Recensione di Loredana Simonetti (LEGGERE TUTTI N.122,  GIUGNO-LUGLIO 2018, p. 52)

SALVATORE GIRGENTI, “Il caso Tancredi. Una storia siciliana”, Edizioni La Zisa, 2018, pp. 160, euro 14,90

Sicilia, terra di profumi e gelosie, di infedeltà e disonori, di sguardi bassi e ‘nturciunati’, quella terra che “Garibaldi se lo sarebbe sognato di sbarcare a Marsala, se non ci fosse stato l’aiuto della massoneria”, dove “cumannari è megghiu chi futtiri” e il predominio economico e politico sul territorio fa appello al senso di abnegazione di matrimoni d’alleanza. Ne “Il Caso Tancredi” di Salvatore Girgenti, c’è tutto questo e l’assassinio di Massimo Tancredi, sindaco della città di Marsala, sembra coinvolgere l’intera regione, con un flusso inarrestabile di tutte le cose che non funzionano in Sicilia. Il maresciallo Altisi, piemontese di nascita, nelle indagini si scontra con testimoni oculari che non vedono bene, lettere anonime che citano i nomi degli assassini, contrasti geografici a causa delle sue origini “nordiche” e poi amanti rimaste nell’ombra e uomini che pensano solo a salvaguardare il loro onore.
“Le corna sono come i denti di un bambino: quando crescono fanno male, ma poi ci si mangia bene.” La morte di Tancredi tira fuori tutto quello che era sospeso, perché, come dice l’autore, il siciliano ha la memoria più lunga di quella dell’elefante, non dimentica antichi rancori ed è sempre pronto a fartela pagare.

martedì 20 febbraio 2018

In libreria: Salvatore Girgenti, “Il caso Tancredi. Una storia siciliana” Edizioni La Zisa, pp. 160, euro 14,90





In una Sicilia color seppia, dalle raffinatezze ormai perdute, sotto un sole che tutto schiarisce, si avvicendano distinti notabili e politici acclamati, ma nei vicoli bui delle antiche città si aggirano anche i volti scuri delle loro propaggini nascoste. In una storia che intreccia anche le trine di avvenenti donne dalla diabolica apparenza ingenua, si percorrono le piste del giallo storico in cui Tancredi è carnefice e vittima di un intero sistema di clientele e antiche mafie, al centro di un vero e proprio cameo sociologico e sottilmente psicologico delineato con eleganza e sapienza da Salvatore Girgenti, profondo conoscitore della storia e della cultura siciliana.

Salvatore Girgenti  (Palermo, 1945), docente di storia e filosofia, giornalista, saggista, Preside dell’I.T.C. Europa 2000 di Erice. È stato direttore della Scuola Superiore di Giornalismo della Libera Università di Trapani, dove ha anche insegnato Storia Contemporanea. È presidente dell’Accademia di Studi Medievali di Trapani. Ha collaborato alla Terza Pagina della Sicilia di Catania e alle riviste I Nuovi Quaderni del Meridione, Incontri Meridionali, Il Trimestre, La Fardelliana, Libera Università del Mediterraneo e Cronache Parlamentari. Ha pubblicato, tra l’altro: La vicenda Nasi e i suoi riflessi nell’opinione pubblica italiana (L.U.T., 1985), Siciliani Illustri (Banca Sicula, 1985), La Compagnia dei Bianchi di Trapani (L.U.T., 1988), Cent’anni fa l’esposizione nazionale di Palermo (Arpe, 1991), Le radici ebraiche dell’ordine templare: un’ipotesi di ricerca (Vittorietti, 2011)