mercoledì 4 dicembre 2013

Palermo 5 dicembre, Si presenta “La luna altrove” di Antonio Ammirata



Palermo, 4/12/2013 – “La luna altrove” è il titolo del romanzo di Antonio Ammirata, pubblicato dalle Edizioni La Zisa, che verrà presentato domani, giovedì 5 dicembre, alle ore 17 e 30, presso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi, a Palermo. Oltre all’autore, interverranno il giornalista Davide Romano e Benedetta Mannino.

Un bambino, poi un ragazzo, difficile, e da sempre con una sensibilità acutissima nascosta dietro una maschera impenetrabile di indifferenza che niente lascia intuire. Un uomo, un adulto, che forse sarebbe potuto diventare come lui, con il quale comincia un rapporto di sguardi e di cose non dette ma percepite. Intorno, madri, sorelle, amiche, altre storie, altri dolori. La spietata lucidità e la coerenza estrema del ragazzo lo portano a compiere un atto conclusivo di rifiuto, di sottrazione e di cancellazione, dal quale salverà solo le pagine di un taccuino. Con una scrittura attenta e un montaggio quasi cinematografico nella successione delle scene, Antonio Ammirata costruisce un romanzo che ruota intorno alla mancanza di senso delle cose e della vita, o piuttosto, delle vite.

Antonio Ammirata (Palermo, 1972), impegnato nel sociale, si occupa in particolare di infanzia e adolescenza disagiata. Appassionato di letteratura, ha pubblicato la raccolta di poesie “Lacrime dell’anima” (1995) e la silloge poetica “Antologia dell’anima” (2009); altre sue liriche sono contenute in antologie di poesia contemporanea. “La luna altrove” è il suo primo romanzo.

lunedì 2 dicembre 2013

La casa editrice La Zisa indice il concorso di narrativa “STORIE A QUATTRO ZAMPE”


La casa editrice La Zisa indice il concorso di narrativa per la selezione di racconti e storie di animali oppure di umani per i quali la convivenza con gli animali sia fondamentale, racconti veri o immaginari a lieto fine di animali domestici o selvatici, anche narranti in prima persona. 
Le opere di narrativa devono pervenire sotto forma di racconto e non superare le cinque cartelle (circa 150 righe corrispondenti a 10.000 battute spazi inclusi). I lavori devono essere indirizzati a: Edizioni La Zisa, via Lungarini 60 – 90133 Palermo e inviati entro e non oltre il 31 gennaio 2014; in alternativa è possibile spedirli all’indirizzo e-mail:lazisaeditrice@gmail.com, in formato doc o pdf, inserendo anche le proprie generalità, l’indirizzo e-mail, il proprio recapito e numero telefonico. Si consiglia anche di allegare all’elaborato un breve profilo dell’autore. 
La segreteria comunicherà tempestivamente le opere selezionate che andranno a comporre l’antologia letteraria di raccolta di tutti i lavori finalisti, antologia edita dalla casa editrice La Zisa che avrà per titolo “Storie a quattro zampe”. Per richiedere ulteriori informazioni inviare una mail a info@lazisa.it oppure telefonare al numero 091 5509295.

Edizioni La Zisa: da più di vent’anni editori per passione.



La società La Zisa è stata costituita a Palermo nel 1988, nel periodo di maggior vigore culturale che ha avuto inizio a partire dalla fine degli anni Sessanta. L’intento iniziale dei soci fondatori era quello di recuperare e rendere nuovamente fruibili testi di autori siciliani che in passato avevano avuto una eco nazionale e internazionale, e di autori stranieri che avevano affrontato argomenti riguardanti la Sicilia e le sue interne vicende. Vi era, in questo proposito, l’esigenza di riannodare alcuni fili ad un ambito di maggiore respiro europeo e mondiale, che un certo sicilianismo deteriore aveva spezzato, rendendo l'Isola più isolata che mai. La casa editrice pubblicò anche alcuni volumi riguardanti il fenomeno mafioso che cercavano di fornire chiavi di lettura inusuali e scientificamente attendibili, in particolare si ricorda la pubblicazione dell’inedita relazione sulla mafia del territorio corleonese, presentata dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa alla Commissione nazionale antimafia, che diede una certa notorietà anche in ambito nazionale all'azienda editoriale.
A metà degli anni Novanta l’attività editoriale riscontrò anche il plauso e l’incoraggiamento degli ambienti accademici palermitani, e non solo, che si tradusse nella pubblicazione di alcuni volumi di affermati studiosi in diversi ambiti disciplinari. Furono pertanto elaborate nuove collane di storia, sociologia, antropologia, architettura, critica letteraria, economia. Tra gli autori vanno segnalati: i premi Nobel per la letteratura François Mauriac, Maurice Maeterlinck, Ghiorgos Seferis e Lev Tolstoj; i magistrati Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; il fondatore del Partito popolare don Luigi Sturzo; l’archeologo Vincenzo Tusa;  lo storico liberale Antonio Jannazzo; i sociologi Mario Grasso e Alessandra Dino;  l’architetto Giuseppe Esposito e tanti altri. Come appare chiaro da alcuni dei nomi sopra menzionati, sebbene La Zisa abbia privilegiato la saggistica, non di rado ha rivolto il suo interesse alla narrativa mantenendo un livello sempre medio-alto della produzione lanciando talvolta anche nuovi talenti, alcuni dei quali hanno poi proseguito la propria attività culturale con prestigiosi e affermati editori in tutta Italia.
Agli inizi del 2000 il patrimonio della Zisa veniva ceduto ad un nuovo gruppo disponibile a raccoglierne l’eredità e a perpetuare e incrementare i programmi e gli intendimenti del marchio.
In questi ultimi anni, La Zisa ha continuato l’impegno culturale già intrapreso dai fondatori, riscuotendo un buon successo con alcune pubblicazioni come il saggio dei giornalisti Fabio Bonasera e Davide Romano Inganno padano. La vera storia della Lega Nord (Prefazione di Furio Colombo); l’opera dello scrittore Vittorio Gorresio Risorgimento scomunicato (Prefato da Gianni Vattimo); o il pamphlet del giornalista del Sole24Ore, Nino Amadore, La zona grigia. Professionisti al servizio della mafia; inoltre, vanno menzionati: la relazione della Commissione parlamentare Antimafia sulla ‘Ndrangheta o, ancora, le recenti pubblicazioni di Pompeo Colajanni Le cospirazioni parallele e di Girolamo Li Causi  Terra di frontiera con la prefazione dell’ex ministro della Repubblica Oliviero Di Liberto. Per la casa editrice hanno inoltre scritto, fra gli altri: Margherita Hack, don Vitaliano della Sala, Luciano Violante, Rita Borsellino, Gianni Vattimo, Alda Merini, rav Giuseppe Laras, Marcelle Padovanì, Diego Novelli,  Nicola Tranfaglia…
La Casa Editrice La Zisa si è quindi affermata come tra le più significative realtà editoriali di qualità del nostro Paese, anche attraverso una nuova rete di distribuzione con depositi in tutte le regioni del territorio nazionale e all’estero.

La casa editrice aderisce e collabora con lassociazione “Addiopizzo” per la divulgazione del binomio sviluppo e legalità quale unico mezzo per contrastare la mentalità mafiosa che da troppo tempo soffoca l’economia siciliana e non solo.

giovedì 21 novembre 2013

Palermo 22 novembre, Allo Spasimo “Oltre” musica e versi di Domenico Labate


Palermo, 21 novembre 2013 – Versi e musica di Domenico Labate, autore del testo poetico “Oltre” (Ed. la Zisa), al ridotto dello Spasimo alla Kalsa, a Palermo, domani venerdì 22 novembre, alle ore 17. Interverranno Stefania Blandeburgo, voce recitante; Alessandra Pipitone, pianoforte; e Lelio Giannetto, contrabbasso. Sarà presente l’autore.
l percorso di Domenico è difficile e spesso impervio, la sua è una poesia che, quasi ovviamente, potrebbe definirsi “filosofica”. [...] Ma in realtà siamo in presenza di una poesia senza aggettivi, che senza dubbio si avvale, per costruirsi, delle competenze culturali dell’autore ma poi accampa i suoi diritti espressivi, facendo sbocciare la specificità del suo linguaggio con folgorante essenzialità. [...] Il disegno tracciato dalle parole si fa ritmo, come in una partitura perfetta, che mira a fondere musica, forma e verbo. (dalla Prefazione di Domenico Figà)
Domenico Labate (Palermo, 1962) si laurea in filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo. Già vincitore della menzione speciale (Premio Internazionale di poesia - Nosside 2005) e del primo premio di poesia in video (Premio Internazionale di poesia - Nosside 2007).


lunedì 18 novembre 2013

In libreria: Dante Lattes, “Apologia dell'ebraismo”, Edizioni La Zisa, prefazione di Rav Giuseppe Laras, nota di Claudio Vercelli, pagine: 112, euro 9,90(ISBN: 978-88-95709-90-1)

In libreria: Dante Lattes, “Apologia dell'ebraismo”, Edizioni La Zisa, prefazione di Rav Giuseppe Laras, nota di Claudio Vercelli, pagine: 112, euro 9,90(ISBN: 978-88-95709-90-1)

Quest'opera di Dante Lattes, pubblicata per la prima volta dall'editore Formiggini nel 1923, all'interno di una collana di Apologie, continua ad essere un valido strumento per un primo, esaustivo approccio alla religione e alla cultura ebraica, ancora oggi poco o approssimativamente conosciute in Italia, ma alle quali tutti siamo largamente debitori. Se a ragione l'uomo moderno "non può non dirsi cristiano", non è meno vero che la storia dell'umanità avrebbe preso una strada diversa, e senza dubbio peggiore, senza l'apporto fecondo e determinante del popolo ebraico. Conoscere l'ebraismo è, dunque, necessario per riflettere sulle nostre radici e, nel contempo, valutare se il nostro percorso ha pienamente tenuto conto degli insegnamenti morali e sociali elaborati dalla Chiesa e dalla intellighenzia di Israele. 

Dante Lattes (1876-1965), uno dei maggiori rappresentanti dell'ebraismo italiano, è stato scrittore, giornalista ("Il corriere israelitico", "Israel", "La Rassegna Mensile di Israel", del quale è stato direttore fino alla morte), traduttore, educatore, rabbino. Oltre al presente volume, si ricordano: Commento alla Bibbia, Il sionismo, e Nel solco della Bibbia.

giovedì 14 novembre 2013

EDITORIA. CIBO, TORNA IL PIU' ANTICO RICETTARIO EBRAICO ITALIANO E' 'POESIA NASCOSTA' DI INES DE BENEDETTI, EDIZIONI LA ZISA.



 (DIRE) Roma, 24 ott. - Torna in libreria il piu' antico ricettario di cucina tradizionale ebraica italiana: e' 'Poesia nascosta. Le ricette della cucina tradizionale ebraica italiana' di Ines De Benedetti, riedito per le Edizioni La Zisa (pp. 288, euro 18), opera pubblicata per la prima volta a Firenze dalla casa editrice Israel nel 1931. L'autrice "non ha soltanto raccolto e pubblicato delle ricette- spiega una nota- ha messo a disposizione di quattro generazioni di famiglie ebraiche italiane (fino ad oggi) un compendio di kasherut (regole alimentari ebraiche) applicato, vissuto nel quotidiano in modi che nella sua, di generazione, erano evidentemente a rischio di andare perduti". E Lucia Levi nel presentare il libro al lettore di allora "ne ha segnalato subito il valore come strumento per riportare i sapori ebraici alla tavola insieme ai rituali e all'osservanza dei precetti". Oggi, a distanza che appare siderale dagli anni del primo dopoguerra, dopo la seconda guerra, la Shoah e il ritorno alla vita, dopo l'arrivo in Italia degli ebrei da tutto il mondo arabo, con tradizioni ebraiche e culinarie tutte nuove, "ancora oggi la 'Poesia nascosta' trova spazio nelle nostre cucine". Con i suoi fogli macchiati e unti dall'uso, le annotazioni a margine e le modifiche appuntate su foglietti volanti, "e' un pezzetto di storia ebraica italiana, rivolto come la sua autrice a un futuro piu' consapevole e orgoglioso della propria tradizione, anche culinaria" (dalla Presentazione di Daniela Fubini). Ines De Benedetti, nata il 12 novembre 1874, e' scomparsa a Padova nel 1960. Per anni e' stata presidente della sezione padovana, da lei fondata nel 1929, dell'Adei, l'Associazione donne ebree d'Italia, diventata in seguito Adei Wizo, che si occupa di volontariato sociale e di diffondere la cultura e i valori dell'ebraismo e del sionismo, nonche' di promuovere la condizione della donna e sostenere le istituzioni Wizo in Israele.
(Com/Ran/Dire)
11:48 24-10-13

martedì 12 novembre 2013

Shalòm, Sono aperte le iscrizioni al Corso base low cost di ebraico





Sono aperte le iscrizioni al Corso base low cost di lingua ebraica “Shalòm” organizzato dall’associazione culturale per il dialogo interreligioso La Tenda di Abramo, l’associazione Amici d’Israele in collaborazione con le Edizioni La Zisa. Il corso sarà tenuto da un insegnante di madrelingua ebraica e partirà nel mese di gennaio del 2014. Strutturato in 10 incontri (uno a settimana), avrà un costo complessivo, e comprensivo di materiale didattico, di euro 120. Le lezioni si terranno presso i locali della casa editrice La Zisa in via Lungarini 60, a Palermo, ogni giovedì a partire dalle alle ore 18. A richiesta, verrà rilasciato un attestato di frequenza. Le iscrizioni dovranno essere effettuate presso la segreteria della casa editrice sita in via Lungarini 60, a Palermo (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 13,00). Per info: Tel. +39 091 5509295 o scrivere a: info@lazisa.it

giovedì 24 ottobre 2013

Arriva in libreria il più antico ricettario di cucina tradizionale ebraica italiana: “Poesia nascosta” di Ines De Benedetti.


Ines De Benedetti, “Poesia nascosta. Le ricette della cucina tradizionale ebraica italiana”, Edizioni La Zisa, Presentazione di Daniela Fubini, Prefazione alla terza edizione di Nanette R. Hayon, Prefazione alla seconda edizione di Ines De Benedetti, Prefazione alla prima edizione di Lucia Levi, Illustrazioni di Letizia Romano, pp. 288, euro 18,00

Ines De Benedetti, con la sua “Poesia nascosta”, non ha soltanto raccolto e pubblicato delle ricette. Ha messo a disposizione di quattro generazioni di famiglie ebraiche italiane (fino ad oggi) un compendio di kasherut (regole alimentari ebraiche) applicato, vissuto nel quotidiano in modi che nella sua, di generazione, erano evidentemente a rischio di andare perduti. E Lucia Levi nel presentare il libro al lettore di allora ne ha segnalato subito il valore come strumento per riportare i sapori ebraici alla tavola insieme ai rituali e all’osservanza dei precetti. Oggi, a distanza che appare siderale dagli anni del primo dopoguerra, dopo la seconda guerra, la Shoah e il ritorno alla vita, dopo l’arrivo in Italia degli ebrei da tutto il mondo arabo, con tradizioni ebraiche e culinarie tutte nuove, ancora oggi la Poesia nascosta trova spazio nelle nostre cucine. Con i suoi fogli macchiati e unti dall’uso, le annotazioni a margine e le modifiche appuntate su foglietti volanti, è un pezzetto di storia ebraica italiana, rivolto come la sua autrice a un futuro più consapevole e orgoglioso della propria tradizione, anche culinaria. (dalla Presentazione di Daniela Fubini)

Ines De Benedetti, nata il 12 novembre 1874, è scomparsa a Padova nel 1960. Per anni è stata presidente della sezione padovana, da lei fondata nel 1929, dell’ADEI, l’Associazione Donne Ebree d’Italia, diventata in seguito ADEI Wizo, che si occupa di volontariato sociale e di diffondere la cultura e i valori dell’ebraismo e del sionismo, nonché di promuovere la condizione della donna e sostenere le istituzioni Wizo in Israele.


lunedì 14 ottobre 2013

Palermo 18 ottobre, Si presenta l’agenda letteraria “Ellenogatti. Gatti e Grecia”


“Ellenogatti. Gatti e Grecia” è il titolo dell’originale agenda per il 2014 che verrà presentata venerdì 18 ottobre, alle ore 18, presso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi a Palermo. Interverranno: Maria Caracausi, curatrice e traduttrice dei testi letterari; Fabio Ciralli, autore delle foto contenute nell’agenda; e Davide Romano, direttore editoriale della casa editrice La Zisa e giornalista.

È noto che il gatto è caro, insostituibile compagno di artisti, scrittori e poeti. Non fanno eccezione gli intellettuali della Grecia moderna, dei quali vengono presentati in questa agenda alcuni brani (per lo più tradotti in italiano per la prima volta), incentrati su questo animale misterioso e irresistibile. Completano il quadro alcuni ritratti di “gatti qualunque”, che si impongono allo sguardo con il fascino del loro quotidiano. (Maria Caracausi e Fabio Ciralli, Ellenogatti, “Gatti e Grecia. Agenda 2014”, Edizioni La Zisa, pp. 144, euro 9,90. Per ordinare l’agenda telefonare al numero 0915509295 o scrivere a: segreteria.lazisa@gmail.com). 

mercoledì 9 ottobre 2013

Palermo 11 ottobre, Si presenta il romanzo di Pietro Colonna Romano “Gabbie invisibili”


Venerdì 11 ottobre 2013, alle ore 18.00 presso la Bottega I Sapori e i Saperi della Legalità di Piazza Castelnuovo 13, a Palermo, sarà presentato il libro Gabbie invisibili, romanzo di Pietro Colonna Romano, edito dalla casa editrice La Zisa. Interverranno, con l’autore, Elio Sanfilippo e Ketta Grazia.

La trama: In una piccola cittadina del New Jersey, Riverton, dagli anni cinquanta ai nostri giorni, si svolge la vita di Ann, una donna che quasi inconsapevolmente conduce una silenziosa battaglia con se stessa per liberarsi da quelle strutture mentali e psicologiche che la tengono ingabbiata con fili invisibili e, per questo, tanto più crudeli, all’interno di un modello di vita che intimamente rifiuta, ma che non è in grado di abbandonare. Da bambina, Annie è ubbidiente e “la vita le sembrava un gioco divertente con istruzioni facili da osservare”; da adolescente e, poi, da adulta, quelle istruzioni e quelle regole ricevute da un’educazione tradizionalista e religiosa diventeranno la sua prigione, le toglieranno la libertà di scegliere e di amare. Nata negli anni del baby boom, l’esplosione demografica verificatasi nei 10-15 anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale, Ann vive nel mezzo della rivoluzione culturale degli anni sessanta. La Beat Generation, i sit-in e le marce, i movimenti per i diritti civili e per l’uguaglianza delle donne, con la loro forte spinta innovativa, a poco a poco metteranno in crisi le sue certezze con interrogativi angoscianti così come i personaggi e le vicende che attraverseranno la sua vita: la tragica fine della sorella, il rapporto imprevedibile col fratellastro, la singolare amicizia con Cathy, il rapporto irrisolto con la madre, la difficile relazione col marito, le scelte operate dalle figlie. Sono tutti personaggi che, non diversamente da Ann, sembrano avvitarsi su se stessi, prigionieri di scelte illusorie.


L’autore: Pietro Colonna Romano (soprannominato Erino) nasce a Palermo il 14 agosto 1948. Si laurea in Medicina all’Università di Palermo nel 1976 e l’anno seguente si trasferisce negli Stati Uniti. Per sedici anni insegna Anestesiologia alla Hahnemann University di Philadelphia. Da dodici anni lavora come anestetista al Pennsylvania Hospital di Philadelphia. È sposato e padre di due figli. Questo è il suo primo romanzo, scritto in inglese e poi liberamente tradotto in italiano.

lunedì 30 settembre 2013

Arriva nelle migliori librerie: Ellenogatti - Gatti e Grecia - Agenda 2014 (Ed. La Zisa, Euro 9,90)


È noto che il gatto è caro, insostituibile compagno di artisti, scrittori e poeti. Non fanno eccezione gli intellettuali della Grecia moderna, dei quali vengono presentati in questa agenda alcuni brani (per lo più tradotti in italiano per la prima volta), incentrati su questo animale misterioso e irresistibile. Completano il quadro alcuni ritratti di “gatti qualunque”, che si impongono allo sguardo con il fascino del loro quotidiano.

Auguri per il 2014!

I curatori dell’agenda:

Fabio Ciralli è nato a Palermo nel 1961. Laureato in Fisica, ha svolto attività di ricerca all’estero (CERN di Ginevra e DESY di Amburgo), prima di lavorare come docente nella scuola secondaria superiore; insegna in un liceo di Palermo. I suoi principali interessi sono la didattica della fisica e della matematica e l’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica. Coltiva la passione per la fotografia ed ha accettato con curiosità la sfida di fotografare i gatti per questa agenda.


Maria Caracausi è nata a Palermo nel 1959. Dopo la laurea in Lettere classiche e il Dottorato di ricerca in Filologia greca e latina, ha insegnato alcuni anni Latino e Greco al Liceo Classico. Ricercatrice di Neogreco presso l’Università di Palermo, si occupa soprattutto di poesia del Novecento. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e traduzioni dal greco moderno (Gatsos, Kalvos, Karkavitsas, Papadiamandis, Seferis, etc). Gatti e Grecia le passioni dominanti nella sua vita.

venerdì 27 settembre 2013

La cura dell’oltraggio, recensione del libro di Margherita Ingoglia



La cura dell’ “oltraggio”
… S’egli ha fatto questo a sangue freddo,
che cosa non farebbe a sangue caldo?”
Cervantes (Don Chisciotte)

Un inappagato eros lirico-poetico – offerto come una macchina da guerra e vorticosa voragine – gira, rivolta e brucia a nudo e “brama il fuoco tra le cosce” della follia amorosa ( Tua, p. 29), e “senz’aria” adagia in “plurimi, carnali diletti” (Inquieta vanitas, p. 44); un teatro di “lingue deliranti” in lotta tra le desublimazione dell’anima e il fluttuare dirompente del corpo con le sue ragioni oniriche quanto sragione in gioco … “per dilaniarne il senso” (Il pensare, p. 18), “mentre gli uragani alitano sulla nostra carne” (La dannazione di un abbraccio, p. 70).
Un linguaggio iconicamente meticcio (né solo visivo, né solo verbale, né solo logico, né solo ritmico…) che si scaraventa sulla pagina con la grazia dissacrante e non curante di un “bicchiere di alchermes” (Silenzio, p. 71); che, informe/dis-forme, fluttua per attaccare il nome del vecchio cuore – il simbolo strumentalizzato dall’illusoria liberazione del potere oppressivo (il potere cattura e non libera anche quando provoca le libertà del sesso) – per trattarlo come un ramo impazzito, disarmonico e “rancido” e salvaguardare la soggettivazione eteroclita autonoma che lo ramifica (imprevedibilmente), lì dove oggi il dominio sui corpi invece passa attraverso la fabbrica dei desideri e del godimento immediato.
Potente quanto raffinato il monologo erotico-narcisistico (la “cura del sé” – M. Foucault –, elevata, credo, a materia della poesia dei tuoi testi), nella sua stratificazione memoriale, porta anche la presenza e la continuità con poeti e poetiche della tradizione culturale che inevitabilmente ci attraversa, mentre lascia l’aureola del poeta idealista e si fa dialogo della vecchia “madre” terra con la fulmineità del “fu” dei guizzi che fanno esplodere i limiti: il “fu” del “fu oltraggio!”.
La scrittura procede coniugando con cura e padronanza costruttiva le “equivalenze” della funzione poetica con la lingua della poesia. Inoltre, le immagini (del pittore o del fotografo), che affiancano il dettato verbale del libro giocano, credo, la funzione di potenziamento “espressivo” come usa fare la stessa anadiplosi (semplice o più articolata), per esempio, ovvero quella parte della tecnologia retorica del “raddoppio” che movimenta “L’attimo”: “ Mio per mio peccato / peccato per mio abbandono alla tentazione/ …” (p. 26).
Come un teatro a scena aperta e montaggio filmico degli atti in corso e in primo piano, l’insegna del conflitto valorizza il contrasto tra i gioiosi peccati della carne (con-fusa/fusa) e il retaggio repressivo della colpa incolpevole e dell’impotente vanità che cerca di offuscare la forza e la potenza dell’anima corporea, carnale.
Certe “correspondences”, variamente connotate – dall’invocazione alla “musa”: Nox et omnia-preghiera della notte”, p. 15; dalla rivisitazione di Cecco Angiolieri: “… Minima ed immensa…”, p. 56, … alle “tentazioni” – “covami / confondimi / superami / eternami” (Inquieta vanitas, p. 44) della Patrizia Valduga –, sono sia il segno di un legame con il passato (che non ci lascia), sia il segno di una soggettività che lo visita e lo ridice con la coscienza del proprio tempo e una sensibilità intellettuale che è propria a ciascuno.
Del resto il poeta è sempre parlato anche da una lingua che non domina, se al mondo è venuto costruito da un tessuto culturale e storico-contestuale che gli permette di dire e scrivere; così come la continuità con chi ci ha preceduto è solo segno di una vitalità che è sotto la cenere e che poi, come una “rovina” palpitante, riemerge non appena soffia il pensiero delle passioni; quel pensiero riflettente che con la sua temporalità tempestiva-intempestiva è sommosso dall’urgere del non contemporaneo dimenticato ma non scomparso; la presenza che non molla e si fa contemporaneo struggere coniugando artificiale e reale (“mi struggerò in lacrime sopra una fantasia”, Puskin).
Credo che l’ascendenza romantica dell’amore come follia e delirio del corpo, o il ricorso a Venere, Adone, Narciso, nell’insieme della tua scrittura poetica, giochino come il ritorno del rimosso e un rinforzo del sognare: “perché occorre sempre avere un sogno nella vita!” (Cerca la vera bellezza, p 85).
Il valore d’uso di questa prova poetica “… e il corpo fu oltraggio” di Margherita Ingoglia, donna del secolo XXI, il tempo del virtuale e del simulacro, ri-propone (invece) la potenza concreta del corpo e della carne come il grido della vita che aborre tanto l’immateriale ideologizzato quanto il materiale manipolato dell’“uniforme” dell’eterno presente di questo secolo del marketing del sesso “anarchico” come della libertà desocializzata. Il rifiuto dell’omologazione uniformante, che disprezza il dis-forme e cartavetra l’eterogeneo nel recinto delle forme canonizzate, non poeticamente, essere più incisivo e parlante.

Se nei depositi dell’archeologia dell’anima, c’è la lacerazione del senso nelle/delle notti di luna piena e la genealogia del lupo predatore, il violentatore dell’“uniforme” e della rapina all’ordine, allora salut all’ “oltrage”, l’esplosione dell’oltraggio che irride il limite e la norma e canta la fusione oltre il principio di realtà e del piacere per una pulsione che solo la logica poetica è in grado di concettualizzare sensualmente.

venerdì 13 settembre 2013

Shalòm, Sono aperte le iscrizioni al Corso base low cost di ebraico moderno



Sono aperte le iscrizioni al Corso base low cost di lingua ebraica moderna “Shalòm” organizzato dall’associazione culturale per il dialogo interreligioso La Tenda di Abramo in collaborazione con le Edizioni La Zisa.
Il corso sarà tenuto da un insegnante di madrelingua ebraica e partirà nel mese di ottobre del 2013. Strutturato in 10 incontri (uno a settimana), avrà un costo complessivo, e comprensivo di materiale didattico, di euro 120. Le lezioni si terranno presso i locali della casa editrice La Zisa in via Lungarini 60, a Palermo. A richiesta, verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Le iscrizioni dovranno essere effettuate presso la segreteria della casa editrice sita in via Lungarini 60, a Palermo (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 13,00).


Per info: Tel. +39 091 5509295 o scrivere a: info@lazisa.it 

venerdì 6 settembre 2013

“GABBIE INVISIBILI” una recensione di LILIANA MICCICHE’



“Gabbie invisibili” potrebbe essere una storia come altre, ma non è così. Sono tante piccole storie, quanti i diversi personaggi, all’interno di una grande storia, quella della famiglia Mac Mahon. Su tutti i personaggi, ciascuno protagonista della propria storia, campeggia la figura di Annie, che assume il ruolo di protagonista assoluta dell’intero racconto. Per chi, da bambina, ha vissuto gli anni Cinquanta, Annie, compenetrata nel ruolo di chi deve comunicarsi per la prima volta, ed è felice di farlo, sembra incarnare tutte le brave bambine di quegli anni, con le loro ansia e i loro timori. Già dalle prime pagine sono chiari alcuni temi e topoi fondamentali: le regole discriminate e discriminanti, per maschi e femmine; l’assolutismo della Chiesa e dell’uomo di fede che non ammette punti di vista diversi; la paura della confessione che induce a mettersi a nudo, ma nel contempo la consapevolezza di avere agito secondo l’imprinting ricevuto; e, ancora, andando avanti, la competizione del figlio con il padre; la brava ragazza che ritarda il suo ingresso all’università per aiutare la famiglia; le scelte dei figli diverse da quelle che vorrebbero i genitori; la vera amicizia tra due persone del tutto differenti. E’ questo il tessuto ideologico dell’intero racconto, che suscita l’attenzione e la mantiene viva per tutto l’arco dello sviluppo narrativo, la cui cronologia giunge ai nostri giorni. L’ambiente è il New Jersey, ma potrebbe essere anche l’ Italia…, non è una componente fondamentale. Ciò che importa è l’evoluzione di una società lanciata nel progresso, un mondo che cambia, lasciando dietro di sé i frammenti di una famiglia che si spezza, un mondo che porta nuove verità, ricche di esaltanti promesse: il boom economico, la nuova morale sessuale, la vita militare che schiude nuovi orizzonti e lascia trasparire il sangue che scorre nel Vietnam. In questo nuovo scenario, in cui Annie cresce e diventa adulta, accadono vari colpi di scena che lasciano presagire chissà quali sviluppi: Annie, che fino ad ora ha impersonato il Bene, si innamora di Jeremy, il fratello acquisito dal quale è attratta sessualmente, e con lui consuma l’unico rapporto fisico. Jeremy, simbolo del peccato refrattario ai buoni consigli, dopo essersi macchiato di crimini orrendi, pare acquisisca una sensibilità e una maturità che non gli appartengono: piange vere lacrime, parte per il Vietnam per combattere una guerra che ritiene giusta e che pensa possa essere per lui motivo di palingenesi. In realtà nulla cambia: cambiano i tempi, i luoghi, le circostanze, ma gli uomini restano tali e quali. La brutalità della guerra negherà a Jeremy l’unica dignità che gli resta, la dignità di soldato, e noi lo ricorderemo come une eroe negativo, un antieroe. Annie, dopo un’altalena di momenti di felicità e di tormento, durante i quali cerca risposte nella religione che l’ha sempre sostenuta, matura la decisione di sposare Kevin, il marito-padrone. Con il matrimonio, tutto si ricompone-_l’unica smagliatura è stata la storia col fratello- e il cerchio si chiude: Annie, nonostante le sollecitazioni di Rob di cui forse è innamorata, e benchè desideri col marito quel rapporto paritario imposto dal neofemminismo, da cattolica non riesce a sciogliere le briglie delle istituzioni, la Chiesa e la famiglia, e, come spinta da una accettazione fatalistica della propria vita, si sottomette interamente al marito, così come ha fatto nei confronti della madre. La mancata determinazione la consegna ad una infelicità permanente. Annie resterà per sempre col marito che non ama più e dal quale non è amata, dove non c’è posto per la ribellione ma solo per l’implosione. Annie è prigioniera di se stessa, della sua stessa vita, di cui, per certo, non è mai stata la vera protagonista.
Le esperienze dell’Autore ragazzo, dell’Autore medico, dell’Autore trapiantato in America vengono assemblate nella mente di Colonna Romano e trovano la loro dimensione attraverso il filtro evocativo della fantasia, per comporre un universo dell’invenzione, che affonda le sue radici nel sentimento del passato e del presente. Nella narrazione, la fabula si alterna all’ intreccio e l’aspetto tematico, l’impossibilità di ciascuno  dei personaggi di uscire dai propri schemi mentali e pragmatici e la consapevolezza di essere condannato a restare in quella “forma” che ognuno di loro si è data, diventa denominatore comune di personaggi differenti che si mantecano con la loro diversità emotiva. Le loro caratteristiche e le loro storie irrisolte. La limpidezza dello stile dà concretezza alle vicende e alla realtà dell’animo umano. Le tecniche di cui l’Autore si serve, il discorso diretto, l’analessi, una pseudo metalessi rendono la narrazione più vivace.


Erino Colonna Romano, “Gabbie invisibili. Una rivoluzione vista da lontano”, romanzo, Edizioni La Zisa, pp. 256, euro 16,00

In una piccola cittadina del New Jersey, Riverton, dagli anni cinquanta ai nostri giorni, si svolge la vita di Ann, una donna che quasi inconsapevolmente conduce una silenziosa battaglia con se stessa per liberarsi da quelle strutture mentali e psicologiche che la tengono ingabbiata con fili invisibili e, per questo, tanto più crudeli, all’interno di un modello di vita che intimamente rifiuta, ma che non è in grado di abbandonare. Da bambina, Annie è ubbidiente e “la vita le sembrava un gioco divertente con istruzioni facili da osservare”; da adolescente e, poi, da adulta, quelle istruzioni e quelle regole ricevute da un’educazione tradizionalista e religiosa diventeranno la sua prigione, le toglieranno la libertà di scegliere e di amare. Nata negli anni del baby boom, l’esplosione demografica verificatasi nei 10- 15 anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale, Ann vive nel mezzo della rivoluzione culturale degli anni sessanta. La Beat Generation, i sit-in e le marce, i movimenti per i diritti civili e per l’uguaglianza delle donne, con la loro forte spinta innovativa, a poco a poco metteranno in crisi le sue certezze con interrogativi angoscianti così come i personaggi e le vicende che attraverseranno la sua vita: la tragica fine della sorella, il rapporto imprevedibile col fratellastro, la singolare amicizia con Cathy, il rapporto irrisolto con la madre, la difficile relazione col marito, le scelte operate dalle figlie. Sono tutti personaggi che, non diversamente da Ann, sembrano avvitarsi su se stessi, prigionieri di scelte illusorie.

Pietro Colonna Romano (soprannominato Erino) nasce a Palermo il 14 agosto 1948. Si laurea in Medicina all’Università di Palermo nel 1976 e l’anno seguente si trasferisce negli Stati Uniti. Per sedici anni insegna Anestesiologia alla Hahnemann University di Philadelphia. Da dodici anni lavora come anestetista al Pennsylvania Hospital di Philadelphia. È sposato e padre di due figli. Questo è il suo primo romanzo, scritto in inglese e poi liberamente tradotto in italiano.

venerdì 30 agosto 2013

XXIX Premio internazionale di Poesia Città di Marineo, premiato Mario Tamburello (La Zisa)


Palermo, 30 agosto 2013 - La Giuria del Premio, organizzato dalla Fondazione culturale “Gioacchino Arnone” di Marineo, nella seduta dell’11 luglio scorso ha attribuito il primo premio per la poesia al grande poeta Vincenzo Cerami, appena una settimana prima della sua scomparsa, e ha designato gli altri vincitori del Premio. Nell’ambito della poesia edita in lingua siciliana il secondo premio è stato attribuito a Mario Tamburello con la raccolta ON-OFF. L’autore si appresta a pubblicare il secondo titolo con la nostra casa editrice.
È una raccolta pregna di vita quella di Tamburello, una fitta maglia di versi in cui s'annidano meditazioni sull'amore, i sogni, il quotidiano, i rapporti intimi con gli altri, la poesia e, in ultima istanza, il compito stesso del poeta. Con la matura consapevolezza di chi ha patito il dolore, l'autore esprime un bisogno profondo di relazioni autentiche, un desiderio di pietas nei confronti del prossimo scevro da qualsiasi retorica d'occasione. È per questo che gli oggetti, i ricordi e le voci conferiscono spessore a quest'esigenza di umanità, amalgamandosi e veicolando un messaggio semplice ed essenziale. L'itinerario espressivo si modella sul dialetto siciliano, che dà voce ai sentimenti allo stato puro e, attingendo al passato, si fa strumento di racconto del presente.
Mario G. B. Tamburello nasce nel 1962 a Milano da genitori siciliani. Insegnante di matematica e biologia, impiegato dell’ospedale Sacco di Milano quale referente della qualità per la Direzione Medica di Presidio. Dal 2010 all’Azienda Ospedaliera di Legnano nel ruolo amministrativo prima presso il Comitato Etico ora presso l’Unità di Cure Palliative e Terapia del Dolore. Già vicepresidente di un’associazione onlus dedicata alla disabilità da malattie neurologiche e difensore civico comunale, è stato assessore ai Servizi Sociali a Cuggiono, comune in provincia di Milano, dove risiede con la moglie M. Carmela e i figli Jacopo e Antonio.