Le Apologie tornano in libreria grazie alle Edizioni La Zisa: un progetto culturale curato da Davide Romano che, tra ebraismo, islam e cattolicesimo, rilancia il valore del dialogo religioso in un tempo segnato dai conflitti.
In un tempo in cui
il mondo sembra nuovamente attraversato da fratture profonde, da conflitti
religiosi e culturali che attraversano continenti e coscienze, il gesto più
rivoluzionario può essere, paradossalmente, quello di tornare ai libri. Non ai
libri gridati e polemici che riempiono l’attualità, ma a quei testi silenziosi
e profondi che invitano alla comprensione dell’altro. È in questo spirito che
la casa editrice Edizioni La Zisa ha
deciso di riportare in libreria una collana dimenticata ma straordinariamente
attuale: le Apologie, piccoli saggi che
raccontano dall’interno le grandi tradizioni religiose dell’umanità.
L’idea editoriale non nasce per caso. A curare la
collana è il giornalista e studioso Davide Romano,
da anni impegnato nel campo del dialogo ecumenico e interreligioso. In un’epoca
in cui il confronto tra religioni viene spesso ridotto a slogan o a
contrapposizioni ideologiche, Romano ha scelto una strada più difficile ma
anche più feconda: restituire la parola alle fonti, alle voci autorevoli che,
già un secolo fa, provavano a spiegare cosa significhi credere, pregare,
appartenere a una tradizione spirituale.
È così che riemergono tre opere pubblicate negli anni
Venti del Novecento dall’editore Angelo Fortunato Formiggini e oggi riproposte
in nuove edizioni agili e accessibili. Tre libri diversi, ma uniti da una
stessa intuizione: spiegare una fede non per contrapporla alle altre, bensì per
renderla comprensibile.
Il primo è l’Apologia
dell’ebraismo di Dante Lattes, figura
eminente dell’ebraismo italiano del Novecento. Giornalista, educatore, rabbino
e intellettuale militante, Lattes guidò per anni la Rassegna Mensile di Israel e contribuì in modo decisivo alla
diffusione della cultura ebraica in Italia. Nel suo saggio, scritto con
chiarezza e passione, emerge un’idea semplice ma decisiva: comprendere
l’ebraismo significa comprendere una parte fondamentale della storia
dell’umanità. Senza il contributo del popolo ebraico, ricorda Lattes, la
civiltà occidentale sarebbe impensabile. Le radici bibliche, la concezione
etica della storia, il monoteismo morale sono pilastri senza i quali il nostro
mondo sarebbe radicalmente diverso.
Accanto a questo volume, la collana ripropone l’Apologia dell’islamismo della grande
arabista Laura Veccia Vaglieri. Pubblicato
per la prima volta nel 1925, il libro è un piccolo capolavoro di chiarezza
scientifica e rispetto culturale. Veccia Vaglieri invita il lettore a guardare
all’Islam non attraverso il filtro dei pregiudizi, ma come a una civiltà
religiosa complessa e raffinata, fondata sulla centralità del Corano e
sull’idea della totale sottomissione a Dio. In queste pagine l’Islam appare nella
sua dimensione più autentica: una tradizione spirituale che si inserisce nella
lunga catena delle rivelazioni monoteistiche e che richiama l’uomo alla
responsabilità morale davanti all’unico Dio.
A completare il trittico è l’Apologia del cattolicesimo dello storico e teologo Ernesto Buonaiuti, figura tra le più
affascinanti e controverse del modernismo religioso italiano. Quando il libro
apparve nel 1923 suscitò polemiche e diffidenze, fino a contribuire alla
scomunica dell’autore. Buonaiuti non difendeva il cattolicesimo con le armi
della scolastica tradizionale, ma attraverso una visione spirituale e storica
del cristianesimo. Per lui il cattolicesimo rappresentava la maturazione
storica del messaggio evangelico, una forma in cui la religiosità umana trovava
la sua espressione più compiuta. Una tesi che, proprio perché libera e
personale, risultò scomoda in un tempo di rigide ortodossie.
Rimettere insieme questi tre libri oggi non è soltanto
un’operazione editoriale. È un gesto culturale e, in un certo senso, politico
nel senso più alto del termine. Significa ricordare che le religioni non sono
soltanto bandiere identitarie o strumenti di conflitto, ma anche tradizioni di
pensiero, universi simbolici, patrimoni morali.
In questo senso il lavoro di Edizioni La Zisa merita di essere definito una
vera impresa di frontiera. Non è facile, nel panorama editoriale contemporaneo,
investire su testi brevi ma densi, su opere del passato che chiedono al lettore
attenzione e curiosità intellettuale. Eppure è proprio in queste operazioni che
si misura il coraggio di una casa editrice.
Lo stesso si può dire del curatore della collana. Davide Romano appartiene a quella rara categoria
di giornalisti che non si limitano a raccontare il presente, ma cercano di
comprenderlo alla luce della storia e della cultura. Il suo impegno nel dialogo
tra le religioni non è fatto di dichiarazioni retoriche, ma di studio,
incontri, iniziative concrete. La scelta di riproporre le Apologie nasce da questa convinzione: il dialogo non si costruisce
con le buone intenzioni, ma con la conoscenza reciproca.
Così, mentre il mondo sembra dividersi sempre più tra
identità contrapposte, questi piccoli libri tornano a suggerire una verità
elementare: prima di giudicare una tradizione bisogna ascoltarla. E prima di
temere l’altro bisogna provare a comprenderlo.
Forse è proprio questa la
lezione più preziosa che arriva da una collana nata cento anni fa e riscoperta
oggi. In un tempo di conflitti globali, leggere le religioni con intelligenza e
rispetto può diventare un atto di pace. E talvolta, come dimostra questa
iniziativa editoriale, la pace comincia proprio da una libreria.
