martedì 5 febbraio 2013

Arriva in libreria: Silvano Baldi, “X con due”, Ed. La Zisa, pp. 160, euro 10


“X con due” è un doppio, ovvero un libro che contiene due racconti apparentemente diversi, ma con il comune denominatore delle inquietudini e dei travagli interiori dei protagonisti intorno ai quali si snodano le vicende. Al centro della narrazione due storie movimentate che si spostano da Palermo a Roma fino all’incantevole Parigi, in una spirale fatta di droga e di alcol, di feste e di amori tormentati. Il ritmo narrativo frenetico rappresenta il filo conduttore di una trama che percorre un iter quasi enigmistico che, specie nel secondo racconto, dà vita a un turbinio di immagini e a continue variazioni di ritmo corrispondenti ai diversi stati d’animo del narratore.

Silvano Baldi vive a Palermo, dove lavora come assistente amministrativo all’Istituto comprensivo “Renato Guttuso”. Nel 2003 esordisce con la raccolta di poesie “Nel vico degli strami”. Con le Edizioni La Zisa ha già pubblicato “Bisex and the city” (2011), che ha segnato il suo esordio come narratore.

In libreria: Francesco Billeci, “I ginestri di Portella. Poesie siciliane con traduzione in italiano”, Illustrazioni di Gaetano Porcasi


Francesco Billeci, “I ginestri di Portella. Poesie siciliane con traduzione in italiano”, Illustrazioni di Gaetano Porcasi, Ed. La Zisa, pp. 176, Euro 10,00

“I ginestri di Portella” è una raccolta che pone il lettore a riflettere su fatti storici, di cronaca, di sofferenze, soprusi e malattie, ma è anche un invito a saper andare oltre i fatti, in quanto c’è l’uomo che sa amare e voler bene. Nell’opera di Francesco Billeci c’è la storia della Sicilia, costituita da episodi tristi come la strage di Ustica, l’assassinio di Peppino Impastato, la strage di Portella delle Ginestre, luogo che da oasi di serenità in brevi secondi si è trasformata in un luogo di morte. Bedda fimmina mia, il canto triste per la perdita della propria compagna racchiude il dolore che fa testimone di solitudine. Rosi profumati rappresenta la rabbia per la disperazione di un padre alla vista della propria figlia violentata, pensa di vendicarsi per poi lasciare spazio alla ragione che quieta l’animo: la giustizia dello Stato. In Alice è nei guai, Alice rappresenta coloro che subiscono violenze sia fisica che psicologica dentro le mura domestiche, lei, violentata dal compagno della madre, da camaleonte dopo la morte del padre prende il suo posto. I Ginestri di Portella è un opera da cui emergono da un lato la parte introspettiva dell’io, che pensa, si rattrista e spera, dall’altra quella più battagliera che con coraggio denuncia i mali sociali: mafia, droga, violenza e bullismo per citarne alcuni. Si tratta di una raccolta che rivendica il rispetto per l’altro, cioè quello che possiamo chiamare ‘rispetto per l’elemento umano’, e si trasforma in bisogno ‘vitale’. L’impegno di Billeci è soprattutto etico: una necessità innata per far luce non solo dentro di sé ma pure su quegli eventi che mettono alla prova la società. (Dalla Prefazione di Enza Conti)

Francesco Billeci nato nel 1973 è uno scrittore e poeta siciliano ha già pubblicato tre romanz: “Il passato non si dimentica” (2010), “La biglia verde” (2011), “Segreti di mafia” (2012). “I ginestri di Portella” è la sua prima raccolta di poesie.

venerdì 1 febbraio 2013

In libreria la "Trilogia gattesca" di Christos Boulotis


In libreria: Christos Boulotis, “Trilogia gattesca”, Edizioni La Zisa, Traduzione di Maria Caracausi, Illustrazioni di Fotinì Stefanidi e Vasilis Papatsarouchas, Pagg. 80, Euro 14,90

I gatti di Christos Boulotis partecipano della duplice natura felina e umana. Mentre dalle estremità delle vibrisse fino alla punta della coda sono assolutamente – e irresistibilmente – mici, nutrono al contempo delicati sentimenti umani. Sono gattoni spiritosi e intraprendenti, ma si comportano da veri eroi positivi, le cui azioni sono dettate da un senso di equità e caratterizzate da una profonda esigenza di solidarietà con tutti i viventi. Se Micio-Gatto mette al servizio della società il suo fiuto investigativo per smascherare un pericoloso malvivente, il grassottello Arsenio si rivela un eroico filantropo, e infine – in una toccante celebrazione dell’amicizia – il gatto John si adopra col cane Whisky per donare il sorriso all’intero vicinato. Le loro vicende gattesche fanno sorridere, sognare e forse, chissà, inducono anche a riflettere e a non perdere la speranza... in un mondo possibilmente migliore. (Dalla Premessa di Maria Caracausi)

Christos Boulotis è nato a Mirina di Limnos (Egeo settentrionale) nel 1952. È archeologo dell’Accademia di Atene (ha effettuato scavi a Creta, Santorini, Limnos). Già professore dell’Università dello Ionio di Corfù, attualmente insegna ai corsi post laurea dell’Università di Atene e alla Scuola Superiore di Belle Arti, nonché scrittura creativa al Centro Nazionale del Libro (Ekevi). Oltre alle numerose pubblicazioni scientifiche legate alla sua specializzazione di archeologo e storico dell’arte, ha al suo attivo diverse opere di poesia e libri per l’infanzia, per i quali ha ottenuto riconoscimenti greci ed europei. Già insignito del premio internazionale Pier Paolo Vergerio nel 1989, è candidato al premio Andersen 2012 per la letteratura per l’infanzia

giovedì 10 gennaio 2013

Arriva in libreria: Sergio Marioli, “Una rosa gialla per Lucia”, La Zisa, pagg. 96, euro 10


Nata in una famiglia povera da genitori sordomuti, Lucia sin dall’infanzia è costretta ad una vita fatta di sacrifici. All’età di appena sei anni deve infatti lasciare casa e viene affidata ad una coppia di coniugi palermitani. Da questo momento imparerà a convivere con la nostalgia della sua vera famiglia, ma non si arrenderà mai all’idea di ricongiungersi con le sorelle e i genitori, neanche dopo il felice matrimonio con l’amato Sergio. “Una rosa gialla per Lucia” è la storia, scritta con passione e forte partecipazione, di una donna che, in tutta la sua normalità, mostra un carattere fuori dal comune: una donna in grado di affrontare tutte le difficoltà della vita con coraggio e decisione, distinguendosi come madre, come moglie e come donna.

Sergio Marioli è nato a Castiglione del Lago (PG) nel 1940. Nel 1959 si trasferisce a Palermo e qui  svolge l’attività di imprenditore nel settore meccanico-edilizio. “Una rosa gialla per Lucia” è il suo primo romanzo.

Palermo 12 gennaio, Si presenta “La Badante” di Giammario Gottuso



Presentazione con degustazione sabato 12 gennaio, alle ore 19, presso il Living Restaurant alle Terrazze della Rinascente di via Roma, a Palermo. “La badante” (Ed. La Zisa) questo il titolo del romanzo di Giammario Gottuso che per l’occasione leggerà alcuni brani dell’opera, verrà presentato dal giornalista Davide Romano. Al termine dell’evento, per chi volesse trattenersi, seguirà aperitivo con cena a tema preparati dallo chef Peppe Giuffré.

Il libro: Giammario Gottuso, “La badante”, La Zisa Ed., pagine 80, euro 8,00 (ISBN: 978-88-6684-033-6).

La trama: Clementine giunge in Italia all’età di ventiquattro anni dalla Croazia e il suo arrivo a Palazzo Adriano qualche anno dopo scuote la calma e l’anonimato che caratterizza il piccolo paese siciliano in provincia di Palermo. Da subito attira le attenzioni dei giovani del paese e le gelosie delle donne in età da marito consapevoli di non poter competere in bellezza ed eleganza con la giovane straniera. Il racconto è la storia, a tratti drammatica, della bella Clementine e delle vicende che l’hanno portata a diventare da badante dell’anziano ma facoltoso Andrea De Vincenti a sua attraente moglie. Al centro della vicenda il rapporto, a tratti perverso, con il nipote acquisito Giammario, e tutte le implicazioni che il gioco sentimentale instauratosi tra i due comporta.

L’autore: Giammario Gottuso è nato a Napoli nel 1943, dove si è diplomato all’Istituto Alberghiero. All’età di diciotto anni lascia la sua città natale e si trasferisce a Palermo dove, dopo una breve esperienza lavorativa presso rinomati ristoranti, lascia i fornelli e inizia l’attività di agente di commercio, sua vera vocazione. I tanti viaggi per il mondo lo portano a soddisfare il suo interesse più grande: la voglia di conoscenza di posti e persone. La badante è la sua prima pubblicazione.

mercoledì 2 gennaio 2013

“Uno sberleffo al mondo” di Maurizio Rizza


Sei piccoli spaccati di vita quotidiana che sembrano riecheggiare l’ironia narrativa di Heinrich Böll e Stefano Benni o il caustico disincanto di Luis-Ferdinand Celine. Come, ad esempio, la vicenda del quadro, regalo di nozze ad una coppia di sposini da spot pubblicitario che decidono, non comprendendone il valore artistico, di regalare ad un conoscente antipatico. Un quadro che passera' poi di mano in mano sino a fare una fine indecorosa. Quasi una parabola laica dell’amore per il brutto e dell’insipienza dei nostri tempi. O quella, oltremodo attuale, della cartomante che, dietro un’improbabile coreografia, un eloquio altisonante e uno scoop imbonito ad uno sprovveduto giornalista, nasconde la sua vera arte di borseggiatrice. Ma c’anche la parodia del Potere sempre pronto a correre i cento metri delle dichiarazioni a raffica anche su fatti insignificanti che meriterebbero solo l’onore di poche righe. O la contraddizione dell’insegnante ligia al dovere e sinceramente compenetrata del suo ruolo sociale che respinge con sdegno la richiesta di una raccomandazione, non sapendo di essere anche lei debitrice per la sua carriera all’ “interessamento” di un onorevole.
C’e' soprattutto, in queste pagine (in particolare nel racconto Il viaggio), l’insoddisfazione quasi brancatiana di vivere in una realta' provinciale e chiusa come quella siciliana. E, unitamente a questa, la voglia di fuggire lontano verso altre dimensioni culturali ed esistenziali, in terre che si presuppongono migliori. Ma i sogni, purtroppo, non sempre si avverano e comunque non per tutti. Rimane, ed ancora peggio, l’idealizzazione di una possibile alternativa. Una meravigliosa isola di Utopia relegata chissa' dove nel tempo e nello spazio. Ma quando ci si rende conto – ed e' questa amara consapevolezza, che in fondo attraversa tutto il libro, a colpire – che tra realta' immaginazione vi e' un muro invalicabile, altro non resta che lanciare uno sberleffo liberatorio al mondo intero (e anche a se stessi).

Davide Romano
La buriana e altri racconti
pp. 96
euro 5,oo
Edizioni La Zisa

“Amore, magica alchimia” di Roberta Li Chiavi


Un amore incerto, fuggevole e contraddittorio genera rimpianto, struggimento, inquietudine, ma anche serenità e felicità. I mille volti di questo sentimento in una splendida raccolta di preziosi versi di Davide Romano

Preziosa, commovente, spontanea, la raccolta di Davide Romano entra in una busta come la lettera più sentita di chi sa amare e nulla chiede se non spazio per la sua voce. I temi affrontati sono l’amore tra uomo e donna, tra padre e figlio, tra il fanciullo e il vecchio, tra esseri umani che, sin troppo consapevoli della caducità delle loro esistenze, si affannano per vivere nel modo più vero loro concesso.
Promettente e stimato giornalista, Romano si dimostra ora sensibile e attento conoscitore dell’animo umano. Venti fiori di inchiostro, raccolti tra lacrime di perle e sorrisi di petali di rosa, offerti dall’autore alla sua ‘S’ e ai suoi lettori, col sottofondo di una visione lirica velata e discreta che si fa musica di carta.
Amore del ritorno, della nostalgia, del rimpianto, della gioia per la consapevolezza e del dolore per la perdita. Storie di un sentimento che non sa, che non riesce, che non può essere amore come vorrebbe, cui non è dato vivere appieno, svilito dalle prigioni dell’abitudine, se non in precario equilibrio sull’orizzonte dei pensieri.
‘Maldestro’ suo malgrado e delicato per natura, insofferente per la non perfezione dell’uomo, il sentimento che ispira la poesia di Romano raccoglie e interpreta ciò che, più di ogni altra emozione, porta luce al cuore. Un amore dolce come il miele e puro come il latte, fatto di sospiri, pensieri e mani calde per un abbraccio nella visione del per sempre. Una magica alchimia che, fatti i conti col destino, può far fiorire il cuore o tramutarlo in pietra aridissima o regalare un’insperata gemma tra i deserti.
L’omaggio alla città turca di Afrodisia tradisce la formazione classica e l’intima convinzione dell’arte sola opportunità eternatrice di un amore immutabile e sempre autentico. Tuttavia, l’autore, pur scegliendo uno stadio di ‘pietre levigate’ a simbolo dell’amore ideale, evita di dipingere personaggi, preferendo rappresentare se stesso e il suo io.
Sono testi sofferti, spesso violentemente iconoclasti, irridenti, perché Romano scrive il bianco e il nero e sa che la vita merita di essere cantata anche nei momenti bui, forse quelli in cui, più che in altri, emerge l’animo e la forza di un uomo.
Poesie in versi liberi, belle poesie, da gustare pagina per pagina, in una lettura dolce amara come i ricordi e dal colore incerto e sfocato del futuro.

Davide Romano
L’amore maldestro
Pagine 48
Euro 3,00
Edizioni La Zisa