venerdì 21 dicembre 2018

In libreria la silloge di Francesca Vitale, “Come seme piantato alla luce dell’ultimo sole. Poesie”, prefazione di Davide Romano, Edizioni La Zisa, pagg. 80, euro 10,00




In questa raccolta le poesie sono le nuvole leggere che volano nel cielo della vita dell’autrice. Queste poesie sono libertà, aria, musica silenziosa e bellissima della vita stessa. La poesia è quel bocciolo interiore che diventa l’unico modo di capirsi e per certi versi anche di amarsi. L’autrice mette in versi quello che diventa lo specchio del suo cuore, il cuore di donna, un cuore che cerca se stesso in una sublime introspezione che vada “oltre” le barriere della segretezza dell’anima.
In questo modo, come la passione poetica è per lei dono divino, così le parole delle sue poesie diventano dono per gli altri, un dono fatto di commozione e semplicità.

Francesca Vitale nasce nel 1982 a Milazzo, in provincia di Messina. Laureata e specializzata in scienze economiche, sente fin da piccola la passione per la poesia che considera come uno dei doni più preziosi ricevuti da Dio.
Nel 2010 pubblica la sua prima raccolta, Come brezza fresca e leggera, una pentola a pressione di emozioni che vogliono essere trasmesse e condivise con il lettore nel desiderio e nell’intento di lanciare e lasciare un messaggio di speranza e di vita o solo, e semplicemente, una riflessione sulla stessa.
Una seconda raccolta, Riposa, pubblicata nel 2013 è, invece, incentrata sulla gratitudine a Dio, autore di quella che lei chiama una vera e propria “rinascita”, e sull’amore per la vita. Questa è la sua terza pubblicazione.


Arriva in libreria il saggio di Luigi Zaccaro, «Mafia debole mafie forti. Post-comunità, peccati strutturali e teologia morale “minima”», Prefazione di Giampiero Tre Re, Edizioni La Zisa, pp. 400, euro 18,00




Esiste una connessione tra le mafie, intese come metodo criminale di arricchimento e di predazione umana, e la Chiesa? Può il popolo mafioso intrecciarsi al popolo di Dio? La delinquenza organizzata di tipo mafioso può essere trattata, quindi, come peccato e specificamente “peccato strutturale” nella sua essenza, se si considera che: «La prospettazione di un impalpabile peccato, “personale-strutturale”, di stampo mafioso “individuale” […] sembra, oltre che contraddittoria, in un discorso di coerenza teologico-morale, anche, praticamente non “conveniente”, anzi sicuramente pericolosa per la stessa vita e incolumità del presunto-potenziale “mafioso solitario”»? Il presente volume, il secondo di una trilogia su teologia-Chiesa-mafie, tenta di rispondere a questi interrogativi. L’autore, sapientemente, pone un approccio teologico-morale alle mafie, e, in particolare, alla ’ndrangheta calabrese, offrendone «una aggiornatissima ricostruzione del dibattito ecclesiale, colmando una lacuna finora presente, sullo specifico oggetto del rapporto tra ’ndrangheta e Chiesa».
Il modo d’essere dei mafiosi, degli affiliati, è un sentire complesso, variegato, che impone, per sua essenza, la creazione e la riflessione su un tipo di peccato diverso, ontologicamente differente nella sua genesi e struttura: una sorta di peccato 2.0.

Luigi Zaccaro, nato a Castrovillari (CS) nel 1955, dopo il liceo scientifico, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno superando, in seguito, il concorso di avvocato. Successivamente si è laureato in Filosofia all’ Unical. Ha, quindi, iniziato gli studi teologici presso l’IFT Redemtoris Custos di Rende (CS); l’iter accademico è proseguito presso la PFTIM, Sezione san Tommaso d’Aquino di Napoli, con il conseguimento di baccalaureato, licenza e dottorato in Dogmatica cristologica. Dopo aver superato l’esame per l’ammissione all’ Accademia Alfonsiana-Istituto Superiore di Teologia morale di Roma, ha, ivi, conseguito il dottorato in Teologia morale sistematica. Tiene un corso su teologia/chiesa/’ndrangheta presso l’ITCSPX di Catanzaro, aggregato alla PFTIM. Ha pubblicato La “teologia” dei mafiosi, Napoli 2013; La mafia come peccato strutturale, Roma 2015; Per una teologia della liberazione dalla mafia, Cosenza 2017, con cui ha vinto il Premio san Tommaso “Theologiae Aliis Tradere”, indetto dall’omonima Sezione della PFTIM.

mercoledì 19 dicembre 2018

In arrivo in libreria l’“autobiografia in versi” di Maria Ludovica Moro “Controluce”, Edizioni La Zisa, pp. 104, euro 12,00




Questa raccolta poetica è un’autobiografia in versi, la prima, unica “opera” dell’autrice, la lunga storia di tutta la vita, dei momenti topici di un percorso pieno, intenso e senza sconti. È una personale terapia di autoanalisi contro il dolore e una fonte energetica per combattere la quotidianità sovrastante, un insieme di suoni e ritmi che la fanno vivere e respirare.

Maria Ludovica Moro è nata a Roma nel 1953. Dopo gli studi umanistici – diploma di Liceo classico, diplomi vari di Conservatorio e Laurea in Lettere moderne con specializzazione in Filologia romanza –, ha ricoperto alcuni incarichi presso l’Agenzia di Stampa Montecitorio e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. In seguito ha lavorato per trentacinque anni nell’area della comunicazione (ufficio stampa, organizzazione di concerti, mostre, convegni, fiere, eventi culturali e sponsorizzazioni) di una grande azienda italiana.
Appassionata ed esperta di scrittura, critica letteraria, musicale, cinematografica, teatrale e televisiva, adora leggere e ascolta giorno e notte la radio. Ha studiato tango argentino, di cui è molto appassionata e che la tiene in allenamento meglio di qualsiasi noiosa palestra. Da tre anni ha lasciato Roma per vivere in Umbria.

martedì 18 dicembre 2018

La casa editrice La Zisa festeggia 30 anni. Oggi alle 16 incontro a Palazzo delle Aquile da Meridionews (17 DICEMBRE 2018)




La casa editrice La Zisa nasce nel 1988 a Palermo e in breve tempo si afferma nel settore dell'editoria di qualità proponendo classici ormai dimenticati e nuovi autori di talento. Oggi è un giorno speciale per la casa editrice, che rivendica con orgoglio di stare «dalla parte sbagliata»: festeggia infatti i 30 anni. E lo fa con un appuntamento in grande stile, che culmina oggi alle ore 16  - presso la Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile - attraverso un incontro che vede molti partecipanti illustri.

All’iniziativa, organizzata con il patrocinio del comune di Palermo, intervengono: Leoluca Orlando, sindaco della Città Metropolitana di Palermo; Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana; Corrado Lorefice, arcivescovo metropolita di Palermo; Barbara Cucinella, agente consolare onorario degli Usa;Gregorio Porcaro, coordinatore regionale di Libera Sicilia;Haralabos Tsolakis, presidente Comunità Ellenica Siciliana Trinacria; Evelyne Aouate, presidente Istituto Siciliano di Studi ebraici; Ibrahima Kobena, presidente della Consulta delle Culture; Rosario Giuè, scrittore e teologo; Davide Romano, condirettore Edizioni La Zisa; e Giampiero Tre Re, condirettore Edizioni La Zisa. Modera: Davide Camarrone, giornalista Rai e scrittore.

Un po’ di noi… Edizioni La Zisa, 1988-2018: trent’anni dalla parte sbagliata (in trenta libri o quasi)
La casa editrice La Zisa, celebra in questi giorni il trentesimo anniversario della propria attività. Si cercherà qui di offrire un breve resoconto del cammino fin qui compiuto e di farlo seguendo un percorso che attraversa una selezione di trenta tra le più significative opere edite per i nostri tipi. Una sommaria periodizzazione di questo trentennale cammino dovrebbe anzitutto distinguere tre grandi tappe all'interno dell'arco di vita della Zisa.

Una prima fase è quella della fondazione in cui si precisa gradualmente la fisionomia della Zisa come un soggetto culturale fortemente legato alla vita ed alla storia politica siciliana e palermitana in particolare. Questa prima tappa si distende lungo l'ultimo scorcio del '900 (1988-1999). Molte le firme autorevoli che hanno scritto per la nascente casa editrice palermitana, tra le quali spiccano quelle di Napoleone Colaianni, Nicola Barbato, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Antonino Caponnetto, Michele di Dio, Mimmo Giarratana, Ennio Pintacuda, Andrea Camilleri, Giancarlo Caselli, Gherardo Colombo, Saverio Lodato, Nino Fasullo, Francesco Michele Stabile, Rosario Giuè.

I temi visitati dai nostri autori in questa prima fase rivelano nette scelte di campo da parte della Zisa, scelte che ritroveremo come una sorta di carattere distintivo delle linee editoriali anche nelle tappe successive.

Tutti gli ambiti del dibattito politico degli anni '90 sono presenti e osservati mantenendo costantemente un punto di vista privilegiato da sinistra: dalla storia politica della Sicilia alla questione morale, alla tensione tra regionalismo e autonomia, dal dibattito interno alla sinistra negli anni '90 al dialogo tra cattolicesimo e cultura di sinistra, per arrivare, proprio al volgere del millennio, alle grandi domande bioetiche sullo statuto ontologico della persona, sulla dignità umana e le nuove sfide ai diritti dell'uomo lanciate dal progresso tecnologico.

Un discorso a sé merita la particolare attenzione dedicata fin dall'inizio alla ricerca sociale sulla storia, i protagonisti, le trasformazioni del fenomeno mafioso e della lotta alla mafia. Attraverso le sue numerose pubblicazioni sull'argomento mafia-mafie, dando spesso spazio e opportunità ai personaggi in prima linea nell'impegno istituzionale e civile contro la mafia di raggiungere direttamente il pubblico, La Zisa ha contribuito fin dagli anni della sua fondazione a far conoscere il carattere proteiforme, pervasivo del fenomeno mafioso, il suo radicamento sul territorio, il suo tipico insediamento culturale nel nostro Meridione, in particolare in Sicilia, i suoi intrecci con l'economia e la politica.

Il secondo periodo nella storia della nostra casa editrice copre all'incirca il primo decennio del nostro secolo e può essere indicato come una fase di transizione. I principali ambiti tematici sono rimasti gli stessi del periodo precedente ma si presentano con una portata ed una estensione maggiori. Nuovi soggetti politici, come la Lega, maturano e si affacciano sulla scena politica alternandosi al governo e, ahimè, talvolta anche nel malaffare, con le formazioni di più lunga tradizione, le quali stanno a loro volta subendo profonde ristrutturazioni ideologiche e di apparato organizzativo. Puntualmente autori come Fabio Bonasera e Davide Romano rilevano queste metamorfosi del panorama del potere nel Paese. Anche lo sguardo su quanto accade nel mondo ecclesiale si allarga fino ad includere altre “tende”, oltre quella dei cattolici, come accade col saggio di Teodoro Balma, con introduzione di Italo Pons e Antonio Di Grado, sulla storia e il martirio dei Valdesi. Anche l'interesse per le cose siciliane si amplia, non limitandosi più in maniera prevalente alla storia politica dell'Isola ma includendo altre prospettive dell'analisi storica della società siciliana, come ad esempio la storia dell'astronomia in Sicilia firmata da Pippo Battaglia e con un'introduzione di Margherita Hack. Infine anche la letteratura scientifica sulla mafia si apre a nuovi argomenti limitrofi a quelli già messi a fuoco nel decennio precedente. Comincia a farsi strada l'idea di una declinazione al plurale del fenomeno, emerge la centralità, la ferocia e la capacità organizzativa della 'ndrangheta. Anche in questo passaggio di consegne tra l'egemonia di Cosa Nostra e le 'ndrine calabresi La Zisa si è riconosciuta un proprio ruolo dando un contributo all'analisi con la pubblicazione integrale, nel 2008, della relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa sulla 'ndrangheta.

Il terzo periodo nella storia della nostra casa editrice abbraccia grosso modo gli ultimi dieci anni e coincide con l'avvento di Davide Romano alla guida della Zisa. Le tradizionali linee editoriali caratterizzate dalla critica sociale e di costume sui temi emergenti della politica e della società civile continuano a prolungarsi, articolarsi e fiorire. Abbiamo, ad esempio, la pubblicazione dell'inchiesta di Sante Sguotti su pedofilia e celibato nella Chiesa di Papa Francesco, le biografie dedicate ai protagonisti della lotta alla mafia, come quella di Paolo Borsellino ad opera di Roberto Rossetti, con prefazione di Nicola Tranfaglia, o il recentissimo Padre Puglisi, raccontato dalla giovane giornalista palermitana Federica Raccuglia, con prefazione di mons. Giancarlo Maria Bregantini.

Ma Davide Romano col suo raffinato gusto letterario imprime anche un segno molto chiaro di novità sulle pubblicazioni della Zisa. Il catalogo si arricchisce così di nuovi generi, collaborazioni e collane, come le Rondini o Nostos, dedicate alla produzione di opere e saggi di poesia, narrativa, inchiesta, culinaria. Contemporaneamente l'orizzonte dell'attività editoriale, pur mantenendo il proprio centro sulla città di Palermo, la Sicilia e l'Italia, come seguendo una propria naturale vocazione si allarga fino a includere culture affini come quella greca o del Vicino Oriente ed abbracciare quel “Mediterraneo esteso” che s'inoltra fino al centro del continente culturale africano. Vedono così per la prima volta la luce in lingua italiana opere del premio Nobel per la letteratura Ghiorgos Seferis (Sei notti sull'Acropoli) le poesie di Ghiorgos Sarandaris (Giorni) le fiabe di Christos Boulotis (Trilogia gattesca) nelle splendide traduzioni di Maria Caracausi, i racconti siciliani di Thomas Valentin, tradotti ed introdotti da Cristina Sanfratello, Poesia nascosta, di Ines De Benedetti, sulla cucina tradizionale ebraica italiana (prefazione di Tobia Zevi), I mocassini di 'Īsā, con la presentazione di Cécile Kashetu Kyenge.

Oggi, La Zisa insieme a tante altre realtà rappresenta un patrimonio civile di Palermo, una riserva di energie morali ed intellettuali, ma sembra non avere alcuna intenzione di smettere di crescere e sviluppare il proprio progetto editoriale. Seguendo le stesse linee di forza che ci hanno condotti fin qui, continuare a produrre il libro sarà solo l'espressione, ma non l'unica, di un'identità originaria e ormai consolidata. L'augurio per la nostra città ed il nostro Paese è che di queste progettualità d'insieme possano esservene miriadi, e continuare ad evolversi come ha fino ad ora fatto La Zisa, nel suo ruolo di impresa intellettuale condivisa, di soggetto politico collettivo, con i suoi ideali di partecipazione, di inclusione, di riduzione delle distanze, di conoscenza reciproca.
Insomma, che possa realizzarsi in qualche misura quell'universo di valori, quel mondo di idee che La Zisa ha finora immaginato e cercato, per la sua parte, di realizzare.

https://palermo.meridionews.it/articolo/72486/la-casa-editrice-la-zisa-festeggia-30-anni-oggi-alle-16-incontro-a-palazzo-delle-aquile/ 


lunedì 17 dicembre 2018

“Edizioni La Zisa festeggia 30 anni di… versi”di Salvatore Lo Iacono (Giornale di Sicilia, 16 dicembre 2018)



Grandi firme: da Falcone al poeta premio Nobel Seferis

Da Falcone e Borsellino a Margherita Hack, passando per il poeta Ghiorgos Seferis, Nobel per la Letteratura 1963, e per Camilleri, per non parlare di insigni studiosi, sconosciuti al grande pubblico, ma noti nel mondo accademico italiano e internazionale. Sono alcune firme – compagni di viaggio, a vario titolo, autori, collaboratori, prefatori – di un catalogo storico, quello delle Edizioni La Zisa. Una casa editrice orgogliosamente piccola ma audace, indipendente in mezzo ai colossi, libera. E con una tradizione che dura da trent’anni. La ricorrenza è di quelle che non passano inosservate e, infatti, domani (lunedì  17 dicembre) la città la celebra. L’appuntamento è alle 16, a Palazzo delle Aquile. Nella Sala delle Lapidi, moderati dal giornalista e scrittore Davide Camarrone, saranno presenti oltre al sindaco Orlando e al presidente della Regione Musumeci, tanti amici della casa editrice ed esponenti di varie confessioni religiose (Corrado Lorefice, arcivescovo metropolita di Palermo; Barbara Cucinella, agente consolare degli Usa; Gregorio Porcaro, coordinatore regionale di Libera Sicilia; Haralabos Tsolakis, presidente Comunità Ellenica Siciliana Trinacria; Evelyne Aouate, presidente Istituto Siciliano di Studi ebraici; Ibrahima Kobena, presidente della Consulta delle Culture; Rosario Giuè, scrittore e teologo).

“E’ un bel traguardo, quello della nostra storia – commenta Davide Romano,  condirettore delle Edizioni La Zisa, come Giampiero Tre Re – e appartiene alla città. Abbiamo trent’anni e inevitabilmente è tempo di bilanci. Abbiamo guardato al mar Mediterraneo, alla complessità della Sicilia e dell’Italia. L’abbiamo fatto a modo nostro, dalla parte ‘sbagliata’, come recita lo slogan della nostra festa, controcorrente. Quando la Grecia era in default abbiamo avviato una collana di letteratura neogreca, Nostos, memori del fatto che la cultura greca ha fondato anche l’identità del nostro Paese, basti pensare solo alla parola democrazia. Adesso che c’è un governo ostile all’accoglienza, guardiamo all’Africa Nera e destineremo parte dei nostri guadagni del 2019 a concreti progetti di sviluppo in Ruanda, d’intesa con un’associazione locale, non con una ong europea. Chiederemo a Orlando di accogliere la richiesta dell’associazione Ibuka di intitolare un luogo pubblico alle vittime di etnia tutsi del genocidio ruandese”.

Se c’è una cifra distintiva de La Zisa è il coraggio. A cominciare dalla dirigenza storica che iniziò a pubblicare scritti di Falcone e Borsellino, quando erano attaccati da tutti. O mandando in libreria “La zona grigia” di Nino Amadore, sulla mafia dei colletti bianchi, o tre anni fa “Prete pedofilo si diventa” di Sante Sguotti, volume molto discusso, attaccato e anche boicottato. Ed è un coraggio destinato a non attenuarsi, nel nome della ricerca culturale e della libertà. “Proporremo – conclude Romano – classici inediti o ritradotti delle letterature slave, punteremo a quella maltese. Il nostro mercato? Estero e nord Italia. Non è un paradosso, se a Palermo ci sono dieci librerie e a Milano duecento… Guardiamo a Usa e Russia, ma anche a Malta e Grecia. Non siamo pro o contro. Siamo dalla parte dell’uomo, magari sbagliamo, ma in buona fede. Io e la mia squadra entusiasta continueremo a fornire strumenti per pensare in modo intelligente e oltre ogni steccato. Il nostro mestiere è lanci are messaggi in bottiglia”.

mercoledì 12 dicembre 2018

Palermo 17 dicembre, Le Edizioni La Zisa festeggiano trent’anni dalla parte "sbagliata"!



Appuntamento il 17 dicembre, alle ore 16, presso la Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile, a Palermo, per ricordare (e celebrare) i primi trent’anni dalla parte “sbagliata” delle Edizioni La Zisa. Una piccola ma coraggiosa e significativa presenza nel panorama culturale palermitano e non solo.


All’iniziativa, organizzata con il patrocinio del comune di Palermo, intervengono: Leoluca Orlando, sindaco della Città Metropolitana di Palermo; Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana; Corrado Lorefice, arcivescovo metropolita di Palermo; Barbara Cucinella, agente consolare onorario degli Usa; Gregorio Porcaro, coordinatore regionale di Libera Sicilia; Haralabos Tsolakis, presidente Comunità Ellenica Siciliana Trinacria; Evelyne Aouate, presidente Istituto Siciliano di Studi ebraici; Ibrahima Kobena, presidente della Consulta delle Culture; Rosario Giuè, scrittore e teologo; Davide Romano, condirettore Edizioni La Zisa; e Giampiero Tre Re, condirettore Edizioni La Zisa. Modera: Davide Camarrone, giornalista Rai e scrittore. 




Un po’ di noi…  Edizioni La Zisa, 1988-2018: trent’anni dalla parte sbagliata (in trenta libri o quasi)!

La casa editrice La Zisa, celebra in questi giorni il trentesimo anniversario della propria attività. Si cercherà qui di offrire un breve resoconto del cammino fin qui compiuto e di farlo seguendo un percorso che attraversa una selezione di trenta tra le più significative opere edite per i nostri tipi.
Una sommaria periodizzazione di questo trentennale cammino dovrebbe anzitutto distinguere tre grandi tappe all'interno dell'arco di vita della Zisa.
Una prima fase è quella della fondazione in cui si precisa gradualmente la fisionomia della Zisa come un soggetto culturale fortemente legato alla vita ed alla storia politica siciliana e palermitana in particolare. Questa prima tappa si distende lungo l'ultimo scorcio del '900 (1988-1999). Molte le firme autorevoli che hanno scritto per la nascente casa editrice palermitana, tra le quali spiccano quelle di Napoleone Colaianni, Nicola Barbato, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Antonino Caponnetto, Michele di Dio, Mimmo Giarratana, Ennio Pintacuda, Andrea Camilleri, Giancarlo Caselli, Gherardo Colombo, Saverio Lodato, Nino Fasullo, Francesco Michele Stabile, Rosario Giuè.
I temi visitati dai Nostri Autori in questa prima fase rivelano nette scelte di campo da parte della Zisa, scelte che ritroveremo come una sorta di carattere distintivo delle linee editoriali anche nelle tappe successive.
Tutti gli ambiti del dibattito politico degli anni '90 sono presenti e osservati mantenendo costantemente un punto di vista privilegiato da sinistra: dalla storia politica della Sicilia alla questione morale, alla tensione tra regionalismo e autonomia, dal dibattito interno alla sinistra negli anni '90 al dialogo tra cattolicesimo e cultura di sinistra, per arrivare, proprio al volgere del millennio, alle grandi domande bioetiche sullo statuto ontologico della persona, sulla dignità umana e le nuove sfide ai diritti dell'uomo lanciate dal progresso tecnologico.
Un discorso a sé merita la particolare attenzione dedicata fin dall'inizio alla ricerca sociale sulla storia, i protagonisti, le trasformazioni del fenomeno mafioso e della lotta alla mafia. Attraverso le sue numerose pubblicazioni sull'argomento mafia-mafie, dando spesso spazio e opportunità ai personaggi in prima linea nell'impegno istituzionale e civile contro la mafia di raggiungere direttamente il pubblico, La Zisa ha contribuito fin dagli anni della sua fondazione a far conoscere il carattere proteiforme, pervasivo del fenomeno mafioso, il suo radicamento sul territorio, il suo tipico insediamento culturale nel nostro Meridione, in particolare in Sicilia, i suoi intrecci con l'economia e la politica.
Il secondo periodo nella storia della nostra casa editrice copre all'incirca il primo decennio del nostro secolo e può essere indicato come una fase di transizione. I principali ambiti tematici sono rimasti gli stessi del periodo precedente ma si presentano con una portata ed una estensione maggiori. Nuovi soggetti politici, come la Lega, maturano e si affacciano sulla scena politica alternandosi al governo e, ahimè, talvolta anche nel malaffare, con le formazioni di più lunga tradizione, le quali stanno a loro volta subendo profonde ristrutturazioni ideologiche e di apparato organizzativo. Puntualmente autori come Fabio Bonasera e Davide Romano rilevano queste metamorfosi del panorama del potere nel Paese. Anche lo sguardo su quanto accade nel mondo ecclesiale si allarga fino ad includere altre “tende”, oltre quella dei cattolici, come accade col saggio di Teodoro Balma, con introduzione di Italo Pons e Antonio Di Grado, sulla storia e il martirio dei Valdesi. Anche l'interesse per le cose siciliane si amplia, non limitandosi più in maniera prevalente alla storia politica dell'Isola ma includendo altre prospettive dell'analisi storica della società siciliana, come ad esempio la storia dell'astronomia in Sicilia firmata da Pippo Battaglia e con un'introduzione di Margherita Hack. Infine anche la letteratura scientifica sulla mafia si apre a nuovi argomenti limitrofi a quelli già messi a fuoco nel decennio precedente. Comincia a farsi strada l'idea di una declinazione al plurale del fenomeno, emerge la centralità, la ferocia e la capacità organizzativa della 'ndrangheta. Anche in questo passaggio di consegne tra l'egemonia di Cosa Nostra e le 'ndrine calabresi La Zisa si è riconosciuta un proprio ruolo dando un contributo all'analisi con la pubblicazione integrale, nel 2008, della relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa sulla 'ndrangheta.
Il terzo periodo nella storia della nostra casa editrice abbraccia grosso modo gli ultimi dieci anni e coincide con l'avvento di Davide Romano alla guida della Zisa. Le tradizionali linee editoriali caratterizzate dalla critica sociale e di costume sui temi emergenti della politica e della società civile continuano a prolungarsi, articolarsi e fiorire. Abbiamo, ad esempio, la pubblicazione dell'inchiesta di Sante Sguotti su pedofilia e celibato nella Chiesa di Papa Francesco, le biografie dedicate ai protagonisti della lotta alla mafia, come quella di Paolo Borsellino ad opera di Roberto Rossetti, con prefazione di Nicola Tranfaglia, o il recentissimo Padre Puglisi, raccontato dalla giovane giornalista palermitana Federica Raccuglia, con prefazione di mons. Giancarlo Maria Bregantini.
Ma Davide Romano col suo raffinato gusto letterario imprime anche un segno molto chiaro di novità sulle pubblicazioni della Zisa. Il catalogo si arricchisce così di nuovi generi, collaborazioni e collane, come le Rondini o Nostos, dedicate alla produzione di opere e saggi di poesia, narrativa, inchiesta, culinaria. Contemporaneamente l'orizzonte dell'attività editoriale, pur mantenendo il proprio centro sulla città di Palermo, la Sicilia e l'Italia, come seguendo una propria naturale vocazione si allarga fino a includere culture affini come quella greca o del Vicino Oriente ed abbracciare quel “Mediterraneo esteso” che s'inoltra fino al centro del continente culturale africano. Vedono così per la prima volta la luce in lingua italiana opere del premio Nobel per la letteratura Ghiorgos Seferis (Sei notti sull'Acropoli) le poesie di Ghiorgos Sarandaris (Giorni) le fiabe di Christos Boulotis (Trilogia gattesca) nelle splendide traduzioni di Maria Caracausi, i racconti siciliani di Thomas Valentin, tradotti ed introdotti da Cristina Sanfratello, Poesia nascosta, di Ines De Benedetti, sulla cucina tradizionale ebraica italiana (prefazione di Tobia Zevi), I mocassini di 'Īsā, con la presentazione di Cécile Kashetu Kyenge.
Oggi, La Zisa insieme a tante altre realtà rappresenta un patrimonio civile di Palermo, una riserva di energie morali ed intellettuali, ma sembra non avere alcuna intenzione di smettere di crescere e sviluppare il proprio progetto editoriale. Seguendo le stesse linee di forza che ci hanno condotti fin qui, continuare a produrre il libro sarà solo l'espressione, ma non l'unica, di un'identità originaria e ormai consolidata. L'augurio per la nostra città ed il nostro Paese è che di queste progettualità d'insieme possano esservene miriadi, e continuare ad evolversi come ha fino ad ora fatto La Zisa, nel suo ruolo di impresa intellettuale condivisa, di soggetto politico collettivo, con i suoi ideali di partecipazione, di inclusione, di riduzione delle distanze, di conoscenza reciproca.
Insomma, che possa realizzarsi in qualche misura quell'universo di valori, quel mondo di idee che La Zisa ha finora immaginato e cercato, per la sua parte, di realizzare.


lunedì 10 dicembre 2018

Palermo 14 dicembre, Alla Chiesa anglicana un pomeriggio con… la cucina tradizionale americana di Barbara Cucinella.



Un pomeriggio con… Barbara Cucinella, autrice del volume “Taste of America. Un viaggio ‘coast to coast’ fra ricette, curiosità, tradizione e storia”, mandato in questi giorni in libreria dalle Edizioni La Zisa.

 

Appuntamento venerdì 14 dicembre, alle ore 17, presso i locali della Chiesa anglicana “Santa Croce” di via Roma 467A, a Palermo, per passare un piacevole pomeriggio, pasteggiando un buon bicchiere di spumante accompagnato da una deliziosa fetta di panettone, in un insolito viaggio culinario nel Nuovo Mondo.

Accompagneranno l’autrice in questo saporoso itinerario due foodblogger di eccezione: Claudia Magistro (www.scorzadarancia.it) e Ornella Gialla Daricello (www.giallatraifornelli.com). Modererà Davide Romano, direttore editoriale delle Edizioni La Zisa e presidente dell’ l’associazione La Tenda di Abramo – Culture e religioni in dialogo. A fare gli onori di casa il pastore anglicano Russell Ruffino.


Il libro: Barbara Cucinella, “Taste of America. Un viaggio 'coast to coast' fra ricette, curiosità, tradizione e storia”, Presentazione di Carlos Omobono, Edizioni La Zisa, pp. 140, euro 14,00


Questo testo è più di un semplice libro di ricette. Attraverso la travolgente narrazione di usi e consuetudini, di antiche tradizioni e curiosità culinarie, il lettore è chiamato a intraprendere un vero e proprio viaggio oltreoceano. Si andrà alla scoperta della cucina americana partendo dalle ex colonie della costa Atlantica procedendo verso ovest sulla celebre Route 66, componendo così un crogiolo di sapori e culture.

Barbara Cucinella è nata a New York e si è laureata in Pedagogia alla St. John’s University. Vive a Palermo e lavora da oltre vent’anni per il Dipartimento di Stato Americano. Ha fondato il British Institutes of Palermo e insegnato presso la facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo.
Nel tempo libero ama cucinare ricette della tradizione americana per la famiglia e gli amici. 


giovedì 6 dicembre 2018

In libreria: Giovanna Scutiero, “Palpito occipitale. Poesie”, Edizioni La Zisa, pp. 64, euro 9,90




L’amore per la poesia nasce sempre da un bisogno interiore che è quello di esprimere la voce più nascosta dell’anima. Quando i versi fanno parte della propria natura è impossibile resistere. Come rinnegare la propria stessa essenza? Come dice l’autrice stessa: «la poesia è fluido intenso nelle mie vene fin dalla prima adolescenza». Ecco che come sangue esso si esprime con l’in­chiostro, fluido che rende leggibile il segreto della mente.

Giovanna Scutiero nasce ad Angri in provincia di Salerno dove vive.
Ha ottenuto validi riconoscimenti e importanti premi in concorsi lettera­ri nazionali e internazionali, ricevuto segnalazioni.
Nel 1996 ha pubblicato la raccolta Diagramma, Edizioni della Rocca, col­lana di poesia Il Serchio. Vede la luce, con la casa editrice Montedit, nel mese di luglio 2018, la raccolta Non chiederlo al tempo. È presente in riviste letterarie e antologie.
Di prossima pubblicazione saranno ulteriori raccolte inedite come Terra e Amore, La luce oltre il sipario, Macchie d’inchiostro.


martedì 27 novembre 2018

Palermo 6 dicembre, “1963-1993. Da Pietro Valdo Panascia a Pino Puglisi, le Chiese di fronte alle mafie”



Appuntamento giovedì 6 dicembre, alle ore 17, presso il salone della Chiesa Valdese di Palermo (via dello Spezio 43 – dietro Teatro Politeama), a Palermo, per la tavola rotonda da titolo “1963-1993. Da Pietro Valdo Panascia a Pino Puglisi, le Chiese di fronte alle mafie”. Interverranno: Peter Ciaccio, pastore Chiesa Valdese Palermo; Giampiero Tre Re, teologo cattolico; Vincenzo Ceruso, Comunità di Sant’Egidio Palermo; e Federica Raccuglia, giornalista e autrice del volume “L’uomo del dialogo contro la mafia. La storia di padre Pino Puglisi”, Edizioni La Zisa. Modererà: Davide Romano, giornalista e direttore editoriale della casa editrice La Zisa. L’evento è organizzato dalla Edizioni La Zisa e il Centro Evangelico di Cultura "Giacomo Bonelli". 

«Il cristiano non può essere mafioso». Nella loro quasi ovvia semplicità ed immediatezza queste parole recentemente pronunziate nel ricordo di Padre Puglisi da Papa Francesco a Palermo, sono state da più parti salutate come il segno di una nuova consapevolezza ecclesiale di fronte alla mafia. Un cammino discontinuo e piuttosto tortuoso, partito da territori di cristianità marginali ed esperienze pastorali periferiche e di minoranza. Già nell’estate del 1963 infatti, all’indomani della strage mafiosa di Ciaculli, il pastore valdese Pietro Valdo Panascia con una clamorosa iniziativa si appellava «a quanti hanno la responsabilità civile e religiosa del nostro popolo» per «la formazione di una più elevata coscienza morale cristiana». La chiesa cattolica reagì invece con una certa lentezza, con la lettera pastorale "Il vero volto della Sicilia" dell’Arcivescovo di Palermo, il Card. Ruffini. Una risposta, giudicata da molti insoddisfacente, ritardata dalla divergenza di vedute tra Paolo VI e lo stesso Ruffini, il quale respingeva l’idea che la mentalità mafiosa potesse in qualsiasi modo associarsi a quella religiosa.
Per trovare una nuova presa di posizione della chiesa cattolica siciliana, con le celebri omelie del Card. Pappalardo, bisognerà attendere l’epoca dei grandi delitti eccellenti, tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta del secolo scorso. La disponibilità della chiesa siciliana postconciliare, offerta da Pappalardo, a una cooperazione con lo Stato in vista del rinnovamento di una coscienza comune, anche civica, per la legalità, fu definita da alcuni “la rivoluzione degli onesti”: opporre «all’ingiustizia di molti la propria personale giustizia».
Una stagione di durata relativamente breve. Quando fu chiaro che il progetto di impegno della chiesa contro il fenomeno mafioso passava per una riformulazione politica del sostegno dell’episcopato nazionale al partito unico dei cattolici e la rimozione di quelle connivenze tra mafia e poteri dello Stato non di rado garantite da figure nominalmente cattoliche, si tornò alla vecchia difesa apologetica dallo stereotipo mafioso in nome di un’astratta identità culturale cristiana dell’uomo siciliano.
L’uccisione di Puglisi si colloca così in un periodo di sostanziale latenza del tema nel dibattito intraecclesiale. Il martirio del prete di borgata che seppe opporre al potere mafioso prassi pastorali originali ed una visione rinnovata di rievangelizzazione popolare del territorio, fu di poco preceduta dal famoso “grido” contro la mafia col quale Giovanni Paolo II, ricorrendo ad un linguaggio addirittura apocalittico, spostò bruscamente la sfida dal terreno dell’analisi socio-politica e culturale a quello espressamente escatologico.
Oggi risulta chiaro che il fenomeno mafioso, in quanto esplicitazione di un’antropologia aberrante, ha una sua rilevanza morale e teologica. Non si può fare a meno di osservare, tuttavia, che in un certo senso questa nuova coscienza collettiva giunge con più di cinquanta anni di ritardo, al termine di un non lineare cammino di una comunità ecclesiale che non ha ancora espresso compiutamente la propria autocomprensione di fronte al carattere di strutturale contrarietà al Vangelo del peccato di mafia.

(Giampiero Tre Re, teologo e insegnante)

lunedì 26 novembre 2018

Palermo 27 novembre, Al Galilei si presenta il romanzo Giacomo Evola, “Arret: La Terra”, Edizioni La Zisa



Una mattinata dedicata alla letteratura fantasy con il romanzo del giovanissimo ma talentuoso emergente Giacomo Evola. Appuntamento martedì 27 novembre, alle ore 9, al liceo scientifico statale “Galileo Galilei” di via Danimarca 54, a Palermo, con Giacomo Evola e il suo romanzo “Arret: La Terra”, Edizioni La Zisa. A parlarne con lui la docente Carmela Carbone.

 

Il libro: Giacomo Evola, “Arret: La Terra”, Edizioni La Zisa, pp. 360, euro 16,00

 

Alex è un orfano di sedici anni che vive con la nonna Sarah in una piccola cittadina. Nonostante l’affetto dell’anziana signora, Alex ha sempre avuto l’impressione di sentirsi solo, fuori posto, diverso dagli altri, senza comprendere mai l’origine di questo senso di inadeguatezza. Tutto cambia quando due giovani, Rick e Lya, decidono di adottarlo per offrirgli un futuro migliore. Da questo momento in poi, Alex scopre verità che vanno al di là di ogni sua immaginazione: la Terra, non è l’unica dimensio­ne concepibile. Esiste un’altra realtà abitata da maghi, streghe e creature fantastiche chiamata “Arret” e che anticamente fu divisa dalla Terra per riuscire a proteggere gli umani da coloro dotati di poteri magici. Alex scopre di essere nato su Arret e di possedere la magia. Insieme a Rick e Lya intraprende un lungo viaggio per le regioni pericolose e inospitali di Arret, incontran­do ostacoli, bizzarrie magiche e mostri incantati che lo avvicina­no sempre più alla verità circa la morte dei suoi genitori.


Giacomo Evola è nato a Palermo nel 2000. Frequenta attualmente l’ultimo anno del liceo scientifico, scelta dettata dalla passione per la biologia e le scienze naturali. Arret: La Terra è il suo primo romanzo.

 


giovedì 22 novembre 2018

Palermo giovedì 29 novembre, Al Ridotto dello Spasimo si presenta “Taste of America. Un viaggio ‘coast to coast’ fra ricette, curiosità, tradizione e storia” di Barbara Cucinella (Ed. La Zisa)




Al Ridotto dello Spasimo (via Dello Spasimo 15, Palermo), giovedì 29 novembre, alle ore 18, presentazione del volume di Barbara Cucinella, “Taste of America. Un viaggio ‘coast to coast’ fra ricette, curiosità, tradizione e storia”, Edizioni La Zisa.

Ne parleranno con l’autrice la food blogger e scrittrice Claudia Magistro e il giornalista Davide Romano. L’evento sarà arricchito da un “taste of jazz” offerto dal Brass Group. Ingresso libero.


Il libro: Barbara Cucinella, “Taste of America. Un viaggio 'coast to coast' fra ricette, curiosità, tradizione e storia”, Presentazione di Carlos Omobono, Edizioni La Zisa, pp. 140, euro 14,00

Questo testo è più di un semplice libro di ricette. Attraverso la travolgente narrazione di usi e consuetudini, di antiche tradizioni e curiosità culinarie, il lettore è chiamato a intraprendere un vero e proprio viaggio oltreoceano. Si andrà alla scoperta della cucina americana partendo dalle ex colonie della costa Atlantica procedendo verso ovest sulla celebre Route 66, componendo così un crogiolo di sapori e culture.

Barbara Cucinella è nata a New York e si è laureata in Pedagogia alla St. John’s University. Vive a Palermo e lavora da oltre vent’anni per il Dipartimento di Stato Americano. Ha fondato il British Institutes of Palermo e insegnato presso la facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo.

Nel tempo libero ama cucinare ricette della tradizione americana per la famiglia e gli amici. 

Arriva fra gli scaffali delle librerie: Lucia Rizzo, “Per un tempo senza tempo. Romanzo”, Edizioni La Zisa, pp. 370, euro 16,00




Ramona e Ludovico sono due cinquantenni che conducono vite abba­stanza ordinarie. Lei è madre e moglie, dedita alla famiglia e al suo lavoro da receptionist presso uno studio medico, ma con il cuore pieno di sogni sopiti dalla quotidianità; lui è un appassionato e uno studioso del perio­do storico dell’Illuminismo, che, probabilmente, lo condiziona nella sua razionalità e nel carattere un po’ cinico.
Una mattina di novembre il destino intreccia le loro vite: basta poco e si ritrovano davanti a un caffè ma, soprattutto, davanti alle loro vite che, da quel momento, cambieranno per sempre. Il loro è un amore profondo, vero e sincero che diventa ancora più forte e ostinato per far fronte a tutti gli imprevisti e gli ostacoli che la vita porrà loro innanzi.
Sembra che la sorte sia loro avversa, ma il loro amore è più potente del destino perché questo è un amore senza limiti e senza confini, per un tempo senza tempo.

Lucia Rizzo nasce a Palermo nel 1964; prima di tre sorelle, cresce in una famiglia semplice dove la madre maestra, trasferisce alle figlie l’amore per la cultura. Sin da bambina emerge infatti nell’autrice, la curiosità per il mondo che la cir­conda manifestandosi nella voglia di leggere e scoprire altre realtà. Il suo percorso scolastico, durante il quale si innamora della storia e della letteratura grazie anche alla sua insegnante di lettere, si è concluso con il massimo dei voti fino ad arrivare al diploma di ragioniere. Sposata dal 1995, ha due figlie alle qua­li ha dedicato ogni istante del suo tempo. Adesso, abbandonati i panni di “mamma chioccia”, ha iniziato a dedicare del tempo a se stessa, con­vogliando nella scrittura tutte le emozioni che ha accumulato negli anni.
Si definisce una scrittrice di “pensieri disordinati e sogni scomposti”, fermamente convinta che scrivere sia la didascalia dell’anima e, dalla sua, nasce il suo romanzo di esordio.

In libreria: Maria Rosa Bencivinni, “Istantanee. Poesie”, Edizioni La Zisa, pp. 90, euro 9,90




Il pensiero è per sua natura inafferrabile, mentre esiste nella nostra mente già muta, si evolve e mai resta uguale a sé. Proprio per que­sto è difficilissimo fermarlo nel suo presente, cogliere quell’attimo eterno prima che altri pensieri lo cambino, prima che la forma lo renda estraneo a se stesso. Maria Rosa Bencivinni tenta quest’im­presa in questi versi, cercando di fermare con l’inchiostro e con la carta le immagini, i colori, i suoni, i ricordi che, altrimenti, reste­rebbero un vapore leggero e subito dissolto nell’aria.

Maria Rosa Bencivinni, nativa di Petralia Sottana (provincia di Paler­mo), dove ama tornare quando può, subito dopo la maturità, si è trasferi­ta per motivi di studio nel capoluo­go siciliano, dove ha sempre vissuto. Attualmente in pensione, ha inse­gnato materie letterarie negli istitu­ti di istruzione secondaria, ha partecipato a numerosi progetti di sperimentazione ed ha anche svolto, per circa dieci anni, attività di formatrice presso la scuola di specializzazione per insegnanti dell’Università di Palermo. Estimatrice della letteratura francese contemporanea, predilige la poesia di Jacques Prévert.

In libreria la silloge di Maria Luigia Di Stefano, “Algos. Poesia”, Edizioni La Zisa, pp. 64, euro 9,90





La letteratura ci ha abituato a poesie che, se nel passato seguivano schemi rigorosi, nel presente seguono sempre di più la libertà espressiva dell’autore. Ma cosa è davvero poesia? È rigore o emozione? Può la poesia essere “dotta”?
Questa è la quarta raccolta di poesie di Maria Luigia Di Stefano, dopo L’ac­qua che ti offrivo, Ithaki e Parole di luna e di sabbia. Lo stile è alto e puro, tocca le corde del mito greco, della storia antica, ma anche quelle vibranti della musica. Ascolta la voce del passato e parla quella dell’oggi. L’autrice aspira al “bello”, che, per sua natura, è essenza dalle molte facce, riflesso di amore, dolore, commozione e speranza. Perché, come dicevano i greci, καλός κα γαθός, il bello non può che essere anche buono.

Maria Luigia Di Stefano, di origine abruz­zese, fin dall’infanzia è itinerante per l’I­talia a causa del lavoro del padre. Infatti frequenta a Bologna il liceo classico Lui­gi Galvani. Si laurea in Lettere Classiche presso l’Università Alma Mater con una tesi in Sanscrito. Dopo un periodo di in­segnamento presso scuole statali, si trasfe­risce in Grecia e vive per lunghi anni ad Atene dove dirige un suo istituto privato di lingua e cultura italiana e un centro di traduzioni. Contemporaneamente si specializza in Greco Moder­no, nell’insegnamento dell’Italiano L2 e nella letteratura e storia di quella che, a suo giudizio, è la patria adottiva. Collabora con le Istituzioni italiane all’estero e con le Istituzioni elleniche, scrive per il giornale della comunità italiana in Grecia.
Nel 2004 rientra in Italia, a Bologna dove vive e lavora. Collabora con il Consolato ellenico e con la comunità greca dell’Emilia Romagna, organizza conferenze e iniziative culturali tra i due paesi, tiene un corso di greco mo­derno presso il CLE Erasmus Mundus dell’Università di Bologna.

mercoledì 21 novembre 2018

Palermo 14 dicembre, Alla Chiesa anglicana un caffè con… la cucina tradizionale americana di Barbara Cucinella.






Un caffè con... Barbara Cucinella, autrice del volume  “Taste of America. Un viaggio ‘coast to coast’ fra ricette, curiosità, tradizione e storia”, mandato in questi giorni in libreria dalle Edizioni La Zisa.

 

Appuntamento venerdì 14 dicembre, alle ore 17, presso i locali della Chiesa anglicana “Santa Croce” di via Roma 467A, a Palermo, per passare un piacevole pomeriggio, sorbendo un tipico caffè (italiano) e degustando deliziosi biscotti made in Usa, in un insolito viaggio culinario nel Nuovo Mondo.

Accompagneranno l’autrice in questo saporoso itinerario due foodblogger di eccezione: Claudia Magistro (www.scorzadarancia.it) e Ornella Gialla Daricello (www.giallatraifornelli.com). Modererà Davide Romano, direttore editoriale delle Edizioni La Zisa e presidente dell’ l’associazione La Tenda di Abramo – Culture e religioni in dialogo. A fare gli onori di casa il pastore anglicano Russell Ruffino.



Il libro: Barbara Cucinella, “Taste of America. Un viaggio 'coast to coast' fra ricette, curiosità, tradizione e storia”, Presentazione di Carlos Omobono, Edizioni La Zisa, pp. 140, euro 14,00


Questo testo è più di un semplice libro di ricette. Attraverso la travolgente narrazione di usi e consuetudini, di antiche tradizioni e curiosità culinarie, il lettore è chiamato a intraprendere un vero e proprio viaggio oltreoceano. Si andrà alla scoperta della cucina americana partendo dalle ex colonie della costa Atlantica procedendo verso ovest sulla celebre Route 66, componendo così un crogiolo di sapori e culture.

Barbara Cucinella è nata a New York e si è laureata in Pedagogia alla St. John’s University. Vive a Palermo e lavora da oltre vent’anni per il Dipartimento di Stato Americano. Ha fondato il British Institutes of Palermo e insegnato presso la facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo.
Nel tempo libero ama cucinare ricette della tradizione americana per la famiglia e gli amici.