La casa editrice La Zisa nasce nel 1988 a Palermo e in breve tempo si afferma nel settore dell'editoria di qualità proponendo classici ormai dimenticati e nuovi autori di talento.
domenica 21 novembre 2010
sabato 20 novembre 2010
venerdì 19 novembre 2010
Una bella recensione del volume di Anna Maria Bruno “La scuola è finita” (Ed. la Zisa)
"Se la scuola è piena di colleghi serpenti" di Giancarlo Macaluso
(Giornale di Sicilia, 18 novembre 2010)
Che la scuola sia un luogo di tensioni, piccolo specchio dove si riflettono i vizi e le virtù di un Paese, microcosmo che contiene debolezze e cattiverie, slanci di generosità e cupi rancori, ciascuno di noi lo sa perché è stato studente. Ma se a dare una sbirciatina alle stanze dove il Tricolore sventola a tutela del sapere da trasmettere alle nuove generazioni è una professoressa… le cose cambiano. Spesso in peggio.
Ne esce fuori il ritratto, con tratti surreali, di una istituzione compromessa da troppe invidie, da rendite di posizione non sostenibili, da piccate reazioni e sgambetti che, alla fine, non fanno altro che danneggiare gli alunni, già disastrati di loro. Se a tutto questo aggiungete una secchiata di ironia e un ritmo serrato avrete fra le mani una bella storia come quella scritta da Anna Maria Bruno ("La scuola è finita", pp. 136, Edizioni La Zisa) che oggi pomeriggio alle 18 sarà presentata al Collegio dei Filippini di Agrigento con interventi di Massimo Muglia, Gianni Nanfa (che firma la prefazione del romanzo) ed Egidio Terrana.
La Bruno è una prof, insegna in un liceo. Il suo alter ego romanzesco è Chiara, docente che rimane avviluppata negli esami di stato da cui voleva tirarsi indietro, ma che poi accetta perché non se la sente di dire no alle sue alunne proprio nello snodo fondamentale del curriculum scolastico.
Da quel momento, tuttavia, ne accadono di tutti i colori. I membri esterni che con sadico attivismo tendono a mortificare gli sforzi degli studentelli alla prova finale, colleghi che si atteggiano a sapientoni. E la solidarietà che dalla parte opposta scatta come un meccanismo di salutare compensazione. Fra battute di spirito, situazioni paradossali, travasi di bile e qualche sorriso in soccorso dei momenti di più alta tensione quando proprio verrebbe da dire che la scuola è proprio finita. (‘GIMA’)
giovedì 18 novembre 2010
Quelle che… il bunga bunga!!! Escort, politici e professionisti nella città ipocrita e perbenista.
Quelle che… il bunga bunga!!! Escort, politici e professionisti nella città ipocrita e perbenista. Palermo 19 novembre, Presentazione del volume di Alessia Cannizzaro, “Buttana di lusso. Confessioni di una escort”, Edizioni La Zisa
Presentazione del volume “Buttana di lusso. Confessioni di una escort” di Alessia Cannizzaro, venerdì 19 novembre, alle ore 17, presso l’Aula Rostagno del Palazzo delle Aquile (piazza Pretoria 1), a Palermo. Ne discuteranno con l’autrice Stefania Blandeburgo, Elisabetta Cinà, Rosario Filoramo e Francesco Panasci.
E l'onorevole mi disse: "Picchiami, sono un bambino cattivo!"
Una città a luci rosse annidata tra le pieghe di un perbenismo di facciata. Palermo è anche questo. E a svelarne il suo lato oscuro è Chiara (o almeno così dice di farsi chiamare), una escort palermitana che da anni lavora proprio nella sua città. Sesso a pagamento, in casa o in trasferta, appartamenti di lusso come alcove, o hotel fuori porta. Tra i suoi clienti politici, avvocati, professionisti in genere, tutta gente della “Palermo bene”. Chiara ci racconta, senza falsi pudori, vizi e virtù di una città sommersa, conditi da particolari piccanti e non sempre prevedibili.
Alessia Cannizzaro è giornalista professionista, laureata in Scienze della Comunicazione e in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Da anni lavora per tv e testate locali e nazionali. E proprio per un quotidiano palermitano ha condotto un’inchiesta sulla Palermo a luci rosse.
Presentazione del volume “Buttana di lusso. Confessioni di una escort” di Alessia Cannizzaro, venerdì 19 novembre, alle ore 17, presso l’Aula Rostagno del Palazzo delle Aquile (piazza Pretoria 1), a Palermo. Ne discuteranno con l’autrice Stefania Blandeburgo, Elisabetta Cinà, Rosario Filoramo e Francesco Panasci.
E l'onorevole mi disse: "Picchiami, sono un bambino cattivo!"
Una città a luci rosse annidata tra le pieghe di un perbenismo di facciata. Palermo è anche questo. E a svelarne il suo lato oscuro è Chiara (o almeno così dice di farsi chiamare), una escort palermitana che da anni lavora proprio nella sua città. Sesso a pagamento, in casa o in trasferta, appartamenti di lusso come alcove, o hotel fuori porta. Tra i suoi clienti politici, avvocati, professionisti in genere, tutta gente della “Palermo bene”. Chiara ci racconta, senza falsi pudori, vizi e virtù di una città sommersa, conditi da particolari piccanti e non sempre prevedibili.
Alessia Cannizzaro è giornalista professionista, laureata in Scienze della Comunicazione e in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Da anni lavora per tv e testate locali e nazionali. E proprio per un quotidiano palermitano ha condotto un’inchiesta sulla Palermo a luci rosse.
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Rovigo 19 novembre, Presentazione di “Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord” (Ed. La Zisa) di Fabio Bonasera e Davide Romano
Rovigo 19 novembre, Presentazione di “Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord” (Ed. La Zisa) di Fabio Bonasera e Davide Romano
Un viaggio nel cuore della Lega Nord, guidati da chi l’esperienza del Carroccio l’ha vissuta da molto vicino, prima di voltare pagina una volta scoperto che i grandi propositi professati da quello che nacque come un movimento di lotta stavano diventando sempre più un pretesto per difendere degli interessi particolarissimi.
Parla di questo e di molto altro “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord”, il libro scritto dai giornalisti Fabio Bonasera e Davide Romano, edito da La Zisa, con prefazione di Furio Colombo, che verrà presentato a Rovigo il prossimo venerdì 19 novembre , alle 18, nella libreria Spazio Libri, in corso del Popolo 221.
All’evento, organizzato dall’Arci Ridada di Rovigo, interverrà uno degli autori, Fabio Bonasera. A moderare il dibattito sarà il giornalista Francesco Campi.
A seguire, una breve scheda informativa del libro.
Un viaggio nel cuore della Lega Nord, guidati da chi l’esperienza del Carroccio l’ha vissuta da molto vicino, prima di voltare pagina una volta scoperto che i grandi propositi professati da quello che nacque come un movimento di lotta stavano diventando sempre più un pretesto per difendere degli interessi particolarissimi.
Parla di questo e di molto altro “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord”, il libro scritto dai giornalisti Fabio Bonasera e Davide Romano, edito da La Zisa, con prefazione di Furio Colombo, che verrà presentato a Rovigo il prossimo venerdì 19 novembre , alle 18, nella libreria Spazio Libri, in corso del Popolo 221.
All’evento, organizzato dall’Arci Ridada di Rovigo, interverrà uno degli autori, Fabio Bonasera. A moderare il dibattito sarà il giornalista Francesco Campi.
A seguire, una breve scheda informativa del libro.
"Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord" di Fabio Bonasera e Davide Romano, Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90 (www.lazisa.it)
Da oltre vent'anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d'ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all'inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi.
Note sugli autori.
Da oltre vent'anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d'ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all'inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi.
Note sugli autori.
FABIO BONASERA (Messina, 1971), giornalista professionista. Gli esordi professionali nella sua città natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare alla corte de Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, è direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino.
DAVIDE ROMANO (Palermo, 1971), giornalista pubblicista. Ha lavorato per molti anni nell'ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate ed è stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia, Forum 98. Ha pubblicato, tra l'altro: Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana (2003, 2004), Piccola guida ai monasteri e ai conventi di Sicilia (2005), Il santo mendicante. Vita di Giuseppe Benedetto Labre (2005), Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera (2005); La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo (2007). Ha curato il saggio inedito del dirigente comunista Girolamo Li Causi, Terra di frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-60 (2009).
martedì 16 novembre 2010
2012: LA FINE DEL MONDO ARRIVERA’, SE “SALTA”, E’ GIA’ PRONTO L’INCUBO APOPHIS

stop
settimanale
Anno I n. 32 – 18 novembre 2010
Misteri. Un professore dell’Università di Santa Barbara ha spostato l’ora del giorno del giudizio e dovrebbe essere il 21 febbraio 2013. Sempre che l’antica profezia non sia stata mal interpretata.
2012: LA FINE DEL MONDO ARRIVERA’, SE “SALTA”, E’ GIA’ PRONTO L’INCUBO APOPHIS
Servizio di Naia Imparato
Roma – Novembre.
Quella di fare profezie catastrofiche è sicuramente una caratteristica umana, visto che l'idea che qualcosa di superiore, in coincidenza con determinate scadenze, possa distruggere il mondo, accompagna l'uomo da millenni. Questa volta il ruolo di “profeti della sventura” lo si è attribuito ai Maya. E secondo uno dei loro calendari, il Lungo Computo, che la “fine del mondo” dovrebbe avvenire tra il 21 e il 23 dicembre del 2012, giorni in cui si chiuderà il ciclo che durava da 5.125 anni circa. Un'apocalisse che però potrebbe arrivare in ritardo. II professor Gerardo Aldana dell'Università di Santa Barbara sostiene infatti che i conti Maya sono sbagliati: la fine del mondo, alla luce dei nuovi calcoli, per Aldana dovrebbe quindi arrivare il 21 febbraio 2013.
Sandra Noble, direttrice della Fondazione per il progresso degli studi mesoamericani di Crystal River (Usa), ritiene la teoria infondata: «I Maya non hanno mai parlato di fine del mondo! E’ vero, secondo il Lungo Computo, che nel dicembre 2012 finirà un ciclo, ma per loro la fine di un periodo rappresentava motivo di festa, proprio come per noi la celebrazione della fine dell'anno e dell'arrivo di quello nuovo».
Malattie, eruzioni, terremoti...
Anche su quello che succederà i catastrofisti si sono sbizzarriti: la rotazione della terra si fermerà per 72 ore; si invertiranno i poli; ci sarà un conflitto nucleare; un'epidemia; l’impatto di un asteroide, l'esplosione di una supernova; l'eruzione del vulcano di Yellowstone. «Già questa varietà estrema di scenari dovrebbe far riflettere su quanto siano precise le previsioni in questo senso. Non possono certo avere ragione tutti!», afferma Paolo Attivissimo, giornalista, esperto di bufale on line. E gli scienziati, cosa dicono? Ne parliamo con Walter Ferreri, astronomo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica che lavora all'Osservatorio di Torino e autore dei libro “La verità sul 2012” (La Zisa). «Tra i fenomeni astronomici rilevanti del 2012 ci sarà, il 6 giugno, il passaggio di Venere davanti al Sole, molto raro (il prossimo avverrà nel 2117), mentre il 13 novembre ci sarà un'eclisse totale di Sole (avviene mediamente ogni 18 mesi) visibile in Australia; in agosto, si avrà la Luna piena due volte e, in marzo, Marte si avvicinerà alla Terra. Nessuno di questi avvenimenti, però, avrà un risvolto pericoloso», chiarisce il dottor Ferreri.
«Che un impatto con un asteroide o con una cometa possa avvenire, nemmeno gli scienziati possono escluderlo a priori. E’ una possibilità, ma per ora non c'è nulla di noto. L'unico asteroide che potrebbe impattarsi con la Terra (ma c'è una probabilità su 100mila che ciò avvenga) è Apophis. Se succedesse, comunque, sarebbe nel 2036 e interesserebbe solo alcune zone del pianeta. Anche eventuali eruzioni solari, possibili non nel 2012 ma l'anno successivo, causerebbero danni all'elettronica, mandando in tilt centrali elettriche o satelliti, ma niente di più». Quindi, possiamo dormire tranquilli. Anche perché, caso mai qualcuno si sbagliasse… meglio vivere bene fino all'ultimo minuto!
settimanale
Anno I n. 32 – 18 novembre 2010
Misteri. Un professore dell’Università di Santa Barbara ha spostato l’ora del giorno del giudizio e dovrebbe essere il 21 febbraio 2013. Sempre che l’antica profezia non sia stata mal interpretata.
2012: LA FINE DEL MONDO ARRIVERA’, SE “SALTA”, E’ GIA’ PRONTO L’INCUBO APOPHIS
Servizio di Naia Imparato
Roma – Novembre.
Quella di fare profezie catastrofiche è sicuramente una caratteristica umana, visto che l'idea che qualcosa di superiore, in coincidenza con determinate scadenze, possa distruggere il mondo, accompagna l'uomo da millenni. Questa volta il ruolo di “profeti della sventura” lo si è attribuito ai Maya. E secondo uno dei loro calendari, il Lungo Computo, che la “fine del mondo” dovrebbe avvenire tra il 21 e il 23 dicembre del 2012, giorni in cui si chiuderà il ciclo che durava da 5.125 anni circa. Un'apocalisse che però potrebbe arrivare in ritardo. II professor Gerardo Aldana dell'Università di Santa Barbara sostiene infatti che i conti Maya sono sbagliati: la fine del mondo, alla luce dei nuovi calcoli, per Aldana dovrebbe quindi arrivare il 21 febbraio 2013.
Sandra Noble, direttrice della Fondazione per il progresso degli studi mesoamericani di Crystal River (Usa), ritiene la teoria infondata: «I Maya non hanno mai parlato di fine del mondo! E’ vero, secondo il Lungo Computo, che nel dicembre 2012 finirà un ciclo, ma per loro la fine di un periodo rappresentava motivo di festa, proprio come per noi la celebrazione della fine dell'anno e dell'arrivo di quello nuovo».
Malattie, eruzioni, terremoti...
Anche su quello che succederà i catastrofisti si sono sbizzarriti: la rotazione della terra si fermerà per 72 ore; si invertiranno i poli; ci sarà un conflitto nucleare; un'epidemia; l’impatto di un asteroide, l'esplosione di una supernova; l'eruzione del vulcano di Yellowstone. «Già questa varietà estrema di scenari dovrebbe far riflettere su quanto siano precise le previsioni in questo senso. Non possono certo avere ragione tutti!», afferma Paolo Attivissimo, giornalista, esperto di bufale on line. E gli scienziati, cosa dicono? Ne parliamo con Walter Ferreri, astronomo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica che lavora all'Osservatorio di Torino e autore dei libro “La verità sul 2012” (La Zisa). «Tra i fenomeni astronomici rilevanti del 2012 ci sarà, il 6 giugno, il passaggio di Venere davanti al Sole, molto raro (il prossimo avverrà nel 2117), mentre il 13 novembre ci sarà un'eclisse totale di Sole (avviene mediamente ogni 18 mesi) visibile in Australia; in agosto, si avrà la Luna piena due volte e, in marzo, Marte si avvicinerà alla Terra. Nessuno di questi avvenimenti, però, avrà un risvolto pericoloso», chiarisce il dottor Ferreri.
«Che un impatto con un asteroide o con una cometa possa avvenire, nemmeno gli scienziati possono escluderlo a priori. E’ una possibilità, ma per ora non c'è nulla di noto. L'unico asteroide che potrebbe impattarsi con la Terra (ma c'è una probabilità su 100mila che ciò avvenga) è Apophis. Se succedesse, comunque, sarebbe nel 2036 e interesserebbe solo alcune zone del pianeta. Anche eventuali eruzioni solari, possibili non nel 2012 ma l'anno successivo, causerebbero danni all'elettronica, mandando in tilt centrali elettriche o satelliti, ma niente di più». Quindi, possiamo dormire tranquilli. Anche perché, caso mai qualcuno si sbagliasse… meglio vivere bene fino all'ultimo minuto!
venerdì 12 novembre 2010
In libreria: Dora Angela Ruvolo, CORRADINO, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 9,90
La vita scorre sempre uguale fra i campi. Ma i una giornata come tante altre Corradino di Svevia – grondante di sangue e in pericolo di vita – fa irruzione in casa di una famiglia di contadini ignari, fino a quel momento, delle vicende politiche che si stanno consumando in Sicilia. Un romanzo avvincente, raccontato dalla voce di una giovane che, dopo la morte di Corradino, è portata – da se stessa e dagli eventi – a nascere e morire tante volte, a spendersi, pur non essendo Siciliana, nella lotta contro gli Angioini insieme alle fiere donne di Messina. Per ogni battaglia vinta, Costanza indossa il guanto che Corradino le ha lanciato prima di morire, e con questo fa suonare a festa le campane. Un punto di vista originale, in cui si intrecciano sentimenti corali e inconfessabili introspezioni, fa di questa vicenda un romanzo storico e, insieme, un intenso percorso di formazione.
Dora Angela Ruvolo è nata e vive a Palermo. “Sono nata il 29 febbraio di un anno bisestile, motivo per cui pur essendo nonna di quattro nipoti non ho ancora raggiunto la maggiore età – scrive di se stessa –. So comunque di essere nata nell’anno del Drago di ferro e sotto il segno dei Pesci e nell’ora della Pecora. Ancora non mi capacito d’essere mortale: è l’unico vero problema che non saprò mai risolvere. Se avessi potuto scegliere, credo che avrei evitato di nascere donna e qui: non che mi sia andata proprio male, ma troppe cose della mia reale condizione non mi appartengono.”
Dora Angela Ruvolo è nata e vive a Palermo. “Sono nata il 29 febbraio di un anno bisestile, motivo per cui pur essendo nonna di quattro nipoti non ho ancora raggiunto la maggiore età – scrive di se stessa –. So comunque di essere nata nell’anno del Drago di ferro e sotto il segno dei Pesci e nell’ora della Pecora. Ancora non mi capacito d’essere mortale: è l’unico vero problema che non saprò mai risolvere. Se avessi potuto scegliere, credo che avrei evitato di nascere donna e qui: non che mi sia andata proprio male, ma troppe cose della mia reale condizione non mi appartengono.”
mercoledì 10 novembre 2010
Ötzi alla Florence Tattoo Convention

Dal 5 al 7 novembre, la Fortezza Da Basso di Firenze ha ospitato la terza edizione della Florence Tattoo Convention.
Un percorso interamente dedicato al tatuaggio e alla sua storia senza tempo, oltre 120 partecipanti da tutto il mondo e una serie di eventi collaterali, come le danze tribali della Polinesia e la mostra “Eternal Signs: Mummies of the World”, sulle mummie tatuate. Un viaggio di tre giorni incentrato quindi non soltanto su tatuaggi e tatuatori che oggi affollano le città, ma anche sulla storia di quest'arte millenaria. In questo contesto si sono inseriti gli interventi del ricercatore EURAC Dario Piombino-Mascali e dell'antropologo statunitense Lars Krutak, conduttore della trasmissione Tattoo hunter/Global ink su Discovery Channel.
Autore del noto saggio “Il Maestro del Sonno Eterno” (pubblicato dalla casa editrice la Zisa di Palermo) in cui è stato finalmente svelato il mistero della formula di imbalsamazione di Rosalia Lombardo - la piccola mummia conservata alle Catacombe di Palermo e preparata dal finora ignoto imbalsamatore Alfredo Salafia - Piombino-Mascali ha presentato un excursus sulle mummie tatuate e sulla ragione di tale pratica, dalle precolombiane Cinchorro agli esemplari egizi e siberiani. Lars Krutak si è invece soffermato sulla storia e le origini del tatuaggio tribale e sul suo significato spirituale.
Particolare attenzione è stata riservata dal ricercatore dell'EURAC ad Ötzi, la mummia di Similaun custodita al Museo Archeologico dell'Alto-Adige ed ai suoi 57 tatuaggi, probabilmente fra le prime evidenze di agopuntura.
“L'interesse crescente che riscuote una mummia come Ötzi è indice di una forte volontà da parte di un numero sempre maggiore di fruitori di accostarsi a un mondo remoto e affascinante, a modi di vita e usi, compreso quello del tatuaggio, che valicano le barriere del tempo”, commenta Albert Zink, direttore dell'Istituto per le Mummie e l'Iceman dell'EURAC.
Scoperto accidentalmente nel 1991, Ötzi è presto diventato per molti il simbolo di un mondo ancora tutto da scoprire e da portare con sé, come dimostra il tatuaggio della mummia sull'avambraccio sinistro di Brad Pitt.
lunedì 8 novembre 2010
“Il volto nascosto della Lega Nord” di Maurizio Rizza
Da lungo tempo nutrivamo il sospetto che dietro il volto efficientista dei massimi dirigenti della Lega Nord si nascondesse una faccia arruffona e affaristica come eravamo abituati a vedere nel nefasto cinquantennio della cosiddetta Prima Repubblica.
La rozzezza del linguaggio, il parlare a vanvera di una mitica ed inesistente Padania, la semplificazione della politica a chiacchiericcio da osteria, l’ossessiva e petulante difesa degli interessi del proprio territorio come se fosse un affare privato, le camicie e i fazzoletti verdi che ricordano altre camicie di più cupo colore del famigerato Ventennio, gli attacchi ai diversi comunque essi siano (omosessuali, rom, africani, asiatici, ecc.), certe manifestazioni di dubbio gusto come gli elmi cornuti, l’ampolla d’acqua del dio Po e altre simili idiozie, lasciavano il dubbio che dietro a tutta questa messinscena cialtronesca si celasse soltanto il vuoto delle idee, come in effetti è, e che il farsi e sentirsi parte di quella gente del Nord che ancora si crede in diritto di dare lezioni di operosità e correttezza al resto del Paese e soprattutto a coloro che abitano da Roma in giù, non fosse nient’altro che un bisogno di consolidare una comune identificazione tra partito e popolo che pure di per sé non è un atto sbagliato, se preso con le dovute cautele e i necessari distinguo.
Una classe dirigente è tale solo quando si propone di educare, correggere e migliorare gli uomini e le donne che la seguono, e non si limita soltanto a raccoglierne gli umori, i vizi e le paure amplificandone a dismisura i contenuti fino a farli diventare verità incontrovertibili.
Fosse stato solo questo, ne avremmo riso amaramente, compiangendo magari la triste decadenza di quel Nord illuminato, tollerante e industrioso a cui guardiamo ancora con orgoglio, simpatia e, perché no, con un pizzico di riconoscenza. Ma ora abbiamo la conferma che il marcio si annida anche tra gli istrioneschi emuli di Alberto da Giussano. Ci è bastato leggere un documentatissimo libro di due giornalisti siciliani Fabio Bonasera e Davide Romano (Inganno padano. La vera storia della Lega Nord, La Zisa, 2010, pp. 176, € 14,90) per trovare conferma a quelle che erano solo delle vaghe supposizioni.
Veniamo così a sapere, e ce lo confermano ex militanti della Lega da lungo tempo fuoriusciti o forzatamente allontanati, di operazioni finanziarie mal condotte che sono costate fior di quattrini a tanti ingenui militanti, di imbrogli pagati con i soldi pubblici, di scandalose pratiche di nepotismo che noi meridionali conosciamo benissimo e di cui pensavamo di avere, purtroppo, l’esclusiva, di meschine gelosie e rivalità indegne di un partito che agli inizi si era presentato come moralizzatore del costume politico nazionale, della occupazione di spazi di potere come la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista avevano, ma con ben altro profilo, rastrellato per decenni, di abusi piccoli e grandi di amministratori pubblici, e di altre consimili nequizie che soltanto coloro che hanno frequentato o frequentano le segrete stanze del Carroccio conoscono perfettamente.
Ci spieghiamo anche il repentino voltafaccia di Bossi nei confronti del cavalier Berlusconi, in un primo tempo accusato di essere mafioso, e poi diventato un inossidabile alleato. È una storia pirandelliana, che dietro alla concessione di un prestito per il pagamento di un debito non soluto col rischio di finire in carcere per bancarotta fraudolenta, sottintende una mutua propensione al ricatto: io ti tengo in pugno perché se mi tradisci ti sputtano di fronte ai tuoi elettori che ti faranno a pezzi e in più ti concedo certe libertà nella tua Padania, dice l’uno; e l’altro, io se ti faccio mancare i miei voti in Parlamento ti getto in faccia ai giudici che ti vogliono processare, ma ti concedo di farti le leggi in favore del tuo impero economico, che se non ti mettevi in politica si sarebbe sciolto come neve al sole. Uno scambio di cortesie, ma non fra gentiluomini. Parole non scritte, ovviamente; soltanto pensieri che ciascuno dei due conosce perfettamente.
Due tipi così non possono non essere alleati, e lo saranno sempre perché tanto hanno da perdere camminando separati e al contrario molto da guadagnare finché riusciranno ad imbonire con le loro facezie una larga fetta di elettorato facile a farsi sedurre da promesse mirabolanti o da favori assai remunerativi. Tutto il resto: lo Stato, i cittadini, il federalismo (sempre ammesso che sia questa la soluzione dei mali del nostro Paese, della qual cosa ne dubitiamo profondamente), la Padania sono soltanto frottole per gonzi abilmente centellinate per tenere stretti a sé i propri elettori. Quello che realmente conta è l’impunità e il tornaconto per sé, per i loro parenti e gli amici più stretti.
Qualcuno obietterà che l’origine meridionale di Bonasera e Romano è sospetta di partigianeria, altri diranno che le fonti di cui si sono serviti per stendere il loro volume sono certamente da ascriversi all’odiato comunismo nostrano, o che le testimonianze raccolte sono inficiate dall’astio personale covato dai transfughi del Carroccio (Fabrizio Comencini, Gianfranco Biolzi, Ettore Beggiato). Siamo pronti a scommettere. E siamo pure pronti a scommettere che milioni di elettori presteranno fede ai tanti corifei di lor signori. Di asini coi paraocchi sono piene le strade.
Va da sé che non tutto quanto hanno scritto i due autori è pienamente condivisibile.
Ogni autore sa bene però che potrà essere criticato, che le sue parole potranno essere accolte con riserva, o completamente rigettate. Fa parte delle regole del gioco. È una questione di libertà, che è innanzi tutto rispetto reciproco dei ruoli. Purtroppo nel nostro Paese sono tanti coloro che delle regole democratiche fanno giornalmente carneficina. Il dissenso o la semplice critica possono diventare un delitto di lesa maestà, con tutte le conseguenze che ne possono derivare in termini di dileggio, ostracismo e, nel peggiore dei casi, di distruzione morale del dissenziente.
Ma tant’è. Così vanno le cose nell’Italia di Bossi e Berlusconi. E se non c’è da stare allegri, da quando l’opera di normalizzazione del pensiero va raccogliendo i suoi frutti avvelenati, è anche vero però che proprio in ragione di ciò abbiamo bisogno, un disperato bisogno, di scrittori, intellettuali, giornalisti che, rifuggendo dai comodi e gratificanti vantaggi che offre l’omologazione culturale, preferiscono raccontare la realtà anche nei suoi lati più oscuri, rischiando in prima persona, specialmente quando si indaga nei meandri oscuri del potere: e quello odierno è uno dei peggiori che l’Italia ha conosciuto dai tempi dell’unificazione.
La verità è sempre rivoluzionaria, diceva qualcuno: è una massima vera e sempre attuale, che prima o dopo trova la forza di riemergere dalle nebbie della mistificazione, dell’inganno e dell’oscurantismo forzato. Ecco perché, per il bene di tutti, settentrionali e meridionali, dobbiamo essere grati a Fabio Bonasera e Davide Romano di averci svelato, in questo libro, il volto nascosto della Lega Nord. È una piccola pietra, una delle tante piccole pietre che possono far crollare il massiccio castello del centro-destra italiano. Del resto, sono le piccole pietre che cambiano la storia.
Fabio Bonasera e Davide Romano, "Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord", Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90
La rozzezza del linguaggio, il parlare a vanvera di una mitica ed inesistente Padania, la semplificazione della politica a chiacchiericcio da osteria, l’ossessiva e petulante difesa degli interessi del proprio territorio come se fosse un affare privato, le camicie e i fazzoletti verdi che ricordano altre camicie di più cupo colore del famigerato Ventennio, gli attacchi ai diversi comunque essi siano (omosessuali, rom, africani, asiatici, ecc.), certe manifestazioni di dubbio gusto come gli elmi cornuti, l’ampolla d’acqua del dio Po e altre simili idiozie, lasciavano il dubbio che dietro a tutta questa messinscena cialtronesca si celasse soltanto il vuoto delle idee, come in effetti è, e che il farsi e sentirsi parte di quella gente del Nord che ancora si crede in diritto di dare lezioni di operosità e correttezza al resto del Paese e soprattutto a coloro che abitano da Roma in giù, non fosse nient’altro che un bisogno di consolidare una comune identificazione tra partito e popolo che pure di per sé non è un atto sbagliato, se preso con le dovute cautele e i necessari distinguo.
Una classe dirigente è tale solo quando si propone di educare, correggere e migliorare gli uomini e le donne che la seguono, e non si limita soltanto a raccoglierne gli umori, i vizi e le paure amplificandone a dismisura i contenuti fino a farli diventare verità incontrovertibili.
Fosse stato solo questo, ne avremmo riso amaramente, compiangendo magari la triste decadenza di quel Nord illuminato, tollerante e industrioso a cui guardiamo ancora con orgoglio, simpatia e, perché no, con un pizzico di riconoscenza. Ma ora abbiamo la conferma che il marcio si annida anche tra gli istrioneschi emuli di Alberto da Giussano. Ci è bastato leggere un documentatissimo libro di due giornalisti siciliani Fabio Bonasera e Davide Romano (Inganno padano. La vera storia della Lega Nord, La Zisa, 2010, pp. 176, € 14,90) per trovare conferma a quelle che erano solo delle vaghe supposizioni.
Veniamo così a sapere, e ce lo confermano ex militanti della Lega da lungo tempo fuoriusciti o forzatamente allontanati, di operazioni finanziarie mal condotte che sono costate fior di quattrini a tanti ingenui militanti, di imbrogli pagati con i soldi pubblici, di scandalose pratiche di nepotismo che noi meridionali conosciamo benissimo e di cui pensavamo di avere, purtroppo, l’esclusiva, di meschine gelosie e rivalità indegne di un partito che agli inizi si era presentato come moralizzatore del costume politico nazionale, della occupazione di spazi di potere come la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista avevano, ma con ben altro profilo, rastrellato per decenni, di abusi piccoli e grandi di amministratori pubblici, e di altre consimili nequizie che soltanto coloro che hanno frequentato o frequentano le segrete stanze del Carroccio conoscono perfettamente.
Ci spieghiamo anche il repentino voltafaccia di Bossi nei confronti del cavalier Berlusconi, in un primo tempo accusato di essere mafioso, e poi diventato un inossidabile alleato. È una storia pirandelliana, che dietro alla concessione di un prestito per il pagamento di un debito non soluto col rischio di finire in carcere per bancarotta fraudolenta, sottintende una mutua propensione al ricatto: io ti tengo in pugno perché se mi tradisci ti sputtano di fronte ai tuoi elettori che ti faranno a pezzi e in più ti concedo certe libertà nella tua Padania, dice l’uno; e l’altro, io se ti faccio mancare i miei voti in Parlamento ti getto in faccia ai giudici che ti vogliono processare, ma ti concedo di farti le leggi in favore del tuo impero economico, che se non ti mettevi in politica si sarebbe sciolto come neve al sole. Uno scambio di cortesie, ma non fra gentiluomini. Parole non scritte, ovviamente; soltanto pensieri che ciascuno dei due conosce perfettamente.
Due tipi così non possono non essere alleati, e lo saranno sempre perché tanto hanno da perdere camminando separati e al contrario molto da guadagnare finché riusciranno ad imbonire con le loro facezie una larga fetta di elettorato facile a farsi sedurre da promesse mirabolanti o da favori assai remunerativi. Tutto il resto: lo Stato, i cittadini, il federalismo (sempre ammesso che sia questa la soluzione dei mali del nostro Paese, della qual cosa ne dubitiamo profondamente), la Padania sono soltanto frottole per gonzi abilmente centellinate per tenere stretti a sé i propri elettori. Quello che realmente conta è l’impunità e il tornaconto per sé, per i loro parenti e gli amici più stretti.
Qualcuno obietterà che l’origine meridionale di Bonasera e Romano è sospetta di partigianeria, altri diranno che le fonti di cui si sono serviti per stendere il loro volume sono certamente da ascriversi all’odiato comunismo nostrano, o che le testimonianze raccolte sono inficiate dall’astio personale covato dai transfughi del Carroccio (Fabrizio Comencini, Gianfranco Biolzi, Ettore Beggiato). Siamo pronti a scommettere. E siamo pure pronti a scommettere che milioni di elettori presteranno fede ai tanti corifei di lor signori. Di asini coi paraocchi sono piene le strade.
Va da sé che non tutto quanto hanno scritto i due autori è pienamente condivisibile.
Ogni autore sa bene però che potrà essere criticato, che le sue parole potranno essere accolte con riserva, o completamente rigettate. Fa parte delle regole del gioco. È una questione di libertà, che è innanzi tutto rispetto reciproco dei ruoli. Purtroppo nel nostro Paese sono tanti coloro che delle regole democratiche fanno giornalmente carneficina. Il dissenso o la semplice critica possono diventare un delitto di lesa maestà, con tutte le conseguenze che ne possono derivare in termini di dileggio, ostracismo e, nel peggiore dei casi, di distruzione morale del dissenziente.
Ma tant’è. Così vanno le cose nell’Italia di Bossi e Berlusconi. E se non c’è da stare allegri, da quando l’opera di normalizzazione del pensiero va raccogliendo i suoi frutti avvelenati, è anche vero però che proprio in ragione di ciò abbiamo bisogno, un disperato bisogno, di scrittori, intellettuali, giornalisti che, rifuggendo dai comodi e gratificanti vantaggi che offre l’omologazione culturale, preferiscono raccontare la realtà anche nei suoi lati più oscuri, rischiando in prima persona, specialmente quando si indaga nei meandri oscuri del potere: e quello odierno è uno dei peggiori che l’Italia ha conosciuto dai tempi dell’unificazione.
La verità è sempre rivoluzionaria, diceva qualcuno: è una massima vera e sempre attuale, che prima o dopo trova la forza di riemergere dalle nebbie della mistificazione, dell’inganno e dell’oscurantismo forzato. Ecco perché, per il bene di tutti, settentrionali e meridionali, dobbiamo essere grati a Fabio Bonasera e Davide Romano di averci svelato, in questo libro, il volto nascosto della Lega Nord. È una piccola pietra, una delle tante piccole pietre che possono far crollare il massiccio castello del centro-destra italiano. Del resto, sono le piccole pietre che cambiano la storia.
Fabio Bonasera e Davide Romano, "Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord", Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90
venerdì 5 novembre 2010
IL KILLER BUDDISTA di Amelia Crisantino (La Repubblica, domenica 31 ottobre 2010)

ALESSANDRO CITARRELLA FIORE, “I ribelli della luna”, Edizioni La Zisa, Pagine 90, Euro 8
STORIA di killer, prostitute e racket a Palermo: ma niente stereotipi, scrittura molto consapevole e controllata, atmosfera pulp e ironica al punto giusto. Ne “I ribelli della luna” di Alessandro Citarrella Fiore, la capacità di usare violenza senza starci tanto a pensare ,è il primo dei requisiti richiesti: protagonista – voce narrante è un killer alla Tarantino, che pratica la musica e ama la letteratura. Svelto di mano, insensibile solo all'apparenza, il killer Ax s'è innamorato di una prostituta di colore. Lei sta accumulando i quattrini necessari a riscattare la sua libertà, lui passa a salutarla prima di andare al lavoro. Come un qualsiasi bravo ragazzo. Al momento va ad ammazzare un paio dei nemici del suo capo, ma nel tempo libero è un non violento persino un po' buddista: il suo più grande desiderio è aiutare gli altri, fare sempre "la cosa giusta". Ax sente di essere solo uno che vive in un mondo violento, uno che vuole fare bene il suo lavoro. A tempo perso "protegge" un paio di ragazze, ma non vorrebbe mai essere uno sfruttatore. Solo, lui le protegge dai pericoli della strada. Qualche piccola guerra di mafia diventa un elettrico confronto fra gang rivali, quasi una partita a flipper veloce e tutta giocata sul filo del rasoio. Il Grande Capo si chiama 'u Panzuni, sentimentale e spietato si avvia a diventare il re della malavita palermitana. La sua scalata costerà molte vite ma, dice Ax, «ogni guerra ha i suoi eroi».
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lunedì 1 novembre 2010
“La verità sul 2012” di Walter Ferreri (La Zisa). Recensione di Massimiliano Razzano (“le Stelle”, novem-bre 2010 – n. 89)
“La verità sul 2012” di Walter Ferreri (La Zisa). Recensione di Massimiliano Razzano (“le Stelle”, novem-bre 2010 – n. 89)
Walter Ferreri, “La verità sul 2012”, Edizioni La Zisa, Pagine 112, Prezzo € 8,90
Davvero nel 2012 finirà il mondo come hanno previsto i Maya? Alzi la mano chi non ha sentito questa do-manda almeno una volta. Chiariamo subito dicendo che non ci sono prove scientifiche di una catastrofe planetaria nel 2012. Inoltre, secondo quanto ci insegnano gli archeologi, i Maya non si sono mai sognati di far finire il mondo nel 2012 (v. Le Stelle n. 79, pp. 32-36). Tutto il fracasso mediatico intorno al fatidico anno 2012 non è altro che l'ennesima colossale bufala, come ci racconta Walter Ferreri nel suo nuovo libro.
Dove nasce la convinzione che la fine del mondo debba avvenire nel 2012, per la precisione il 21 dicembre? Senza dubbio l'idea di un "giorno del giudizio" è molto antica e se ne trovano tracce in molte civiltà, da quella ebraica fino alle varie previsioni funeste che circolavano nel Medioevo. Molti conoscono il celebre detto "Mil-le e non più Mille", creato allo scadere del primo millennio e riproposto molto più recentemente nel 1999. Per fortuna siamo ancora qui, alle prese con la prossima imminente fine del mondo, almeno secondo le previsioni di nuove teorie pseudoscientifiche. L'idea del 2012 nasce a metà degli anni '70, quanto lo scrittore Frank Waters notò in uno dei suoi romanzi che nel 2012 finiva un ciclo del calendario Maya chiamato baktun 13. Un baktun dura poco più di 394 anni, e al suo termine il calendario Maya mostra una stringa di zeri, come un contachilometri dopo una sfilza di nove. Negli anni successivi il baktun 13 è stato collegato a vari fenomeni, dagli allineamenti planetari all'incon-tro con una pioggia di corpi cometari. Libro dopo libro, anno dopo anno, la verità storica sul calendario Maya è stata quindi distorta e associata agli scenari catastrofici più improbabili, falsi ma che fanno vendere un sacco di libri. Nella prima parte del libro l'autore passa in rassegna tutti gli aspetti "astronomici" di questa ennesima profezia di catastrofe. Tra allineamenti cosmici, calendario Maya e quartine di Nostradamus, che non poteva di certo man-care in questa galleria delle bufale, l'autore ci mostra quali sono davvero gli eventi astronomici del 2012. Fra cui troviamo un transito di Venere sul disco del Sole i16 giugno, un'opposizione di Marte il 3 marzo e una "Blue Moon" nel mese di agosto. "Blue Moon" non significa che la Luna diventa blu, ma è solamente un modo di dire americano per definire la seconda Luna Piena nello stesso mese. Si parla, insomma, di eventi astronomici molto inte-ressanti ma di certo non catastrofici.
In realtà i problemi di cui dovremo preoccuparci sono ben altri, perché il cosmo può essere ben, più minac-cioso e imprevedibile. Il nostro pianeta potrebbe essere colpito ad esempio da una cometa o da un asteroide. Per farci un'idea dell'impatto di una cometa possiamo ricordare l'evento Tunguska, che il mattino del 30 giugno 1908 devastò 60 km2 di taiga siberiana. Parlando di asteroidi, ricordiamo che uno di essi potrebbe aver causato l'estinzione dei dinosauri circa 65 milioni di anni fa. Guardando al futuro, appare minaccioso l'incontro con l'asteroide Apophis nel 2036, sebbene le probabilità di un impatto siano veramente minime. Sicuramente la comunità internazionale segui-rà il percorso di Apophis nella sua orbita, e il tempo a disposizione ci fa pensare che saremo in grado di combattere questa eventuale minaccia futura. Vi sono poi eventi improvvisi e non prevedibili, come l'esplosione di una supernova, che sarebbe letale se esplodesse entro circa 60 anni luce di distanza da noi. Al momento non cono-sciamo stelle così vicine pronte a esplodere, ma dobbiamo comunque ricordarci che nell'Universo possono esserci esplosioni ben più potenti, come i famosi lampi gamma, che potrebbero diventare molto pericolosi in caso di esplosioni ravvicinate. Parlando di catastrofi globali, non dobbiamo dimenticare le minacce dal sottosuolo, come ter-remoti ed enormi eruzioni. A questo proposito basta ricordare che il Parco Naturale di Yellowstone si trova al di sopra di un'immensa caldera vulcanica di circa 70 km di diametro. Sono proprio queste minacce cosmiche l'argomento della seconda parte del libro, che passa in rassegna le attuali conoscenze scientifiche su quella che potrebbe davvero essere la fine del mondo ma non nel 2012 bensì in un remoto futuro.
Walter Ferreri è ben noto ai nostri lettori e non ha certo bisogno di presentazioni. Astronomo dell'Osservatorio di Pino Torinese e consulente scientifico di "Nuovo Orione", la rivista "cugina" de Le Stelle, svolge da anni un'attività divulgativa di primo piano. Con questo nuovo libro Ferreri ci regala un esempio della sua capacità di divul-gatore, utilizzando il 2012 come spunto per raccontarci temi scientifici di grande interesse come le catastrofi planetarie di origine astronomica. Una lettura sicuramente piacevole, con la quale potremo rassicurare amici e parenti ter-rorizzati dal 2012. E magari farli riflettere sulle reali catastrofi cosmiche che minacciano il nostro piccolo pianeta azzurro.
Walter Ferreri, “La verità sul 2012”, Edizioni La Zisa, Pagine 112, Prezzo € 8,90
Davvero nel 2012 finirà il mondo come hanno previsto i Maya? Alzi la mano chi non ha sentito questa do-manda almeno una volta. Chiariamo subito dicendo che non ci sono prove scientifiche di una catastrofe planetaria nel 2012. Inoltre, secondo quanto ci insegnano gli archeologi, i Maya non si sono mai sognati di far finire il mondo nel 2012 (v. Le Stelle n. 79, pp. 32-36). Tutto il fracasso mediatico intorno al fatidico anno 2012 non è altro che l'ennesima colossale bufala, come ci racconta Walter Ferreri nel suo nuovo libro.
Dove nasce la convinzione che la fine del mondo debba avvenire nel 2012, per la precisione il 21 dicembre? Senza dubbio l'idea di un "giorno del giudizio" è molto antica e se ne trovano tracce in molte civiltà, da quella ebraica fino alle varie previsioni funeste che circolavano nel Medioevo. Molti conoscono il celebre detto "Mil-le e non più Mille", creato allo scadere del primo millennio e riproposto molto più recentemente nel 1999. Per fortuna siamo ancora qui, alle prese con la prossima imminente fine del mondo, almeno secondo le previsioni di nuove teorie pseudoscientifiche. L'idea del 2012 nasce a metà degli anni '70, quanto lo scrittore Frank Waters notò in uno dei suoi romanzi che nel 2012 finiva un ciclo del calendario Maya chiamato baktun 13. Un baktun dura poco più di 394 anni, e al suo termine il calendario Maya mostra una stringa di zeri, come un contachilometri dopo una sfilza di nove. Negli anni successivi il baktun 13 è stato collegato a vari fenomeni, dagli allineamenti planetari all'incon-tro con una pioggia di corpi cometari. Libro dopo libro, anno dopo anno, la verità storica sul calendario Maya è stata quindi distorta e associata agli scenari catastrofici più improbabili, falsi ma che fanno vendere un sacco di libri. Nella prima parte del libro l'autore passa in rassegna tutti gli aspetti "astronomici" di questa ennesima profezia di catastrofe. Tra allineamenti cosmici, calendario Maya e quartine di Nostradamus, che non poteva di certo man-care in questa galleria delle bufale, l'autore ci mostra quali sono davvero gli eventi astronomici del 2012. Fra cui troviamo un transito di Venere sul disco del Sole i16 giugno, un'opposizione di Marte il 3 marzo e una "Blue Moon" nel mese di agosto. "Blue Moon" non significa che la Luna diventa blu, ma è solamente un modo di dire americano per definire la seconda Luna Piena nello stesso mese. Si parla, insomma, di eventi astronomici molto inte-ressanti ma di certo non catastrofici.
In realtà i problemi di cui dovremo preoccuparci sono ben altri, perché il cosmo può essere ben, più minac-cioso e imprevedibile. Il nostro pianeta potrebbe essere colpito ad esempio da una cometa o da un asteroide. Per farci un'idea dell'impatto di una cometa possiamo ricordare l'evento Tunguska, che il mattino del 30 giugno 1908 devastò 60 km2 di taiga siberiana. Parlando di asteroidi, ricordiamo che uno di essi potrebbe aver causato l'estinzione dei dinosauri circa 65 milioni di anni fa. Guardando al futuro, appare minaccioso l'incontro con l'asteroide Apophis nel 2036, sebbene le probabilità di un impatto siano veramente minime. Sicuramente la comunità internazionale segui-rà il percorso di Apophis nella sua orbita, e il tempo a disposizione ci fa pensare che saremo in grado di combattere questa eventuale minaccia futura. Vi sono poi eventi improvvisi e non prevedibili, come l'esplosione di una supernova, che sarebbe letale se esplodesse entro circa 60 anni luce di distanza da noi. Al momento non cono-sciamo stelle così vicine pronte a esplodere, ma dobbiamo comunque ricordarci che nell'Universo possono esserci esplosioni ben più potenti, come i famosi lampi gamma, che potrebbero diventare molto pericolosi in caso di esplosioni ravvicinate. Parlando di catastrofi globali, non dobbiamo dimenticare le minacce dal sottosuolo, come ter-remoti ed enormi eruzioni. A questo proposito basta ricordare che il Parco Naturale di Yellowstone si trova al di sopra di un'immensa caldera vulcanica di circa 70 km di diametro. Sono proprio queste minacce cosmiche l'argomento della seconda parte del libro, che passa in rassegna le attuali conoscenze scientifiche su quella che potrebbe davvero essere la fine del mondo ma non nel 2012 bensì in un remoto futuro.
Walter Ferreri è ben noto ai nostri lettori e non ha certo bisogno di presentazioni. Astronomo dell'Osservatorio di Pino Torinese e consulente scientifico di "Nuovo Orione", la rivista "cugina" de Le Stelle, svolge da anni un'attività divulgativa di primo piano. Con questo nuovo libro Ferreri ci regala un esempio della sua capacità di divul-gatore, utilizzando il 2012 come spunto per raccontarci temi scientifici di grande interesse come le catastrofi planetarie di origine astronomica. Una lettura sicuramente piacevole, con la quale potremo rassicurare amici e parenti ter-rorizzati dal 2012. E magari farli riflettere sulle reali catastrofi cosmiche che minacciano il nostro piccolo pianeta azzurro.
“Scrittori in scena” di LAURA NOBILE

Repubblica (28, ottobre 2010)
DUE giorni di incontri con gli scrittori e i critici, concerti, reading e spazi di intrattenimento sotto il segno della diversità, esplorata nelle diverse espressioni linguistica, sociale, politica e culturale. È il filo rosso della terza edizione del Mondello giovani, il festival della letteratura giovane ideato dalla Fondazione Banco di Sicilia. La manifestazione, che dal 2008 affianca il "Premio internazionale Mondello" si rivolge in particolari ai giovani esordienti e quest' anno si snoda tra l' ormai tradizionale sede del Kalhesa di Foro Umberto I, la Feltrinelli e il teatro Biondo. Gli ospiti sono anche stavolta, autori italiani di narrativa, poesia e saggistica, appartenenti ad una fascia d' età che va dai venti ai trent' anni fino a quelli che, in qualche modo, sono considerati i maestri di questa nuova generazione. Si comincia al Kalhesa alle 17 con la proclamazione dei vincitori del concorso ApertaMente, che hanno inviato brevi componimenti poetici via sms ed mms. Durante l' incontro saranno letti alcuni sms e proiettati alcuni degli mms selezionati: presenta l' attrice Stefania Blandeburgo. Si prosegue alle 21 con "Letture differenti", reading di tre giovanissimi scrittori siciliani che leggeranno passi dalle proprio opere sulla diversità: ecco allora Alessandro D' Avenia col suo "Bianca come il latte, rossa come il sangue" (edizioni Mondadori), e poi Guglielmo Dragotta con "Le chimere di Babele" (Il Filo), e Leonardo Stella, autore de "La terza guerra Titanica. Gabriele ed Emanuele" (La Zisa). A seguire, c' è la performance live del gruppo jazz "Emmanuel Chiro & band", composta oltre che dalla vocalist palermitana, da Roberto Brusca al piano, Diego Tarantino al basso, Giuseppe Urso alla batteria e Samuele Davì alla tromba. Domani alle 17 ci si sposta alla libreria Feltrinelli con il talk show dal titolo "Premio Mondello e diversità" e qui la conduttrice Teresa Mannino dialogherà con Carlo Carabba, Roberto Deidier e Luca Giachi, vincitori di passate edizioni del "Mondello". Alle 21 al teatro Biondo si chiude con la serata su "Le diversità/parole & musica", uno show in cui musica e letteratura interagiscono per raccontare lingue e stili differenti dell' universo giovanile. Teresa Mannino intervisterà Michela Murgia, la giovane scrittrice sarda vincitrice del SuperMondello 2010" con "Accabadora" (Einaudi). Al termine c' è il concerto di Lello Analfino con ovvero Lino Costa alla chitarra e Giampiero Risico ai fiati e percussioni.L' ingresso è libero.
DUE giorni di incontri con gli scrittori e i critici, concerti, reading e spazi di intrattenimento sotto il segno della diversità, esplorata nelle diverse espressioni linguistica, sociale, politica e culturale. È il filo rosso della terza edizione del Mondello giovani, il festival della letteratura giovane ideato dalla Fondazione Banco di Sicilia. La manifestazione, che dal 2008 affianca il "Premio internazionale Mondello" si rivolge in particolari ai giovani esordienti e quest' anno si snoda tra l' ormai tradizionale sede del Kalhesa di Foro Umberto I, la Feltrinelli e il teatro Biondo. Gli ospiti sono anche stavolta, autori italiani di narrativa, poesia e saggistica, appartenenti ad una fascia d' età che va dai venti ai trent' anni fino a quelli che, in qualche modo, sono considerati i maestri di questa nuova generazione. Si comincia al Kalhesa alle 17 con la proclamazione dei vincitori del concorso ApertaMente, che hanno inviato brevi componimenti poetici via sms ed mms. Durante l' incontro saranno letti alcuni sms e proiettati alcuni degli mms selezionati: presenta l' attrice Stefania Blandeburgo. Si prosegue alle 21 con "Letture differenti", reading di tre giovanissimi scrittori siciliani che leggeranno passi dalle proprio opere sulla diversità: ecco allora Alessandro D' Avenia col suo "Bianca come il latte, rossa come il sangue" (edizioni Mondadori), e poi Guglielmo Dragotta con "Le chimere di Babele" (Il Filo), e Leonardo Stella, autore de "La terza guerra Titanica. Gabriele ed Emanuele" (La Zisa). A seguire, c' è la performance live del gruppo jazz "Emmanuel Chiro & band", composta oltre che dalla vocalist palermitana, da Roberto Brusca al piano, Diego Tarantino al basso, Giuseppe Urso alla batteria e Samuele Davì alla tromba. Domani alle 17 ci si sposta alla libreria Feltrinelli con il talk show dal titolo "Premio Mondello e diversità" e qui la conduttrice Teresa Mannino dialogherà con Carlo Carabba, Roberto Deidier e Luca Giachi, vincitori di passate edizioni del "Mondello". Alle 21 al teatro Biondo si chiude con la serata su "Le diversità/parole & musica", uno show in cui musica e letteratura interagiscono per raccontare lingue e stili differenti dell' universo giovanile. Teresa Mannino intervisterà Michela Murgia, la giovane scrittrice sarda vincitrice del SuperMondello 2010" con "Accabadora" (Einaudi). Al termine c' è il concerto di Lello Analfino con ovvero Lino Costa alla chitarra e Giampiero Risico ai fiati e percussioni.L' ingresso è libero.
giovedì 28 ottobre 2010
Torino 3 novembre, Presentazione del saggio di Walter Ferreri, "La verità sul 2012", Edizioni La Zisa
“La verità sul 2012” è il titolo del saggio dell’astronomo Walter Ferreri, edito dalla casa editrice La Zisa, che verrà presentato dalla giornalista del Tg Leonardo della Rai, Rosa Brusin, mercoledì 3 novembre, alle ore 18, presso la Feltrinelli Libri e Musica di piazza C.L.N. 251, a Torino. Sarà presente l’autore.
Il libro: Walter Ferreri, “La verità sul 2012”, Edizioni La Zisa, pp. 112, euro 8,90 (ISBN: 978-88-95709-55-0)
Recensione de “La Stampa” (18/05/2010) “La bufala 2012. Poi non dite che nessuno vi aveva avvertito!” di PIERO BIANUCCI
Da sempre il tema della fine del mondo terrorizza e affascina l’uomo. Ne parlano gli antichi testi sacri di varie religioni, i movimenti millenaristi (ma quella della paura dell’Anno Mille è una leggenda, un falso storico: all’epoca ben pochi sapevano in che anno si viveva), numerosi pseudo-profeti relativamente recenti come William Miller (1782-1849), i Testimoni di Geova (che però da qualche decennio hanno rinunciato a precisare date). Insomma, le apocalissi annunciate si sprecano. Persino Isaac Newton cercò di stabilire la data della fine del mondo: analizzando il testo biblico del profeta Daniele giunse a identificare l’anno 2060. Previsione allarmante per i più giovani, per altri, come chi scrive, tutto sommato rassicurante.
Newton però, oltre che grande scienziato, fu un teologo coltissimo, e credeva profondamente nella Scrittura. La sua previsione dunque è giustificata dalla buona fede. Ben diversa è la storia di previsioni più recenti, l’ultima delle quali fissa la fine del mondo al 21 dicembre 2012. In queste previsioni probabilmente non crede neppure chi le fa, e tanto meno chi ci specula sopra per far denaro con Dvd, libri pieni di falsità, programmi tv che vogliono scoprire misteri dove invece non c’è altro che ignoranza. Per fortuna qualcuno ha pensato di smontare la speculazione pezzo per pezzo. L’ha fatto Walter Ferreri con il suo libro fresco di stampa “La verità sul 2012” (La Zisa Editore, 106 pagine, 8,90 euro), una lettura non solo interessante ma anche divertente per lo humour che affiora tra le righe: l’ironia nasce spontaneamente per contrasto quando si esamina con argomenti seri una tesi invece di serio ha ben poco.
Astronomo all’Osservatorio di Torino, scopritore di numerosi asteroidi e fondatore della rivista che state leggendo, Ferreri parte dall’origine della favola della fine del mondo nel 2012. Il responsabile è il romanziere Frank Waters, che nel 1976 dedicò qualche pagina del libro “Mexico Mystique” al fatto che secondo il calendario dei Maya stava per concludersi un ciclo chiamato baktun 13. Senza entrare in particolari che il lettore troverà nel libro di Ferreri, basta ricordare che quell’antica popolazione americana contava il tempo in cicli: su scala breve utilizzava periodi di 20 e di 360 giorni, su scala più lunga adottava un ciclo di 7200 giorni e uno di 144 mila, detto baktun. Tredici baktun costituivano il Grande Ciclo, pari a 5125 anni. La credenza era che, terminato un Grande Ciclo, ci fosse una sorta di azzeramento del mondo, al quale sarebbe seguito un radicale rinnovamento. Poiché il Grande Ciclo in corso sarebbe iniziato l’11 agosto del 3114 avanti Cristo, saremmo ora prossimi al suo termine, che avverrebbe per l’appunto il 21 dicembre 2012. Questa indicazione fu poi ripresa in libri di altri autori e il mito della imminente fine del mondo è montato come la panna, arricchendosi di presunte motivazioni scientifiche e altrettanto dubbie previsioni che si vorrebbero concordanti con quella del calendario Maya, dalle profezie di Nostradamus a quelle di San Malachia. I temi scientifici tirati in ballo per supportare la catastrofe del 2012 sono molti: rallentamento della Terra, inversione del campo magnetico, orientamento dell’asse terrestre, allineamento dei pianeti o del Sole con il centro galattico, tempeste solari, impatto con il fantomatico pianeta Nibiru, una cometa o un asteroide, transito di Venere davanti al Sole in un anno bisestile. Questi argomenti offrono a Ferreri l’occasione per fare il punto sui fenomeni a cui si riferiscono, cosa senza dubbio istruttiva. Come effetto collaterale, il vaticinio del 2012 ne esce a pezzi, sepolto da una risata.
E’ chiaro che l’effetto sulla Terra di allineamenti planetari o galattici o transito di Venere è zero, mentre il pianeta Nibiru semplicemente non esiste. E’ curioso però ricordare che nel 2012 non ci sarà alcun allineamento di pianeti, e che in ogni caso il miglior allineamento ha un effetto mareale sulla Terra 14 mila volte inferiore a quello prodotto dalla Luna.
Certo, alcuni rischi esistono, ma non cambiano nel 2012 né in meglio né in peggio: impatto di comete, esplosione di supernove nei dintorni del Sole. Ma si tratta di rischi assolutamente minimi. Per comete e asteroidi minacciosi, inoltre, sarebbe già possibile preparare una difesa tecnologica. E stelle che possano esplodere come supernove a piccola distanza da noi fortunatamente non ce ne sono. L’apocalisse, insomma, è rinviata sine die. Con buona pace di Roberto Giacobbo, gran maestro di bufale scientifiche con la sua trasmissione “Voyager”. Ma lui i libri sul 2012 li ha già venduti, e in più è pure diventato vicedirettore di Rai2.
Walter Ferreri, astronomo, svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino. È autore di una ventina di libri e fondatore, nel 1977, della rivista di astronomia ”Orione”, della cui versione attuale – “Nuovo Orione” – ricopre la carica di direttore scientifico. Per le sue scoperte e ricerche nel campo degli asteroidi l’Unione Astronomica Internazionale ha conferito il nome “Ferreri” all’asteroide 3308 EP.
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Il libro: Walter Ferreri, “La verità sul 2012”, Edizioni La Zisa, pp. 112, euro 8,90 (ISBN: 978-88-95709-55-0)
Recensione de “La Stampa” (18/05/2010) “La bufala 2012. Poi non dite che nessuno vi aveva avvertito!” di PIERO BIANUCCI
Da sempre il tema della fine del mondo terrorizza e affascina l’uomo. Ne parlano gli antichi testi sacri di varie religioni, i movimenti millenaristi (ma quella della paura dell’Anno Mille è una leggenda, un falso storico: all’epoca ben pochi sapevano in che anno si viveva), numerosi pseudo-profeti relativamente recenti come William Miller (1782-1849), i Testimoni di Geova (che però da qualche decennio hanno rinunciato a precisare date). Insomma, le apocalissi annunciate si sprecano. Persino Isaac Newton cercò di stabilire la data della fine del mondo: analizzando il testo biblico del profeta Daniele giunse a identificare l’anno 2060. Previsione allarmante per i più giovani, per altri, come chi scrive, tutto sommato rassicurante.
Newton però, oltre che grande scienziato, fu un teologo coltissimo, e credeva profondamente nella Scrittura. La sua previsione dunque è giustificata dalla buona fede. Ben diversa è la storia di previsioni più recenti, l’ultima delle quali fissa la fine del mondo al 21 dicembre 2012. In queste previsioni probabilmente non crede neppure chi le fa, e tanto meno chi ci specula sopra per far denaro con Dvd, libri pieni di falsità, programmi tv che vogliono scoprire misteri dove invece non c’è altro che ignoranza. Per fortuna qualcuno ha pensato di smontare la speculazione pezzo per pezzo. L’ha fatto Walter Ferreri con il suo libro fresco di stampa “La verità sul 2012” (La Zisa Editore, 106 pagine, 8,90 euro), una lettura non solo interessante ma anche divertente per lo humour che affiora tra le righe: l’ironia nasce spontaneamente per contrasto quando si esamina con argomenti seri una tesi invece di serio ha ben poco.
Astronomo all’Osservatorio di Torino, scopritore di numerosi asteroidi e fondatore della rivista che state leggendo, Ferreri parte dall’origine della favola della fine del mondo nel 2012. Il responsabile è il romanziere Frank Waters, che nel 1976 dedicò qualche pagina del libro “Mexico Mystique” al fatto che secondo il calendario dei Maya stava per concludersi un ciclo chiamato baktun 13. Senza entrare in particolari che il lettore troverà nel libro di Ferreri, basta ricordare che quell’antica popolazione americana contava il tempo in cicli: su scala breve utilizzava periodi di 20 e di 360 giorni, su scala più lunga adottava un ciclo di 7200 giorni e uno di 144 mila, detto baktun. Tredici baktun costituivano il Grande Ciclo, pari a 5125 anni. La credenza era che, terminato un Grande Ciclo, ci fosse una sorta di azzeramento del mondo, al quale sarebbe seguito un radicale rinnovamento. Poiché il Grande Ciclo in corso sarebbe iniziato l’11 agosto del 3114 avanti Cristo, saremmo ora prossimi al suo termine, che avverrebbe per l’appunto il 21 dicembre 2012. Questa indicazione fu poi ripresa in libri di altri autori e il mito della imminente fine del mondo è montato come la panna, arricchendosi di presunte motivazioni scientifiche e altrettanto dubbie previsioni che si vorrebbero concordanti con quella del calendario Maya, dalle profezie di Nostradamus a quelle di San Malachia. I temi scientifici tirati in ballo per supportare la catastrofe del 2012 sono molti: rallentamento della Terra, inversione del campo magnetico, orientamento dell’asse terrestre, allineamento dei pianeti o del Sole con il centro galattico, tempeste solari, impatto con il fantomatico pianeta Nibiru, una cometa o un asteroide, transito di Venere davanti al Sole in un anno bisestile. Questi argomenti offrono a Ferreri l’occasione per fare il punto sui fenomeni a cui si riferiscono, cosa senza dubbio istruttiva. Come effetto collaterale, il vaticinio del 2012 ne esce a pezzi, sepolto da una risata.
E’ chiaro che l’effetto sulla Terra di allineamenti planetari o galattici o transito di Venere è zero, mentre il pianeta Nibiru semplicemente non esiste. E’ curioso però ricordare che nel 2012 non ci sarà alcun allineamento di pianeti, e che in ogni caso il miglior allineamento ha un effetto mareale sulla Terra 14 mila volte inferiore a quello prodotto dalla Luna.
Certo, alcuni rischi esistono, ma non cambiano nel 2012 né in meglio né in peggio: impatto di comete, esplosione di supernove nei dintorni del Sole. Ma si tratta di rischi assolutamente minimi. Per comete e asteroidi minacciosi, inoltre, sarebbe già possibile preparare una difesa tecnologica. E stelle che possano esplodere come supernove a piccola distanza da noi fortunatamente non ce ne sono. L’apocalisse, insomma, è rinviata sine die. Con buona pace di Roberto Giacobbo, gran maestro di bufale scientifiche con la sua trasmissione “Voyager”. Ma lui i libri sul 2012 li ha già venduti, e in più è pure diventato vicedirettore di Rai2.
Walter Ferreri, astronomo, svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino. È autore di una ventina di libri e fondatore, nel 1977, della rivista di astronomia ”Orione”, della cui versione attuale – “Nuovo Orione” – ricopre la carica di direttore scientifico. Per le sue scoperte e ricerche nel campo degli asteroidi l’Unione Astronomica Internazionale ha conferito il nome “Ferreri” all’asteroide 3308 EP.
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lunedì 25 ottobre 2010
Libri, esce "Inganno Padano" (La Zisa) di Bonasera e Romano

Roma, 23 OTT (Il Velino) - "Da oltre vent'anni - scrive un comunicato delle Edizioni La Zisa - la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d'ordine, la balzana simbologia. Sono pressoche' ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all'inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si e' passati alla gestione del potere. Diventano altresi' chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d'acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi.
Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista professionista. Gli esordi professionali nella sua citta' natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare alla corte de Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, e' direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino.
Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista pubblicista. Ha lavorato per molti anni nell'ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate ed e' stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato, tra l'altro: Nella citta' opulenta. Microstorie di vita quotidiana (2003, 2004), Piccola guida ai monasteri e ai conventi di Sicilia (2005), Il santo mendicante. Vita di Giuseppe Benedetto Labre (2005), Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera (2005); La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo (2007). Ha curato il saggio inedito del dirigente comunista Girolamo Li Causi, Terra di frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-60 (2009)".
(com/gda) 231122 OTT 10 NNNN
Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista professionista. Gli esordi professionali nella sua citta' natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare alla corte de Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, e' direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino.
Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista pubblicista. Ha lavorato per molti anni nell'ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate ed e' stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato, tra l'altro: Nella citta' opulenta. Microstorie di vita quotidiana (2003, 2004), Piccola guida ai monasteri e ai conventi di Sicilia (2005), Il santo mendicante. Vita di Giuseppe Benedetto Labre (2005), Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera (2005); La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo (2007). Ha curato il saggio inedito del dirigente comunista Girolamo Li Causi, Terra di frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-60 (2009)".
(com/gda) 231122 OTT 10 NNNN
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