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venerdì 14 dicembre 2012

A Natale siamo più buoni e vi regaliamo un libro!!!



A Natale siamo più buoni e vi regaliamo un libro!!!
Volete sapere tutto sulla fine del mondo che dovrebbe avvenire entro quest’anno?
Allora inviate in una busta chiusa con il vostro indirizzo 2 euro in francobolli (per le spese postali) a Edizioni La Zisa, via Lungarini 60, 90133 Palermo, e riceverete in OMAGGIO il saggio di Walter Ferreri “La verità sul 2012”. Affrettatevi, le copie sono limitate!

Walter Ferreri, “La verità sul 2012”, Edizioni La Zisa, collana Supernovae, pagine 112, euro 8,90 (ISBN: 978-88-95709-55-0)

Dalla lettura di questo libro ognuno di noi potrà rendersi perfettamente conto "come il 2012 sia un anno come gli altri e che la sua elezione a "anno del giudizio" non sia nient'altro che un'invenzione di alcuni autori, scaturita da una loro interpretazione acritica del calendario Maya, al quale si è voluto attribuire un significato che non trova riscontro tra gli studiosi di questo popolo. Il motivo che li ha indotti a fare queste previsioni è essenzialmente di tipo economico […]: un libro che tratta di future catastrofe di eventi spettacolari o eccezionali ha molto facilmente più successo di uno […] che si limiti a raccontare la realtà dei fatti". "La storia è permeata da "profeti" e "veggenti" che hanno previsto innumerevoli volte la fine del mondo. Spesso questi comportamenti sono stati dettati da una interpretazione letterale di scritti antichi, ai quali si attribuiscono grande autorità o addirittura infallibilità. Anche nel caso dei Maya, […] la tendenza è stata quella di sopravvalutare molto le loro possibilità di previsione, […] I Maya avevano una notevole conoscenza del cielo, ma […] La loro scienza non gli permetteva di fare previsioni precise su molti avvenimenti astronomici futuri". (dalle Conclusioni dell'Autore)

Walter Ferreri, astronomo, svolge la sua attività professionale presso l'Osservatorio Astronomico di Torino. È autore di una ventina di libri e fondatore, nel 1977, della rivista di astronomia "Orione", della cui versione attuale - "Nuovo Orione" - ricopre la carica di direttore scientifico. Per le sue scoperte e ricerche nel campo degli asteroidi l'Unione Astronomica Internazionale ha conferito il nome "Ferreri" all'asteroide 3308 EP.

martedì 30 novembre 2010

Narrativa: “ALIENI METROPOLITANI” di AMELIA CRISANTINO


PROTAGONISTI metropolitani, vite distanti e parallele che scorrono attorno alla stradadel Viale. Mestieri ormai improbabili e proiezioni nella modernità convivono gomitra gomito, raccontati da Giuseppe Mazzone nel romanzo breve “L'ultima notte prima della fine del mondo”. Troviamo Violetta, ragazza gentile che ha trovato una nicchia al suo disagio divenendo «la commessa della modista». C'è il dottor Crocchia, il «signorino» discendente di una dinastia di medici che figura come specialista in malattie respiratorie. Da un altro secolo sembra arrivare la signora Ina, che in un minuscolo negozio vende formaggi e acciughe sotto sale, le sue pagnotte condite sono molto apprezzate dai muratori. Il tabaccaio guercio e l'edicolante artista reclamano più spazio peri loro personaggi, compressi come sono fra la ginecologa Marta, il barista Lupo, il barbone filosofo e il suo cane Bau, forma abbreviata di Baudelaire. In fondo alla strada c'è lo studio di un veterinario che per solidarietà, la notte di Natale, fa abortire una donna sola legandola al lettino dove di giorno visita cani e gatti. Una folla di ex capelloni nostalgici ed ex minigonne si lanciano versi di vecchie canzoni: sullo sfondo scorre una città distratta, che contagia ai suoi abitanti un umore malinconico. E tutti pensano di avere un giorno vissuto momenti più gloriosi. Anche i sorrisi sembrano evocare tempi andati, «sicuramente migliori a detta di chi li aveva vissuti».

GIUSEPPE MAZZONE
“L'ultima notte prima della fine del mondo”
Edizioni La Zisa
Pagine 122
Euro 9,90

martedì 16 novembre 2010

2012: LA FINE DEL MONDO ARRIVERA’, SE “SALTA”, E’ GIA’ PRONTO L’INCUBO APOPHIS


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settimanale


Anno I n. 32 – 18 novembre 2010

Misteri. Un professore dell’Università di Santa Barbara ha spostato l’ora del giorno del giudizio e dovrebbe essere il 21 febbraio 2013. Sempre che l’antica profezia non sia stata mal interpretata.

2012: LA FINE DEL MONDO ARRIVERA’, SE “SALTA”, E’ GIA’ PRONTO L’INCUBO APOPHIS

Servizio di Naia Imparato

Roma – Novembre.

Quella di fare profezie catastrofiche è sicuramente una caratteristica umana, visto che l'idea che qualcosa di superiore, in coincidenza con determinate scadenze, possa distruggere il mondo, accompagna l'uomo da millenni. Questa volta il ruolo di “profeti della sventura” lo si è attribuito ai Maya. E secondo uno dei loro calendari, il Lungo Computo, che la “fine del mondo” dovrebbe avvenire tra il 21 e il 23 dicembre del 2012, giorni in cui si chiuderà il ciclo che durava da 5.125 anni circa. Un'apocalisse che però potrebbe arrivare in ritardo. II professor Gerardo Aldana dell'Università di Santa Barbara sostiene infatti che i conti Maya sono sbagliati: la fine del mondo, alla luce dei nuovi calcoli, per Aldana dovrebbe quindi arrivare il 21 febbraio 2013.
Sandra Noble, direttrice della Fondazione per il progresso degli studi mesoamericani di Crystal River (Usa), ritiene la teoria infondata: «I Maya non hanno mai parlato di fine del mondo! E’ vero, secondo il Lungo Computo, che nel dicembre 2012 finirà un ciclo, ma per loro la fine di un periodo rappresentava motivo di festa, proprio come per noi la celebrazione della fine dell'anno e dell'arrivo di quello nuovo».

Malattie, eruzioni, terremoti...

Anche su quello che succederà i catastrofisti si sono sbizzarriti: la rotazione della terra si fermerà per 72 ore; si invertiranno i poli; ci sarà un conflitto nucleare; un'epidemia; l’impatto di un asteroide, l'esplosione di una supernova; l'eruzione del vulcano di Yellowstone. «Già questa varietà estrema di scenari dovrebbe far riflettere su quanto siano precise le previsioni in questo senso. Non possono certo avere ragione tutti!», afferma Paolo Attivissimo, giornalista, esperto di bufale on line. E gli scienziati, cosa dicono? Ne parliamo con Walter Ferreri, astronomo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica che lavora all'Osservatorio di Torino e autore dei libro “La verità sul 2012” (La Zisa). «Tra i fenomeni astronomici rilevanti del 2012 ci sarà, il 6 giugno, il passaggio di Venere davanti al Sole, molto raro (il prossimo avverrà nel 2117), mentre il 13 novembre ci sarà un'eclisse totale di Sole (avviene mediamente ogni 18 mesi) visibile in Australia; in agosto, si avrà la Luna piena due volte e, in marzo, Marte si avvicinerà alla Terra. Nessuno di questi avvenimenti, però, avrà un risvolto pericoloso», chiarisce il dottor Ferreri.
«Che un impatto con un asteroide o con una cometa possa avvenire, nemmeno gli scienziati possono escluderlo a priori. E’ una possibilità, ma per ora non c'è nulla di noto. L'unico asteroide che potrebbe impattarsi con la Terra (ma c'è una probabilità su 100mila che ciò avvenga) è Apophis. Se succedesse, comunque, sarebbe nel 2036 e interesserebbe solo alcune zone del pianeta. Anche eventuali eruzioni solari, possibili non nel 2012 ma l'anno successivo, causerebbero danni all'elettronica, mandando in tilt centrali elettriche o satelliti, ma niente di più». Quindi, possiamo dormire tranquilli. Anche perché, caso mai qualcuno si sbagliasse… meglio vivere bene fino all'ultimo minuto!

lunedì 23 agosto 2010

“Catastrofi inventate” di Giulio Giallombardo



(La Repubblica, 15 agosto 2010)

Leggendo “La verità sul 2012” gli amanti delle catastrofi rimarranno delusi. Nel breve e puntiglioso libro dell’astronomo Walter Ferreri, edito da La Zisa, vengono, infatti, demolite una per una le tesi ormai note secondo cui, fra un paio di anni circa, per l’esattezza il 21 dicembre 2012, la terra sarà sconvolta da un non ben precisato evento epocale. Alla base delle inquietanti teorie millenariste, secondo l’autore, ci sarebbe «una lettura acritica del calendario Maya», al quale si è attribuito un significato scaturito da fraintendimenti e non condiviso dagli studiosi di questo popolo.
Dopo una carrellata storica in cui vengono raccolte tutte le date di un’ipotetica fine del mondo, per fortuna mai arrivata, Ferreri, col piglio analitico dello scienziato, inizia a “smontare” le teorie catastrofiste finora note, dimostrando che gli unici eventi astronomici previsti nel 2012, in tutto una decina, non porteranno all’umanità alcun cambiamento decisivo. Insomma, non ci aspettano impatti con fantomatici pianeti o asteroidi, né saremo travolti da terribili tempeste solari, né dovremo temere per un’eventuale inversione del campo magnetico terrestre. Né, infine, ci si potrà basare sulle quartine di Nostradamus, così oscure da prestarsi a infinite interpretazioni. Perché allora tanto allarmismo? L’autore non ha dubbi: si tratta di un grande business. Le ipotesi catastrofiste rendono meglio della più rassicurante realtà dei fatti, con buona pace dei Maya.

Walter Ferreri, “La verità sul 2012”, Edizioni La Zisa, Pagine 112, euro 8,90

mercoledì 26 maggio 2010

LIBRI: LA VERITA' SUL 2012, NON CI CREDEVANO NEMMENO I MAYA

(NOTIZIARIO SCIENZA E TECNICA) (ANSA) - ROMA, 26 MAG - Mentre dilagano i dubbi su cosa potrebbe accadere il 21 dicembre 2012, dal web alla tv, ecco che forse arriva l'attesa risposta: nemmeno gli stessi Maya consideravano la data cosi' funesta. A fugare ogni timore e' il libro di Walter Ferreri, astronomo dell'Osservatorio di Torino dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) 'La verita' sul 2012' (edizioni La Zisa, 122 pagine).
Ferreri affronta tutti i temi circolanti attorno alla fatidica data, smontandoli a uno a uno con gli strumenti della scienza e con richiami al buon senso. I Maya, spiega l'autore, della data ne parlano in un'unica stele, trovata nello Stato messicano del Tabasco, ma vi fanno riferimento semplicemente come alla fine di un periodo, come per noi il 31 dicembre e' la fine di un anno. Non lo interpretavano, dunque, in senso negativo, ne' tantomeno come la fine del mondo. Addirittura, aggiunge l'autore, in un'altra stele dei Maya si fa riferimento alla celebrazione dell'anniversario dell'ascesa al trono del re Pacal, previsto per il nostro anno 4000 o giu' di li', ipotesi che conferma la continuita' del calendario.
La fine del mondo, commenta Ferreri, 'e' gia' stata predetta piu' volte e ogni volta chi l'ha profetizzata e' stato clamorosamente smentito. Nel 2012 non ci sara' nemmeno l'allineamento dei pianeti, tanto caro ad alcuni: anzi, saranno molto sparsi. E non e' previsto alcun avvenimento astronomico particolare, strano o insolito, se non il passaggio di Venere davanti al Sole, che si verifichera' pero' il 6 giugno, e non sara' altro che un bello spettacolo'.
L'unico dubbio forse arriva dagli asteroidi: c'e' una remota possibilita' che Apophis possa colpirci, spiega l'astrofisico, autore della scoperta di almeno 40 asteroidi, 'ma stiamo comunque parlando del 2036'. Comunque, aggiunge, 'si tratta di un oggetto molto piccolo che, nel caso estremamente improbabile dovesse impattare la Terra (meno di una probabilita' su centomila), farebbe un danno in una regione molto circoscritta, pari a circa un centesimo della superficie italiana'.
Per l'autore non c'e' da preoccuparsi neppure per il massimo di attivita' solare atteso nel 2012, con eruzioni solari e tempeste magnetiche minacciose per i nostri mezzi di comunicazione: i catastrofisti sono stati smentiti anche su questo, perche' il Sole, particolarmente 'pigro' negli ultimi mesi, ha rallentato il ritmo del suo ciclo. Di conseguenza ora il massimo solare e' previsto nel 2013.(ANSA).

martedì 18 maggio 2010

Le Edizioni La Zisa e la bufala del 2012. Poi non dite che nessuno vi aveva avvertito!




di PIERO BIANUCCI (La Stampa, 18/05/2010)

Da sempre il tema della fine del mondo terrorizza e affascina l’uomo. Ne parlano gli antichi testi sacri di varie religioni, i movimenti millenaristi (ma quella della paura dell’Anno Mille è una leggenda, un falso storico: all’epoca ben pochi sapevano in che anno si viveva), numerosi pseudo-profeti relativamente recenti come William Miller (1782-1849), i Testimoni di Geova (che però da qualche decennio hanno rinunciato a precisare date). Insomma, le apocalissi annunciate si sprecano. Persino Isaac Newton cercò di stabilire la data della fine del mondo: analizzando il testo biblico del profeta Daniele giunse a identificare l’anno 2060. Previsione allarmante per i più giovani, per altri, come chi scrive, tutto sommato rassicurante.

Newton però, oltre che grande scienziato, fu un teologo coltissimo, e credeva profondamente nella Scrittura. La sua previsione dunque è giustificata dalla buona fede. Ben diversa è la storia di previsioni più recenti, l’ultima delle quali fissa la fine del mondo al 21 dicembre 2012. In queste previsioni probabilmente non crede neppure chi le fa, e tanto meno chi ci specula sopra per far denaro con Dvd, libri pieni di falsità, programmi tv che vogliono scoprire misteri dove invece non c’è altro che ignoranza. Per fortuna qualcuno ha pensato di smontare la speculazione pezzo per pezzo. L’ha fatto Walter Ferreri con il suo libro fresco di stampa “La verità sul 2012” (La Zisa Editore, 122 pagine, 8,90 euro), una lettura non solo interessante ma anche divertente per lo humour che affiora tra le righe: l’ironia nasce spontaneamente per contrasto quando si esamina con argomenti seri una tesi invece di serio ha ben poco.

Astronomo all’Osservatorio di Torino, scopritore di numerosi asteroidi e fondatore della rivista che state leggendo, Ferreri parte dall’origine della favola della fine del mondo nel 2012. Il responsabile è il romanziere Frank Waters, che nel 1976 dedicò qualche pagina del libro “Mexico Mystique” al fatto che secondo il calendario dei Maya stava per concludersi un ciclo chiamato baktun 13. Senza entrare in particolari che il lettore troverà nel libro di Ferreri, basta ricordare che quell’antica popolazione americana contava il tempo in cicli: su scala breve utilizzava periodi di 20 e di 360 giorni, su scala più lunga adottava un ciclo di 7200 giorni e uno di 144 mila, detto baktun. Tredici baktun costituivano il Grande Ciclo, pari a 5125 anni. La credenza era che, terminato un Grande Ciclo, ci fosse una sorta di azzeramento del mondo, al quale sarebbe seguito un radicale rinnovamento. Poiché il Grande Ciclo in corso sarebbe iniziato l’11 agosto del 3114 avanti Cristo, saremmo ora prossimi al suo termine, che avverrebbe per l’appunto il 21 dicembre 2012. Questa indicazione fu poi ripresa in libri di altri autori e il mito della imminente fine del mondo è montato come la panna, arricchendosi di presunte motivazioni scientifiche e altrettanto dubbie previsioni che si vorrebbero concordanti con quella del calendario Maya, dalle profezie di Nostradamus a quelle di San Malachia. I temi scientifici tirati in ballo per supportare la catastrofe del 2012 sono molti: rallentamento della Terra, inversione del campo magnetico, orientamento dell’asse terrestre, allineamento dei pianeti o del Sole con il centro galattico, tempeste solari, impatto con il fantomatico pianeta Nibiru, una cometa o un asteroide, transito di Venere davanti al Sole in un anno bisestile. Questi argomenti offrono a Ferreri l’occasione per fare il punto sui fenomeni a cui si riferiscono, cosa senza dubbio istruttiva. Come effetto collaterale, il vaticinio del 2012 ne esce a pezzi, sepolto da una risata.

E’ chiaro che l’effetto sulla Terra di allineamenti planetari o galattici o transito di Venere è zero, mentre il pianeta Nibiru semplicemente non esiste. E’ curioso però ricordare che nel 2012 non ci sarà alcun allineamento di pianeti, e che in ogni caso il miglior allineamento ha un effetto mareale sulla Terra 14 mila volte inferiore a quello prodotto dalla Luna.

Certo, alcuni rischi esistono, ma non cambiano nel 2012 né in meglio né in peggio: impatto di comete, esplosione di supernove nei dintorni del Sole. Ma si tratta di rischi assolutamente minimi. Per comete e asteroidi minacciosi, inoltre, sarebbe già possibile preparare una difesa tecnologica. E stelle che possano esplodere come supernove a piccola distanza da noi fortunatamente non ce ne sono. L’apocalisse, insomma, è rinviata sine die. Con buona pace di Roberto Giacobbo, gran maestro di bufale scientifiche con la sua trasmissione “Voyager”. Ma lui i libri sul 2012 li ha già venduti, e in più è pure diventato vicedirettore di Rai2.