domenica 28 febbraio 2010

In libreria: Salvatore Battaglia, "Armonie" (Poesie), La Zisa, pp.128 - euro 9,90


Prefazione di Roberto Deidier. Con una nota Alda Merini

Il linguaggio poetico di Salvatore Battaglia «è tutto improntato alla colloquialità: il poeta scrive in seconda persona, si rivolge incessantemente a un “tu”; ha bisogno dell’ “altro” perché il grumo delle proprie pulsioni affettive possa identificarsi in un oggetto preciso, nel nome di un personaggio, così come ha bisogno di quell’entità oltre lo spazio della pagina, che è il lettore. Per questo si ha l’impressione che il discorso amoroso si rivolga al contempo alla donna che ne è la controparte e a un invisibile pubblico: il racconto dell’amore non è autoreferenziale, non ricade su se stesso perché è segnato da altro, fin dal suo sgorgare» (dalla Prefazione di Roberto Deidier).



Salvatore Battaglia, è nato e vive a Palermo. Presidente dell’ associazione culturale “Investimento e sviluppo (Inves)”, ha pubblicato, tra gli altri, i saggi: Comunità ecclesiale e società nella tradizione e nel rinnovamento (1981), In attesa della Seconda Repubblica. Sussurri e grida di ferragosto (1994), Da Berlusconi a Dini: passaggio per la Seconda Repubblica (1995) e le raccolte di poesie: Armonia a tre voci (1996), Storia romantica (1997), Sentimenti (1999), Ad una compagna comunista (2002) e Il canto della bellezza (2003).

venerdì 26 febbraio 2010

SPECIALE LIBRI: "BUTTANA DI LUSSO", LE CONFESSIONI DI UNA ESCORT (LA ZISA)








(9Colonne) - Roma, 21 feb - Ufficialmente si chiamano escort, ovvero accompagnatrici per uomini d'affari che non potendosi portare in viaggio la moglie o la compagna, affittano una ragazza per affrontare in maniera più piacevole le noiose cene di lavoro e trascorrere in compagnia anche il dopocena. Esistono decine e decine di agenzie, soprattutto online, che propongono donzelle per tutti i gusti, ma cosa ancora più interessante, anche per tutte le tasche. Navigando tra i vari siti ci si rende subito conto però che le escort tutto sono tranne che semplici accompagnatrici. Offrono servizi "particolari" in cui la trasgressione è la parola d'ordine. In altre parole, se siete stanchi della solita routine e volete provare qualcosa di diverso, inventate una cena di lavoro e noleggiate una escort, per un'ora o per tutta la notte, a seconda delle vostre esigenze. Certo, raccattare una ragazza per strada può creare diversi problemi, non solo perché si rischia di essere beccati da amici e conoscenti, ma anche perché si può essere accusati di favoreggiamento della prostituzione con tutto quello che ne consegue.
Esplorando il mondo a luci rosse dei palermitani, prima che il fenomeno balzasse agli onori della cronaca per le note vicende dei politici italiani, Alessia Cannizzaro, autrice di "Buttana di lusso"(La Zisa) si è imbattuta in Chiara, giovane escort nostrana che, per nulla intimorita dall'idea di riferire vizi e virtù dei suoi clienti, ha deciso di raccontare la sua vita a luci rosse.
(PO / Fam)

lunedì 22 febbraio 2010

A marzo in libreria: Walter Ferreri, “La verità sul 2012”, Edizioni la Zisa, pp. 112, euro 9,90


ISBN: 978-88-95709-55-0

Dalla lettura di questo libro ognuno di noi potrà rendersi perfettamente conto «come il 2012 sia un anno come gli altri e che la sua elezione a “anno del giudizio” non sia nient’altro che un’invenzione di alcuni autori, scaturita da una loro interpretazione acritica del calendario Maya, al quale si è voluto attribuire un significato che non trova riscontro tra gli studiosi di questo popolo. Il motivo che li ha indotti a fare queste previsioni è essenzialmente di tipo economico […]: un libro che tratta di future catastrofe di eventi spettacolari o eccezionali ha molto facilmente più successo di uno […] che si limiti a raccontare la realtà dei fatti».
«La storia è permeata da “profeti” e “veggenti” che hanno previsto innumerevoli volte la fine del mondo. Spesso questi comportamenti sono stati dettati da una interpretazione letterale di scritti antichi, ai quali si attribuiscono grande autorità o addirittura infallibilità. Anche nel caso dei Maya, […] la tendenza è stata quella di sopravvalutare molto le loro possibilità di previsione, […] I Maya avevano una notevole conoscenza del cielo, ma […] La loro scienza non gli permetteva di fare previsioni precise su molti avvenimenti astronomici futuri». (dalle Conclusioni dell’Autore)

Walter Ferreri, astronomo, svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino. È autore di una ventina di libri e fondatore, nel 1977, della rivista di astronomia ”Orione”, della cui versione attuale – “Nuovo Orione” – ricopre la carica di direttore scientifico. Per le sue scoperte e ricerche nel campo degli asteroidi l’Unione Astronomica Internazionale ha conferito il nome “Ferreri” all’asteroide 3308 EP.
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sabato 20 febbraio 2010

IMG PRESS INTERVISTA I PROTAGONISTI: ALESSIA CANNIZZARO METTE A NUDO LA PALERMO HIGH SOCIETY


(20/02/2010) - Pensate per un attimo a tanti tipi di uomo, diversi tra loro, che riassumono tanti stili di vita e professioni. Tutti diversi e tutti attuali. Si muovono, interagiscono, posano attorno alla stessa donna, Chiara, una escort palermitana che da anni lavora proprio nella sua città. Una misteriosa bellezza siciliana che riceve i suoi ospiti dove meglio capita. Ognuno di questi uomini è fedele a Chiara: una galleria di mondi e culture espressi per mezzo del sesso. E poi chiedetevi quanto è stata brava Alessia Cannizzaro, la giornalista che ha scritto un libro su Chiara e i suoi ospiti… brava a raccontare i party eccentrici offerti dalla “buttana di lusso” che a Palermo tiene casa e alcova. Una città a luci rosse annidata tra le pieghe di un perbenismo di facciata. Palermo è anche questo. E a svelarne il suo lato oscuro è appunto Chiara (o almeno così dice di farsi chiamare). Sesso a pagamento, in casa o in trasferta, appartamenti di lusso come alcove, o hotel fuori porta. Tra i suoi clienti politici, avvocati, professionisti in genere, tutta gente della “Palermo bene”.


Alessia, mettiamo le carte in tavola: con il tuo ultimo libro "Buttana di lusso, Confessioni di una escort", chi vuoi scandalizzare?
Spero nessuno. Dal mio punto di vista, il libro rappresenta comunque uno spaccato di realtà. E al di là dei racconti più o meno piccanti, le confessioni di Chiara fanno riflettere anche su altri aspetti della vita privata di molti uomini, sul perché a volte tradiscono e soprattutto cosa li spinge a rivolgersi ad una escort. Il problema sta nel considerare la propria moglie e madre dei propri figli non più come una donna, ma semplicemente come una figura sacra. Ecco che allora il sesso diventa “sporco” e va fatto con altre. Forse di scandaloso c'è solo questo!

Parlaci di Chiara, la giovane escort nostrana: è così intrigante poter scrivere vizi e virtù dell'Italia in mutande?
Non lo definirei proprio “intrigante”, piuttosto “interessante”. C'è una sorta di voyerismo in ognuno di noi che ci porta a voler conoscere, e non solo per curiosità, cosa accade sotto le lenzuola di determinate persone. Il gossip poi si nutre principalmente di questo. E non c'è niente di strano. In fondo il sesso è il motore di molte cose... Basti pensare ai recenti scandali, da “vallettopoli” ai trans. Ma un conto è leggere, un conto è scrivere. Quest'ultima parte è stata ancora più divertente. Perché mentre Chiara mi ha semplicemente parlato dei suoi “incontri di lavoro”, io ho dovuto riportarli su carta, ricostruirli e renderli leggibili. Immaginare le scene e in un certo senso fargliele rivivere una seconda volta.

Quanto di vero c'è in quello che racconti...?
Credo sia tutto vero. Non posso averne neanch'io la matematica certezza, perché per prima cosa non ero presente agli incontri (le cose a tre non mi sono mai piaciute!), poi non conosco l'identità dei clienti (anche se dalle descrizioni mi sono fatta un'idea, e credo che chiunque legga il libro potrà farsi una propria idea), e infine dubito fortemente che i reali protagonisti delle storie facciano una sorta di coming out e si rivelino al pubblico.

In quanti ti hanno chiesto il numero di Chiara?
In molti. Anche qualche giornalista! Ma considerate le tariffe applicate da Chiara e lo stipendio medio di un collega, sono piuttosto tranquilla! E comunque anche volendo non potrei darlo, e non solo per tutelare la mia fonte, ma soprattutto perché è sempre stata lei a chiamarmi. Se vi state chiedendo allora come ho fatto a contattarla, il mistero è presto svelato. Quando ho condotto un'inchiesta sulla Palermo a luci rosse, ho inviato decine e decine di mail e sms ai contatti trovati su internet e nei giornali. In realtà mi hanno risposto in tre: una ragazza che credeva fossi in cerca di nuove esperienze, e non solo una giornalista, una che affermava che l'annuncio era stato uno scherzo di qualche amico (dicono tutti così) e poi Chiara, con cui ho trascorso parecchie ore al telefono. Ora ci siamo evolute e adesso comunichiamo anche tramite facebook. Io scrivo nel mio status che ho bisogno di parlare con lei e lei mi chiama.

Dal Premier all'ultimo dei burocrati il campionario di giustificazioni per certe frequentazioni è: solitudine, noia, perdita di interessi culturali, invecchiamento, la comparsa delle rughe e dei capelli bianchi... è solo questione di scarsa autostima o c'è dell'altro?
Come ho già accennato, c'è molto altro, partendo proprio dalla concezione che certi uomini hanno delle donne (e spero si tratti solo di una minoranza). Lo stesso discorso può essere fatto, anche se con le dovute eccezioni, per le amanti. In molti infatti affermano che con una amante puoi fare “cose” che con la moglie non faresti mai. Nel momento in cui una donna diventa madre, smette improvvisamente di essere donna. Un po' come per i figli che vedono i propri genitori come esseri asessuati. Ma un'amante è più difficile da gestire, mentre una escort dà molte meno complicazioni ed è molto più discreta e, a conti fatti, forse anche più economica! Di solito l'amante chiede e pretende più di una moglie, anche per mantenere la relazione extraconiugale quanto più segreta possibile. Di una escort conosci già le tariffe. Poi ci sono anche i casi in cui l'autostima è il fattore predominante. Quel senso di inadeguatezza che può essere superato solo se si va con una sconosciuta che alla fine non ti giudicherà mai e non sarai neanche costretto a rincontrare. Le motivazioni infatti sono davvero tante e ed è proprio grazie alle confessioni riportate nel libro che sono riuscita ad avere, io per prima, un quadro più chiaro.

Detto tra noi: quanto è credibile la verità riferita tra tette e orgasmi?
C'è molta più verità in quei momenti che in altri. È solo tra le lenzuola, nell'intimità più assoluta, che una persona si spoglia completamente anche delle proprie maschere. Senza ricorrere per forza a Pirandello, si sa che ognuno di noi cambia atteggiamento e comportamento, adeguandolo alla situazione. Si può interpretare un ruolo e diventare un'altra persona in qualsiasi contesto, tranne che a letto. Lì ognuno si rivela per quello che è.

Top class, Deluxe, International, oltre che Trans, Gay e Lesbo: gran scelta per il cliente. Svelaci qualche curioso retroscena...
Se questo viene considerato il lavoro più antico del mondo un motivo ci sarà. Però, parlando con la gente per strada, sembra che nessuno vada con le prostitute o contatti le escort. Abbastanza curioso, no? A parte gli scherzi, c'è una storia, raccontata nel libro, che vede Chiara in altre vesti: profumatamente pagata per non andare a letto con il cliente. Ma non vi svelo il perché...

C'è chi sostiene che un giorno senza sesso sia un giorno sprecato... magari è per questo che la classe dirigente... si sacrifica?
Come si dice in questi casi: è un duro lavoro e qualcuno si deve pur sacrificare! Il sesso è piacere nella maggior parte dei casi, trasgressione, curiosità, voglia di mettersi in gioco, ma è anche (e qui aggiungerei purtroppo) merce di scambio. Quante volte sentiamo storie di ragazze che per far carriera devono concedersi al proprio capo? Il sesso è un'arma a doppio taglio: può dare tanto piacere quanto dolore. E la politica è un luogo di potere, è uno strumento che ti permette di aprire molte porte, ma anche di chiuderle. Una sorta di abuso ai danni di donne e uomini più o meno compiacenti. Però rimango convinta di una cosa: quello che un politico fa sotto le lenzuola non mi importa ai fini di un giudizio sul suo operato, l'importante è che svolga bene il proprio compito. Se si porta a letto un intero reggimento di uomini, donne e trans, non mi cambia la vita. Più che altro gli farei i miei più sinceri complimenti!

Ma tra corpo femminile e corpo maschile, come cambia il punto di vista del potere?
Secondo me non c'è molta differenza. Nel libro infatti, viene raccontata una storia che ha per protagonista un uomo di potere, che a letto però ama essere dominato. La differenza non sta nel corpo, ma nella mente. Tutto dipende da cosa ti fa sentire meglio, se dominare o essere dominato.

Cosa consideri osceno e cosa erotico?
Osceno ed erotico hanno un confine molto labile che è assolutamente soggettivo. Una cosa oscena è quella che offende il pudore, ma come sappiamo tutti il senso del pudore varia da persona a persona. Nella sfera intima non c'è niente di osceno, a meno che non si vada a violare la dignità altrui. Tutto deve essere fatto con estrema complicità, senza costrizione alcuna. L'erotismo poi è quella scintilla che accende la fantasia. Un corpo vestito infatti può essere molto più erotico di un corpo completamente nudo.

Il rapporto tra politica e sesso è molto controverso: basta darla o prometterla per diventare una stellina. I primi siamo noi giornalisti a bacchettare il potente colto... in fallo. Ma nelle redazioni, per essere assunte o valorizzate, non capita spesso la medesima cosa?
Bella domanda. Può capitare in una redazione come in qualsiasi altro contesto. A me fortunatamente non è mai successo e ripensandoci quasi quasi mi sento profondamente offesa! Scherzi a parte, so che capita. Ricordo che una mia collega mi ha raccontato di aver fatto la fatidica domanda “cosa si deve fare per restare a collaborare?” al suo caporedattore di turno e lui le avrebbe risposto “cara, alla vecchia maniera”. Ma in realtà credo che ci siano problemi ancora più grossi. Per poter fare “il salto di qualità” ad un giornalista, maschio o femmina che sia, oggi basta avere un cognome famoso o essere figlio di... o amico di... e non c'è neanche bisogno di portarsi a letto nessuno. Ma se non si hanno Santi in Paradiso non si va da nessuna parte.

Quand'è che un complimento è pulito e quando no?
Un complimento è pulito quando non offende. Si può dire ad una donna che è bella senza per forza ricorrere a metafore animalesche o figurate. Per fortuna la lingua italiana ci offre un'ampia gamma di vocaboli, basta saper scegliere quello più adeguato. E non c'è niente di più bello che ricevere un complimento sincero, originale e... pulito!

Chi potrebbe essere l'angelo vendicatore delle ragazze perbene?
Le ragazze oggi per fortuna sanno vendicarsi, o meglio difendersi, da sole. Non hanno bisogno di nessun angelo custode o body guard.

Ultima curiosità: buttana si nasce o si diventa?
Un po' lo si nasce e un po' lo si diventa. Come in tutti i casi, in medio stat virtus (la virtù, in questo caso la verità, sta nel mezzo). Ma è pur vero che non si può fare questo “mestiere” se non si è predisposte.



Buttana di lusso Confessioni di una escort
pp.80, euro 9,90

Edizioni La Zisa
www.lazisa.it

mercoledì 17 febbraio 2010

Dal primo marzo in libreria: Alessia Cannizzaro (a cura di), "Buttana di lusso. Confessioni di una escort", La Zisa


Dal primo marzo in libreria

Alessia Cannizzaro
(a cura di)

Buttana di lusso
Confessioni di una escort

pp. 80, euro 9,90

ISBN 978-88-95709-54-3

Edizioni La Zisa
http://www.lazisa.it/


E l'onorevole mi disse: "Picchiami, sono un bambino cattivo!"


Una città a luci rosse annidata tra le pieghe di un perbenismo di facciata. Palermo è anche questo. E a svelarne il suo lato oscuro è Chiara (o almeno così dice di farsi chiamare), una escort palermitana che da anni lavora proprio nella sua città. Sesso a pagamento, in casa o in trasferta, appartamenti di lusso come alcove, o hotel fuori porta. Tra i suoi clienti politici, avvocati, professionisti in genere, tutta gente della “Palermo bene”. Chiara ci racconta, senza falsi pudori, vizi e virtù di una città sommersa, conditi da particolari piccanti e non sempre prevedibili.

Alessia Cannizzaro è giornalista professionista, laureata in Scienze della Comunicazione e in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Da anni lavora per tv e testate locali e nazionali. E proprio per un quotidiano palermitano ha condotto un’inchiesta sulla Palermo a luci rosse.

Introduzione di Alessia Cannizzaro

Ufficialmente si chiamano escort, ovvero accompagnatrici per uomini d’affari in viaggio, che non potendosi portare la moglie o la compagna, affittano una ragazza per affrontare in maniera più piacevole le noiose cene di lavoro e trascorrere in dolce compagnia anche il dopocena.
Esistono decine e decine di agenzie, soprattutto online, che propongono gentil donzelle per tutti i gusti, ma cosa ancora più interessante, anche per tutte le tasche. Navigando tra i vari siti ci si rende subito conto però che le escort tutto sono tranne che semplici accompagnatrici.
Le foto, quasi tutte in desabbillé, mostrano donne dalle curve generose che poco lasciano all’immaginazione. E i messaggi lasciati dalle dirette interessate sono a dir poco inequivocabili. L’offerta è sì di trascorrere una piacevole serata, ma a casa o in albergo, ovvero in luoghi chiusi e lontani da occhi indiscreti. Nessun riferimento, invece, alle eventuali cene di lavoro per cui in teoria dovrebbero essere assoldate. Offrono servizi “particolari” in cui la trasgressione è la parola d’ordine. In altre parole, se siete stanchi della solita routine e volete provare qualcosa di diverso, inventate una cena di lavoro e noleggiate una escort, per un’ora o per tutta la notte, a seconda delle vostre esigenze. Certo, raccattare una ragazza per strada può creare diversi problemi, non solo perché si rischia di essere beccati da amici e conoscenti, ma anche perché si può essere accusati di favoreggiamento della prostituzione con tutto quello che ne consegue. Difficile poi spiegarlo a casa!
Ma attenzione a chiamare le cose con il giusto nome. Il fenomeno delle escort trovate via Internet può essere tranquillamente, e senza paura di essere smentiti, definito prostituzione online, in quanto le ragazze si vendono per scopi dichiaratamente sessuali. I siti, come ci confermano le autorità preposte al controllo, hanno infatti sede legale all’estero per ovviare le misure di chiusura, previste dall’ordinamento italiano. Anche le ragazze, per sfuggire ai controlli non hanno una sede fissa, ma girano per l’Italia. Il gioco è semplice: basta cercare sui principali motori di ricerca, come Google per intenderci, “escort Palermo” e spulciare i vari siti.
Le ragazze sono divise per categoria (Top class, Deluxe, International, oltre che Trans, Gay e Lesbo), per regioni e poi anche per città. Ma a dispetto di un nord brulicante di escort, il sud, e nello specifico Palermo, sembra non disporre di una così vasta scelta. La maggior parte delle ragazze che operano nell’hinterland palermitano in realtà sono straniere o residenti in altre città, disposte comunque ad un bel viaggio isolano.
Si legge chiaramente in tutti i siti che le ragazze sono in tour per le varie città e sono disposte a raggiungere il cliente o a spostarsi da una sede all’altra con un preavviso di minimo tre giorni. I prezzi variano dalle 500 euro all’ora ai 3000 euro per l’intero week-end. Poi ovviamente c’è chi pratica lo sconto fedeltà per i clienti affezionati e chi, per evitare fregature, chiede il pagamento anticipato o una caparra al momento della prenotazione.
Discorso diverso per i siti che raccolgono annunci privati. In questo caso le bacheche vengono aggiornate quotidianamente e la scelta si fa molto più ampia. Le si può facilmente contattare via e-mail o telefonare al numero di cellulare pubblicato nell’annuncio. Messi al bando, stando a quanto scritto nei siti, gli sms e le chiamate anonime. Privacy sì, ma fino ad un certo punto.
Esplorando il mondo a luci rosse dei palermitani, prima che il fenomeno balzasse agli onori della cronaca per le note vicende dei politici italiani, mi sono imbattuta in Chiara, giovane escort nostrana che, per nulla intimorita dall’idea di riferire vizi e virtù dei suoi clienti, ha deciso di raccontarmi la sua vita a luci rosse. (Alessia Cannizzaro)

Indice:
7. Introduzione
11. La mia “prima volta”… a pagamento!
22. Giovani rampanti, belli e insoddisfatti
31. Giochi di potere fuori e dentro le lenzuola
49. Da avvocato a “cliente” abituale
58. Nobiltà perversa e perbenista
66. Quattro chiacchiere con Chiara…
71. Ringraziamenti

martedì 16 febbraio 2010

Libri/ Salafia, il maestro imbalsamatore che vinceva la morte




-- IL VELINO -- Roma, 15 FEB (Velino) - Leggenda vuole che Alfredo Salafia, il piu' importante imbalsamatore del Novecento, abbia portato con se' il segreto della sua mistura in grado di vincere la morte, come mostra il caso della piccola Rosalia Lombardo, la bambina di due anni morta nel 1920 di broncopolmonite e perfettamente conservata nella cripta dei Cappuccini a Palermo. Dopo una lunga e trionfale carriera, Salafia - che aveva lavorato fra l'altro al corpo di Francesco Crispi e il cardinal Michelangelo Celesia - aveva invece intenzione di rendere note il suo metodo di conservazione. Probabilmente avrebbe dato anche alle stampe i risultati della sua esperienza decennale se non fosse morto improvvisamente nel 1933 a causa di un ictus. Lo ha scoperto l'antropologo e ricercatore Dario Piombino-Mascali, che ha scoperto gli appunti autografi di Salafia, contenenti peraltro la formula della sua mistura "magica", e adesso confluiti in un saggio pubblicato in questi giorni dalla casa editrice palermitana La Zisa, "Il Maestro del Sonno Eterno".
E' stato cosi' possibile scoprire che a permettere ai cadaveri di sopravvivere al tempo era una composizione di glicerina, formalina, sali di zinco, alcol e acido salicilico. "Niente di straordinario dal punto di vista degli ingredienti, a eccezione della formalina, il cui primo utilizzo risale solo a pochi anni prima che Salafia iniziasse la sua attivita' - afferma al VELINO Dario Piombino -. Ma la vera caratteristica era una soluzione di paraffina sciolta in etere, che iniettata sotto pelle era in grado di dare un effetto di turgore al volto". E proprio la paraffina e' il componente che a distanza di 90 anni fa sembrare la piccola Rosala Lombardo una qualsiasi bambina dormiente.

A conservare gli appunti di Salafia erano dei discendenti della sua seconda moglie, nemmeno loro consapevoli dell'importanza di quegli scritti ne' del lontano parente acquisito, ai quali Piombino e' arrivato ricostruendo l'albero genealogico dell'imbalsamatore. Tramite la loro lettura, e' stato anche possibile scoprire le quantita' che questi raccomandava per gli interventi sui corpi da mummificare (almeno sette litri di fluido, da iniettare per via endovasale nel sistema arterioso) e la decisione di non ricorrere all'arsenico e al mercurio, nocivi per la salute. Ma Salafia sembra aver realizzato anche un'altra magia, oltre al lato estetico delle sue "opere": la conservazione degli organi interni dei cadaveri. L'analisi radiografica della piccola Rosalia Lombardo ha infatti permesso anche di sfatare una leggenda metropolitana tanto diffusa a Palermo, ovvero il fatto che l'intervento dell'imbalsamatore fosse limitato alla testa della bambina e che la copertina che la ricopre servisse in realta' a coprire lo scheletro del corpicino. Niente di piu' falso, assicura Piombino: "cervello, fegato e parte di uno dei due polmoni appaiono radiodensi e nonostante l'essiccazione appaiono perfettamente conservati". Conoscendo la formula utilizzata da Salafia, adesso sara' possibile studiare le corrette misure per la conservazione dei suoi principali lavori, a cominciare proprio da Rosalia Lombardo.
(fan) 151903 FEB 10 NNNN

lunedì 15 febbraio 2010

Invito-Palermo 5 marzo, Presentazione volume di Dario Piombino-Mascali, "Il Maestro del Sonno Eterno", Ed. La Zisa




La S.V. è invitata alla presentazione del volume


di Dario Piombino Mascali
"Il Maestro del Sonno Eterno”


Presentazione di Arthur C. Aufderheide
Prefazione di Albert R. Zink


ISBN 978-88-95709-52-9
Edizioni La Zisa
http://www.lazisa.it/


pp. 128, euro 12,00

che avrà luogo il 5 marzo alle ore 18
presso la libreria Feltrinelli
di via Cavour, 133
a Palermo

Interverranno:
Franco Nicastro, presidente Ordine dei giornalisti di Sicilia
Mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, già ministro provinciale dei Frati minori Cappuccini di Palermo.
Albert R. Zink, direttore scientifico Eurac di Bolzano – Istituto per le mummie e l’iceman
Dario Piombino-Mascali, ricercatore e paleopatologo presso l’Eurac di Bolzano e autore del saggio

Modererà: Alessia Franco, giornalista


Quali segreti custodisce Rosalia Lombardo, la ‘Bella Addormentata’ delle Catacombe di Palermo, ritenuta a ragione la più bella mummia del mondo? Quali alchimie hanno permesso la perfetta conservazione di una bambina di due anni, a quasi un secolo dalla sua morte? Chi ne è stato l’artefice? Tali interrogativi, rimasti per lunghissimo tempo irrisolti, trovano ora finalmente risposta in questo saggio dell’antropologo Dario Piombino-Mascali. Una ricostruzione appassionante della vicenda che lega la piccola Rosalia Lombardo ad Alfredo Salafia, imbalsamatore palermitano dai contorni finora velati dalla leggenda. Un viaggio avvincente, che l’autore compie prendendo per mano il lettore e conducendolo nel cuore di una storia mai rivelata prima, se non attraverso frammenti e contraddizioni. Un’attenta e meticolosa indagine, che coniuga il rigore scientifico ad uno stile accattivante ed esaustivo.
Dario Piombino-Mascali, nato a Messina nel 1977, è ricercatore presso l’Accademia Europea (EURAC) di Bolzano, dove coordina il Progetto “Mummie Siciliane”. Borsista della National Geographic Society, è stato recentemente insignito del titolo di membro onorario dall’American Society of Embalmers. Collabora attivamente con il Museo Archeologico dell’Alto Adige, i Musei Vaticani ed i Musei Reiss-Enghelhorn per lo studio scientifico di mummie umane.

Recensione de “Il prato e il pozzo” di Maria Teresa De Sanctis, ed. La Zisa



“COM’E’ STUPIDO IL MALE” di Augusto Cavadi
“Centonove” 12.2.2010
Secondo la Prefazione di Francesco Gambaro, la raccolta “Il prato e il pozzo” (La Zisa, Palermo 2009) di Maria Teresa De Sanctis contiene “racconti, anche filosoficamente ardui”. Nella misura in cui ciò è vero, è lecito leggerli con gli occhiali del filosofo. Il che significa, innanzitutto, rinunziare a focalizzare l’aspetto linguistico ed estetico, insomma l’aspetto propriamente letterario. Da questa angolazione infatti tutto ciò che ho da notare, da semplice lettore della strada, è che l’autrice mostra una cura insolita della parola. E forse è proprio in questa attenzione al vocabolo e alla costruzione della frase che si annida la differenza fra la scrittura di un ‘pensatore’ e la scrittura di uno ’scrittore’. Alcuni di noi, filosofi per mestiere e per passione, usiamo la lingua; altri, uomini e donne di letteratura, fruiscono della lingua. Altrimenti detto: alcuni ci serviamo della lingua come mero veicolo per dire altro, autori come la De Sanctis servono la lingua per farla risuonare nella maniera quanto più musicale possibile. Chi utilizza la lingua può essere un filosofo o uno scienziato o un teologo, non uno scrittore: solo chi si cura della lingua, per toglierle opacità e farla risplendere, merita d’essere chiamato scrittore (o poeta). Non sono in grado di dire se Maria Teresa sia una ‘grande’ scrittrice, ma so con certezza che appartiene alla famiglia degli scrittori. O, per lo meno, che si candida seriamente ad entrarci. Come negare questo status a chi confida di essere abitata dal “gusto per la parola cercata, inseguita e amata infine”? Ad una autrice che tiene ad evidenziare, nel dettato dei suoi racconti, un “ritmo nascosto” che è “poesia dell’esistenza, del dolore, del mistero”? (Si potrebbe notare che lo stile del giornalista dovrebbe assumere qualcosa della trasparenza comunicativa del filosofo-scienziato senza però rinunciare a qualcosa del fascino evocativo del narratore-poeta: ma è una notazione da chiudere rigorosamente fra parentesi se non si vuole perdere il filo della recensione).Subito dopo aver distinto la scrittura teoretica dalla scrittura letteraria, devo però subito aggiungere che filosofia e poesia non sono alternative ma, di solito, si intrecciano intimamente. La ragione di questo intreccio? Entrambe (se non sono chiacchierologia) vogliono dire la vita. Sono desiderio di togliere il velo all’esistenza. Con una parola abbastanza sputtanata, ma non facilmente sostituibile, cercano verità. E’ la stessa De Sanctis a confessare, nella sua Introduzione, l’origine esperienziale della sua ispirazione fantastica: “Ascolto quel che accade e basta questo per avere sempre qualcosa da raccontare”. Un buon libro di letteratura (che è sempre, come in questo caso, “una prosa che sa di poesia”) vale se ci fa conoscere un po’ meglio la dimensione nascosta, ma profonda, della realtà: esattamente come ogni buon libro di filosofia.Ma, in concreto, in questi brevi racconti, quali sono i temi filosofici toccati? Mi limiterei a sottolinearne due.Primo: l’enigma del dolore, della sofferenza, del male. E’ esagerato affermare che è il filo conduttore di questa antologia, di questo florilegio? No, ma a patto di una precisazione: non è il negativo in generale che sembra ferire direttamente il cuore di Maria Teresa De Sanctis, bensì quel negativo che dipende dalla volontà umana. Non il dolore che possono provocare, innocentemente, un terremoto o un fulmine; bensì il dolore per così dire superfluo che possono provocare uno stupro o un bombardamento aereo. Questo è il male che scandalizza di più e per il quale l’autrice non ha altri aggettivi che: “stupido”. Alla domanda angosciata ed angosciante sul perché del male, poeti e filosofi - in questo affratellati non solo fra loro ma con l’intero genere umano - non hanno risposte. Possono solo spostare la questione dalle cause prime alle prospettive future; dall’eziologia alla teleologia: come contrastare il male, smussarne gli aculei, eroderne la sovranità tracimante?Ma così, passando dalla diagnosi alla terapia, incontriamo un secondo tema del libro (anzi, probabilmente, il tema generatore): il tema dell’amore. Lo so: si ha pudore nel pronunziare un vocabolo tanto inflazionato, ma i poeti devono essere spudorati e ripetere - come fosse la prima volta - ciò che è stato già detto un milione di volte. Per fortuna, anche la De Sanctis è affetta da questa mancanza di pudore e si lascia scappare: “Si vive per questo? Sì, per l’amore, per l’altro, per celebrare la gioia dell’essersi trovati, scoperti e riuniti”.Data la rilevanza del tema, si potrebbe chiudere con l’accenno al l’amore come senso dell’esistere; ma non resisto alla tentazione di una nota in calce sul tema del tempo. Che cos’è il tempo? La filosofia tramanda da secoli la considerazione di sant’Agostino: se nessuno me lo chiede, lo so; se qualcuno mi chiede di spiegarlo, non lo so più. Ebbene, un possibile riflettore puntato sul tempo può farne emergere una delle tante sfaccettature: il tempo come occasione per sperimentare la vita eterna. Noi siamo abituati a pensare che la vita eterna inizia (se inizia) ‘dopo’ la vita terrena, temporale appunto. Ma è così? O non ha forse ragione l’anonimo autore del vangelo tradizionalmente attribuito a Giovanni , secondo il quale la vita eterna o si sperimenta ora o non la si sperimenta mai? In ogni ipotesi, è esattamente quello che sostiene anche l’autrice di questi racconti (che, molto probabilmente, non pensava minimamente a nessuna Scrittura sacra) quando scrive che “il mistero del tempo” è “sentirsi così vicino all’eterno, al supremo, al sublime”. Per l’evangelista e per la scrittrice palermitana molto ‘laica’ l’eternità non è nessuna fuga ultra-fisica: è sperimentare l’estasi dell’amore. E’ la nostra vita terrena non ‘quantitativamente’ estesa nel tempo, bensì ‘qualitativamente’ intensificata in alcuni momenti apicali che ci strappano alla impermanenza e alla transitorietà. Un personaggio di de Crescenzo l’ha espresso in maniera scanzonatamente napoletana: visto che non possiamo allungare la vita, cerchiamo almeno di allargarla.