martedì 6 luglio 2010

Le bugie di Linda Rando e di Antonino Lo Iacono hanno le gambe corte…



Più volte è stato chiesto pubblicamente ai giovanissimi Linda Rando e ad Antonino Lo Iacono se avessero mai inviato ad alcuna casa editrice (magari fra quelle inserite nelle loro liste) un loro romanzo e più volte i due – fra l’altro fondatori della neo-nata agenzia letteraria Torre di Carta e animatori del sito http://www.writersdream.org - hanno affermato, non solo di non aver mai inviato nulla da sottoporre all’esame di qualsivoglia editore, ma di non aver mai scritto neppure mai nulla.
Ciò è purtroppo falso. Nei mesi scorsi, infatti, il signor Antonino Lo Iacono ci ha inviato un interminabile, e forse interminato, ma, comunque, assai confuso romanzo proponendocelo per la pubblicazione. Com’è nostro uso, l’abbiamo passato ad una nostra proto-lettrice perché ne stilasse una scheda. Quest’ultima era, ahimè, assai negativa. In questi casi, l’autore viene comunque contatto e messo a giorno della valutazione della sua opera da parte della casa editrice.
Però, forse per uno spiacevole fraintendimento e nonostante una valutazione assai negativa della sua creazione letteraria, il signor Lo Iacono si aspettava che comunque, non si sa in virtù di cosa (magari un gesto di buona volontà da parte nostra per porre fine ad una durissima campagna diffamatoria che il gruppo dei giovanissimi attivisti informatici del WD conduce da mesi nei confronti della nostra casa editrice?), pubblicassimo la sua opera.
Il 28 maggio, infatti, ci scriveva: «Salve, sono in attesa della proposta di pubblicazione come da accordi telefonici, poiché ho da valutare altre offerte. Cordialmente, Antonino Lo Iacono».
Al che, il 31 maggio, io stesso rispondevo: «Gentile Sig. Lo Iacono, temo che vi sia stato un grosso e per noi spiacevole fraintendimento. Lei, infatti, mi scrive che attende un contratto o una proposta editoriale da parte nostra, ma ho avuto modo di leggere la scheda di valutazione della sua opera ed ho visto che è molto negativa (mi perdoni per la franchezza). La ringrazio comunque per avercela proposta e la invito a continuare a coltivare la sua passione per la scrittura, oltre che per la lettura. In fondo al presente messaggio le riporto quanto scrittomi in merito al suo lavoro.
Cordialmente, Davide Romano

"Più che un romanzo di letteratura pseudo-fantasy, questo potrebbe definirsi un disordinato collage di personaggi non meglio identificati e stili in cui l'autore non si è davvero fatto mancare niente. A scapito anche di quel minimo di chiarezza, che consentirebbe a chi legge, almeno una remota opportunità di orientarsi tra fatti e personaggi. Invece i periodi, così come i personaggi, sono staccati tra loro, presentati senza alcuna connessione e abbandonati al proprio destino senza tanti complimenti. I personaggi, i più disparati, spuntano come funghi e non se ne capisce la necessità, e anche gli argomenti: si va dalla saga di Re Artù a una scuola per vampiri, da un assassino alla modella che vuole lasciare la professione, ostacolata dalla madre. Completano l'opera frasi retoriche e definizioni copiate e incollate. In realtà ci sono brani continuamente ripetuti, uno addirittura circa 40 volte senza alcun cambiamento, e non siamo a neanche metà del libro. Consecutio temporum, per finire, quasi inesistente. Non ha trama, né inizio, né fine. Non si capisce come non si abbia pudore ad inviare ad un editore un impresentabile pasticcio di tal fatta"».

Le bugie non si dovrebbero mai dire anche perché, come recita l’antico adagio, hanno spesso le gambe corte…

17 commenti:

  1. E' prassi della casa editrice invitare sempre gli autori che le sottopongono un'opera per la pubblicazione - e che abitano non lontano dalla sua sede - al fine di conoscerli e di consigliarli. E' una questione di semplice cortesia e, se vogliamo, anche un modo per incoraggiare i giovani talenti letterari. Così è stato fatto nei confronti del sig. Lo Iacono, che abita in un comune non lontano da Palermo, e che è stato invitato proprio per evitargli la mortificazione di un giudizio non lusinghiero sulla sua opera comunicato attraverso l'impersonale lettera di un editor. Inoltre, l'opera inviataci non corrisponde al manoscritto già precedentemente mandato alla casa editrice Albatros e presente nel sito del WD. Infine, vorremmo sottolienare che se Lo Iacono non è l'autore dell'opera inviataci ha dichiarato il falso proponendola come sua ed ha anche plagiato l'opera di qualcun altro.

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  2. ma di questa qua non se ne può più. basta!

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  3. E' gente che è abituata a mentire senza pudore e quando viene sbugiardata, come è già accaduto in numerosi e ricorrenti casi, non trova altro da fare che insultare con le espressioni più volgari possibili. la cosa scandalosa è che ci siano degli adulti che gli vanno dietro. Per interesse personale o solo per stupidità? Dare retta alla cricca e a Linda Rando come se fossero degli adulti competenti sarebbe come se un generale dell'esercito italiano impegnato in un'azione di guerra chiedesse consigli di strategia ad un bambino che si balocca con i soldatini. Il mondo sta andando proprio al contrario.

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  4. Era certamente* un esperimento per controllare se la vostra casa editrice legge, effettivamente, i manoscritti che vengono proposti. Voi chiaramente lo fate, il che vi porta qualche gradino più in alto rispetto ad altri magari più pubblicizzati editori.

    * mi baso sui risultati di simili esperimenti compiuti su altre case editrici italiane, e pubblicati sul blog

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  5. Mi pare che la signorina e il signorino in questione dovrebbero andarsi a nascondere.

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  6. Il WD ha mandato in giro un manoscritto volutamente privo di senso, ricavato da spezzoni di racconti e pagine di Wikipedia, per verificare se le case editrici a pagamento leggessero ciò che accettano di pubblicare.
    Il Gruppo Albatros, ad esempio, ha accettato di pubblicare "l'opera". Voi a quanto pare fate un minimo di selezione.

    Lucia

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  7. Linda Rando e il suo sito si scaglia anche contro armando curcio editore
    Questa la storia
    http://www.writersdream.org/blog/2011/06/asengard-chiude-i-battenti/

    È di pochi minuti fa la triste notizia: la casa editrice Asengard chiude i battenti. Le motivazioni sono spiegate sul loro blog, ma non è difficile immaginarle: la situazione dell’editoria italiana qui in Writer’s Dream la conosciamo bene, ed è pessima… almeno per chi, come Asengard, ha sempre fatto il suo lavoro da piccola casa editrice mettendoci tutto l’impegno e la cura possibile.

    C’è chi, invece, sceglie di affrontare le difficoltà economiche diventando un editore a pagamento; ve l’abbiamo fatto notare che Armando Curcio chiede ora 4000€ per la pubblicazione?

    L’amarezza e la tristezza per la perdita del panorama editoriale di una casa editrice valida come Asengard non può che riempire la bocca di tutti gli appassionati non solo di fantasy e horror, i generi pubblicati da Asengard, ma di tutti gli amanti dei buoni libri. Non posso però non ammirare il coraggio delle loro scelte e la loro volontà di rimanere coerenti con le loro idee fino alla fine.

    Un saluto e un tributo ad Asengard e a tutti coloro che ci hanno lavorato.
    Questo hanno scritto i collaboratori della Rando

    La risposta della Curcio non si è fatta attendere... sembra che dietro la campagna accusatoria della Rando si nascondfano grossi interessi commerciali

    ecco cosa scrive la Curcio

    http://www.fantasymagazine.it/notizie/14955/curcio-editore-smentisce-la-richiesta-di-contribut/

    eccovi il testo della smentita:



    La Armando Curcio editore è una casa editrice con alle spalle una

    storia trasparente e chiara.

    Dal 2003 ci siamo affacciati in libreria con un catalogo ampio e siamo

    stati tra i primi a dare spazio al genere fantasy in Italia. Nessuno

    dei titoli da noi pubblicati è stato mai oggetto di contributo

    economico da parte degli autori; tutti i testi sono stati dapprima

    valutati dalla direzione editoriale e, una volta pubblicati, gli

    stessi sono sempre stati sostenuti e promossi con impegno e serietà.

    E’ ovvio che ci sono stati successi maggiori e successi minori; quindi

    se la Armando Curcio alla luce dei successi minori si è poi rifiutata

    di proseguire il rapporto con l’autore dei medesimi, questo non può

    giustificare i continui attacchi da parte dello stesso. La casa

    editrice continuerà pertanto a pubblicare i lavori nei quali crede

    diffidando chiunque a proseguire in tentativi diffamanti diffondendo

    informazioni false e tendenziose non supportate da prove concrete.

    Comunque è chiaro che se tali attacchi dovessero proseguire non

    esiteremo ad adire le giuste sedi.



    Cordiali saluti

    Anna Gentilini

    armando curcio editore

    responsabile ufficio stampa

    Si spera qualcuno possa fare chairezza sulle tante attività di feroci critiche che provendono da un sito per capire se tutto è spontaneo o davvero vi siano interessi economici celati.

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  8. http://www.gumwriters.it/2011/08/19/pecunia-non-olet/

    Leggete, ci si mette anche la Lipperini.

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  9. http://www.gumwriters.it/2011/08/19/pecunia-non-olet/


    ... ci si mette anche la Lipperini...

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  10. Me l’ha mandata un mio amico. Divertentissima! Sembra la lettera di Totò e Peppino. Pubblicata, e, dopo le valanghe di risate suscitate, cancellata, su: www.officinatrinacria.it/index.php/eventi-e-progetti/34-editoria/107-manifestazione-sulla-legalita
    Una vergogna! E’ successa una cosa sconvolgente. Dopo diversi fax fatti dalla Nostra casa editrice Officina Trinacria e da me Massimo Spezio titolare della ditta Work Book di Massimo Spezio (distributore editoriale) e dopo aver fissato le date per due manifestazioni legate alla Mafia e legalià siamo stati bogottati da due concorrenti teste di cz... in due scuole di Palermo. La scuola Monti Iblei di Palermo è stata da me contattata per tutte le iniziative fatte durante l'anno ma mi è stato detto di non prendere impegni per fine Maggio perchè si sarebbe svolta la manifestazione Leggere Liberamente e noi saremo stati inseriti come espositori. Il 24 mattina abbiamo chiamato la scuola per la conferma , c'è stato riferito che purtroppo sono stati chiamati solo gli Editori cosi escludendo tutte le librerie. Noi allora abbiamo chiesto chi erano gli editori presenti c'è stato risposto Domenico Pantaleo della Fabbri ( Vittorietti ) e Tommaso Cuffaro della Giunti. Noi abbiamo risposto che nessuno dei due erano editori , ma uno semplice impiegato di Vittorietti e l'altro agente della Giunti della scolastica. Noi invece siamo editori e distributori quindi non potevamo essere esclusi .

    (segue)

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  11. (segue)

    Visto ciò la scuola ci ha richiesto un altro fax di adesione fatto da noi il 25 Maggio di mattina ,con il quale davavamo il nostro consenso a partecipare alla manifestazione. Il 25 alle 19 la scuola chiama il presidente della casa editrice Officina Trinacria dicendo che non è possibile parteciare alla manifestazione. Malgrado ciò io alle 7.00 di mattina del 26 mi sono presentato a scuola per capire di persona cosa era successo. Mi rivolgo al direttore Cigna ,il quale dispiaciuto ribadisce che il nostro fax era arrivato in ritardo, quindi per mancanza di spazio non potevamo partecipare. Io ho dato le mie motivazioni facendo capire al direttore che io ha da un hanno che faccio fax protocollati in segreteria allora il Direttore Cigna vedendo la mia buona fede mi ha accompagnato dalla responsabile della mostra l' insegnante Caroselli della classe 1b pianterreno dove ho notato un unico tavolo fatto dal signor Pantaleo e dal signor Cuffaro (chiamiamoli signori) i quali esponevano assieme i loro libri più di 500 più quelli di altri distributori non presenti come Raffaello ed altre case. L'insegnante Caroselli si è giustificata scusandosi con noi che invece di chiamare gli Editori ha chiamato soltanto i rappresentati amici che vendono i libri all'interno delle scuole escludendo la concorrenza. Loro stessi hanno consigliato l'esclusione degli altri partecipanti come Co.di.l di Spatafora Andrea, Libreria Libri & Co, Libreria Tramontana, Libreria Work Book e distributore, Panzeca Giuseppe,Leone Gaetano e molti altri solo per vendere i propri libri. Il direttore è rimasto sconvolto il quale mi ha accompagnato fuori dalla scuola scusandosi mortificatamente. Lui stesso mi ha detto di andarlo a denunciare dai Carabinieri visto le considerazioni fatte non in mala fede dall' insegnante Caroselli. Allontanatomi dalla scuola passo dalla scuola Giovanni Bonanno la quale ci doveva contattare a riguardo alla manifestazione pubblicà. Entro a scuola cosa trova l'esposizione degli stessi espositori che non solo vendevano libri ma giocattoli senza alcuna ricevuta appropriatà. Mi rivolgo alla persona referente della mostra l'insegnante Pantaleo ononima del rappresentante Domenico Pantaleo ,guarda che concidenza, la quale invece di chiedere scusa per la dimenticanza , mi comunica che ha dovuto aiutore il suo parente e per questa volta è andata cosi. Visto le sue considerazioni salgo in presidenza per parlare alla preside. La preside appena mi vede invece di salutarmi mi dice la scuola è mia e faccio quello che voglio si rivolga alla signora Pantaleo. Ritorno dalla signora Pantaleo mi trovo davanti Domenico Pantaleo che con quel tono da Mafioso fa hai visto che non vi abbiamo fatto partecipare ancora qua sei vai via. Io ho risposto che sarei andato dai carabinieri , loro invece di scusasi mi hanno minacciato . Questa è la scuola Bonanno e la scuola Monti Iblei Mafia e legalità. Spero che qualcuno legga il comunicato e prenda i provvedimenti necessari. (Spezio Massimo Vice presidente della casa Editrice Officina Trinacria e distributore di diversi marchi come Work Book di Massimo Spezio)

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  12. Si sta facendo avanti la teoria che dietro la lista di proscrizione ci siano grossi interessi editoriali (in pratica hanno tolto di mezzo i concorrenti). So che c'è un'indagine, spero sia la volta buona per capire se davvero ci sono dietro queste liste interessi di grossi gruppi economici.
    In realtà Linda Ranado sarebbe solo un tassello di questo mosaico.
    Non è concorrenza sleale?
    Avete notizie? Per esempio la lista adesso è stata ripresa da un sito di un concorrente.
    Il Blog di lipparini è un blog del miolibro.
    E' come se la fiat facesse un blog contro la BMW non è normale questa cosa.


    Avete letto?
    Cosa ne pensate?
    Marcello Russo

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  13. Secondo me il book on demand puro è fatto di editoria digitale, di stampa su richiesta, di indicazioni chiare su quello che si fa.
    Ilmiolibro.it propone a pagamento un servizio che c’entra poco con il book on demand. Cosa dice ilmiolibro? Pubblica con noi, ti distribuiremo presso le librerie Feltrinelli.
    Giovani autori si illudono di essere in libreria e pagano per un servizio che in realtà non è presenza fisica del libro in libreria.
    Mi spiego meglio: tu vuoi che il tuo libro sia disponibile su richiesta in libreria nel circuito Feltrinelli? Paga e il libro sarà in un catalogo virtuale, ordinabile su richiesta e arriverà dopo giorni e giorni di attesa.
    E’ questo book on demand?
    Senza dire che. Il concorso che prevede la pubblicazione con la Feltrinelli secondo me non è book on demand.
    Qui si parla di qualità dei libri e della cultura: che qualità c’è se in libreria portano (a pagamento) anche libri non editati?
    Che male c’è? Niente, ma secondo me non è diversa questa cosa dall’editoria a pagamento.
    Proclami contro la lista nera hanno creato un vuoto, quelle aziende non lavorano più e qualcuno sta riempiendo questi spazi. E’ una legge fisica.
    Passiamo dall’editoria a pagamento, a una fase nuova.
    Il mio appunto è: abbiamo creato quelle liste, delegittimando tante case editrici, ok, va bene. Abbiamo risolto i problemi? O appunto qualcuno sta rimpiendo quei vuoti?

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  14. Linda Rando, non è andata come dicono. Vi raccontiamo i fatti, su Caffè News: http://goo.gl/PH6Wp

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  15. Se Lipperatura è in qualche modo legato a ilmiolibro, allora si spiegano parecchie cose... In sintesi, l'asse Feltrinelli- L'Espresso vuole accaparrarsi tutto il mercato dell'editoria a pagamento, convogliandolo verso ilmiolibro.it, e a tal fine vuole screditare tutta la potenziale concorrenza. Vero è, peraltro, che piuttosto che pubblicare a pagamento è meglio ricorrere al printing on demand: comunque il libro non lo leggerà nessuno, ma se non altro si spende meno.

    Ad ogni modo, nella lista nera degli editori a pagamento (la quale sembra compilata con criteri piuttosto casuali, sparando nel mucchio) sono stati inclusi anche editori serissimi, come Liguori.

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  16. C'è da aggiungere che, mediamente, e con le debite eccezioni, il livello del self-publishing è ancora più basso di quello della cosiddetta editoria a pagamento (ossia, in un modo o nell'altro, e nelle sue varie forme, almeno l'ottanta per cento di tutta l'editoria): dilettantismo puro, allo stato brado, senza neppure quel minimo di mediazione, di editing, di impaginazione, di revisione grafica, che gli editori a pagamento - almeno la maggior parte - offrivano.

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  17. 70 documenti riguardanti Writer's Dream, dalla sua nascita ad oggi, direi molto interessanti, su questo blog: http://editoriaedintorni.blogspot.it/

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