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martedì 27 luglio 2010

Piero Macaluso, Il mio nome è Carducci e lavoravo in Fiat (monologo teatrale), Edizioni La Zisa




«“Ma che vuol dire diritto al lavoro?”, si chiede Carducci ad un’assemblea in cui si denunciano le nuove forme di sfruttamento operaio legate alla progressiva macchinizzazione del processo produttivo. Già, che significato ha parlare di un “diritto” a proposito di un’attività che gli fa venire il mal di testa ogni volta che torna a casa e che tutto il santo giorno gli fa sentire un fastidioso fischio all’orecchio sinistro? (…) L’operaio Carducci ha dunque ragione: nonostante i moderni metodi di produzione abbiano reso possibile la pace e la sicurezza per tutti, noi abbiamo preferito continuare a far lavorare le persone allo stesso modo, continuando a sprecare tanta energia quanta ne era necessaria prima dei progressi tecnologici. In questo modo abbiamo creato una situazione
per cui chi lavora continua a lavorare troppo, mentre troppe persone non conoscono altro che il precariato e la disoccupazione. Insomma, siamo stati davvero degli idioti, ma non c’è ragione alcuna per continuare ad esserlo». (Dalla Postfazione di Luigi Cavallaro)

Piero Macaluso ha studiato Tecnica del Linguaggio Audiovisivo. È attore, regista e autore di teatro. Vive e lavora a Termini Imerese (Pa).